Referendum per la Fusione dei Comuni della Riviera Picena


Referendum per la Fusione dei Comuni della Riviera Picena
Il problema
LA FUSIONE DEI COMUNI DELLA RIVIERA PICENA
Per una realtà metropolitana del medioadriatico. Per contare di +
Acquaviva Picena+Cupra Marittima+Grottammare+Massignano+Monteprandone+San Benedetto del Tronto
È ormai acquisito dagli studi e dall’esperienza: la qualità e la forza delle Istituzioni locali costituiscono un fattore fondamentale di sviluppo del territorio e del benessere presente e futuro di chi vi risiede. Eppure i Comuni, Istituzione più vicina ai cittadini, si trovano troppo spesso nell’incapacità di funzionare correttamente, nonostante l’impegno e talvolta l’abnegazione dei loro Sindaci: i Comuni italiani sono troppi e in molti casi troppo piccoli, e inoltre sono condizionati dalla burocrazia, dal progressivo taglio dei trasferimenti di risorse, dai vincoli delle leggi di bilancio nazionale. Ne risulta non solo una difficoltà di gestione corrente ma anche e soprattutto l’impossibilità di dotarsi di capacità progettuali che attraggano investimenti e crescita. Il conseguente danno provocato dalla progressiva lacerazione del tessuto socioeconomico rischia di rivelarsi irrimediabile con il passare del tempo.
Oggi le fusioni tra Comuni appaiono in effetti l’opportunità più sicura e vantaggiosa, grazie anche alle misure agevolative ed incentivanti previste dalla legge. Consentono di superare le dimensioni minime critiche, di creare Enti nuovi con governi più forti ed autorevoli in grado di svolgere funzioni anche strategiche, quali l’elaborazione e la gestione di progetti di tutela e sviluppo dei territori. Riportano più vicino ai cittadini livelli superiori di decisione e garantiscono loro la difesa delle identità locali e dei servizi di prossimità grazie all’istituzione dei Municipi, anch’essi eletti democraticamente. Inoltre, nel caso di fusioni di grandi dimensioni, almeno 50.000 abitanti, - come il caso della Riviera delle Palme- possono consentire l’accesso diretto a bandi U.E. per il finanziamento di progetti innovativi. Di fatto, i dati ministeriali hanno certificato che, con i risparmi di una gestione centralizzata, la spesa pro-capite per lo Stato tocca il suo livello più basso attorno ai 100.000 abitanti (3 o 4 volte inferiore a quella di un comune di appena 10.000 abitanti).
Per i comuni istituiti a seguito di procedimento di fusione sono previsti interessanti benefici tra cui:
- Erogazione del contributo straordinario statale per 15 anni a decorrere dalla fusione (in questo caso,max 2 milioni di euro annui per ogni beneficiario);
- Erogazione del contributo straordinario regionale;
- Priorità nell'assegnazione degli spazi finanziari regionali ai Comuni istituiti per fusione a decorrere dal 2011;
- Previsione di forme premiali nelle misure di incentivazione regionale;
- Esclusione da vincoli per le assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite del 100% della spesa relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente;
- Subentro nei benefici, stabiliti dall'Unione europea o da leggi statali, di cui godevano gli enti estinti.
85988 sono gli abitanti di questa nuova realtà metropolitana: una realtà che esiste da tempo il cui riconoscimento non è mai avvenuto . Gli unici limiti rimasti sono quelli amministrativi che legano e stringono il futuro del medioadriatico a confini obsoleti e sinonimo di becero campanilismo. E' inutile sottolineare l'enorme peso politico che può esercitare una città di più di 85000 abitanti nei confronti di Enti Regionali e Statali.
Sembra irrilevante, ma nel continuum urbano che contraddistingue la Riviera delle Palme, non sono più distinguibili i differenti territori comunali e le realtà cittadine sono interconnesse tra loro condividendo da tempo servizi, poli attrattivi e flussi socio-economici.
Quella della Riviera Picena è dunque una realtà metropolitana consolidata ma frammentata e senza alcuna strategia condivisa: con la Fusione dei Comuni che la costituiscono sarebbe naturale acquisire una posizione nodale per il Centro Italia e tutto l'Adriatico.
La città del medio adriatico non è un sogno, ma un investimento per il futuro del nostro territorio.
Facciamo squadra per formalizzare il nostro obiettivo con un referendum consultivo che sancisca finalmente la Fusione dei 6 Comuni della Riviera Picena per contare di +.

Il problema
LA FUSIONE DEI COMUNI DELLA RIVIERA PICENA
Per una realtà metropolitana del medioadriatico. Per contare di +
Acquaviva Picena+Cupra Marittima+Grottammare+Massignano+Monteprandone+San Benedetto del Tronto
È ormai acquisito dagli studi e dall’esperienza: la qualità e la forza delle Istituzioni locali costituiscono un fattore fondamentale di sviluppo del territorio e del benessere presente e futuro di chi vi risiede. Eppure i Comuni, Istituzione più vicina ai cittadini, si trovano troppo spesso nell’incapacità di funzionare correttamente, nonostante l’impegno e talvolta l’abnegazione dei loro Sindaci: i Comuni italiani sono troppi e in molti casi troppo piccoli, e inoltre sono condizionati dalla burocrazia, dal progressivo taglio dei trasferimenti di risorse, dai vincoli delle leggi di bilancio nazionale. Ne risulta non solo una difficoltà di gestione corrente ma anche e soprattutto l’impossibilità di dotarsi di capacità progettuali che attraggano investimenti e crescita. Il conseguente danno provocato dalla progressiva lacerazione del tessuto socioeconomico rischia di rivelarsi irrimediabile con il passare del tempo.
Oggi le fusioni tra Comuni appaiono in effetti l’opportunità più sicura e vantaggiosa, grazie anche alle misure agevolative ed incentivanti previste dalla legge. Consentono di superare le dimensioni minime critiche, di creare Enti nuovi con governi più forti ed autorevoli in grado di svolgere funzioni anche strategiche, quali l’elaborazione e la gestione di progetti di tutela e sviluppo dei territori. Riportano più vicino ai cittadini livelli superiori di decisione e garantiscono loro la difesa delle identità locali e dei servizi di prossimità grazie all’istituzione dei Municipi, anch’essi eletti democraticamente. Inoltre, nel caso di fusioni di grandi dimensioni, almeno 50.000 abitanti, - come il caso della Riviera delle Palme- possono consentire l’accesso diretto a bandi U.E. per il finanziamento di progetti innovativi. Di fatto, i dati ministeriali hanno certificato che, con i risparmi di una gestione centralizzata, la spesa pro-capite per lo Stato tocca il suo livello più basso attorno ai 100.000 abitanti (3 o 4 volte inferiore a quella di un comune di appena 10.000 abitanti).
Per i comuni istituiti a seguito di procedimento di fusione sono previsti interessanti benefici tra cui:
- Erogazione del contributo straordinario statale per 15 anni a decorrere dalla fusione (in questo caso,max 2 milioni di euro annui per ogni beneficiario);
- Erogazione del contributo straordinario regionale;
- Priorità nell'assegnazione degli spazi finanziari regionali ai Comuni istituiti per fusione a decorrere dal 2011;
- Previsione di forme premiali nelle misure di incentivazione regionale;
- Esclusione da vincoli per le assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite del 100% della spesa relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente;
- Subentro nei benefici, stabiliti dall'Unione europea o da leggi statali, di cui godevano gli enti estinti.
85988 sono gli abitanti di questa nuova realtà metropolitana: una realtà che esiste da tempo il cui riconoscimento non è mai avvenuto . Gli unici limiti rimasti sono quelli amministrativi che legano e stringono il futuro del medioadriatico a confini obsoleti e sinonimo di becero campanilismo. E' inutile sottolineare l'enorme peso politico che può esercitare una città di più di 85000 abitanti nei confronti di Enti Regionali e Statali.
Sembra irrilevante, ma nel continuum urbano che contraddistingue la Riviera delle Palme, non sono più distinguibili i differenti territori comunali e le realtà cittadine sono interconnesse tra loro condividendo da tempo servizi, poli attrattivi e flussi socio-economici.
Quella della Riviera Picena è dunque una realtà metropolitana consolidata ma frammentata e senza alcuna strategia condivisa: con la Fusione dei Comuni che la costituiscono sarebbe naturale acquisire una posizione nodale per il Centro Italia e tutto l'Adriatico.
La città del medio adriatico non è un sogno, ma un investimento per il futuro del nostro territorio.
Facciamo squadra per formalizzare il nostro obiettivo con un referendum consultivo che sancisca finalmente la Fusione dei 6 Comuni della Riviera Picena per contare di +.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 16 maggio 2022