Real Time: bloccate la messa in onda del programma "Guardaroba perfetto Kids&Teens"

Il problema

"Guardaroba perfetto" in onda su real Time è dedicato alle ragazze dai 6 ai 15 anni. Nel programma, bambine e ragazze vengono coinvolte ne “Il gioco della moda” in cui si insegnano loro i primi segreti da fashion-victim in erba. Scegliendo insieme alle bambine i pezzi giusti del guardaroba, Carla e Enza compongono un “album della moda” da cui scegliere poi l’out-fit preferito e farlo vedere alla mamma.

Il programma è contrario ad ogni principio (comunitario e non) volto a tutelare i minori nella loro formazione, informazione, crescita e libertà. E' privo di utilità sociale e culturale e mette delle bambine, le loro stanze, i loro vestiti, sotto i fari di uno studio televisivo e sotto l'occhio vigile di una matrona che col dito puntato ordina loro come sia più appropriato vestirsi e per quali occasioni. Insomma, libertà e creatività infantile alla gogna. Tutto ciò inoltre intratterrebbe, dall'altra parte, altrettante bambine, menti facilmente influenzabili costrette a schemi di moda imposti da una società che troppo presto così le omologherebbe, in un momento di prematura personalità e coscienza individuale e sociale.

Questo canale, in tal maniera, sembra volto a proporre un prototipo di donna già disdegnato da autrici come Virginia Woolf o Mary Wollstonecraft. Quest'ultima, nel suo libro "Sui diritti delle donne", scrisse: "Le considerazioni di Rousseau, secondo cui le donne sono naturalmente interessate a bambole, vestiti e conversazioni, del tutto indipendentemente dall'educazione, sono talmente puerili da non meritare neppure di essere seriamente confutate".

Purtroppo ciò che è stato descritto nel XVIII secolo appare ancora una piaga moderna della nostra società che continua a dipingere la donna con i tratti della perfetta donnina di casa, di una maniaca dello shopping compulsivo.  Molte donne, purtroppo, non si rendono conto di essere schiave, sin dall'infanzia, di questa "educazione", che mira ad una prematura e fittizia distinzione dei generi.

Non sia anche lei, Direttrice Carafoli, da donna, fautrice di ciò.

avatar of the starter
Roberta ZappalàPromotore della petizioneCatanese, blogger, membro della nuova "fascia debole" del ventunesimo secolo, sento l'eterea inconsistenza di chi ha tutta una vita davanti, e la fatica nel non poter sperare più di questo. Ho conseguito la laurea in Legge nell'università di Catania. Le passioni per la lettura e la scrittura mi hanno portato a scrivere per un webmagazine universitario prima e per il mio blog poi. La mia attenzione per la questione femminile del nuovo millennio, considerabile all'occhio più pigro come bigotta e femminista, in realtà non vuole essere inquadrata in schemi stereotipati. Il mio blog nasce proprio dall'esigenza di dar voce a un cambiamento di prospettiva nel pensare alla difesa delle donne, non come uno sparuto fenomeno "femminista" da etichettare, ma come una necessità naturale e strutturale al contesto sociale di oggi.
Questa petizione aveva 26.833 sostenitori

Il problema

"Guardaroba perfetto" in onda su real Time è dedicato alle ragazze dai 6 ai 15 anni. Nel programma, bambine e ragazze vengono coinvolte ne “Il gioco della moda” in cui si insegnano loro i primi segreti da fashion-victim in erba. Scegliendo insieme alle bambine i pezzi giusti del guardaroba, Carla e Enza compongono un “album della moda” da cui scegliere poi l’out-fit preferito e farlo vedere alla mamma.

Il programma è contrario ad ogni principio (comunitario e non) volto a tutelare i minori nella loro formazione, informazione, crescita e libertà. E' privo di utilità sociale e culturale e mette delle bambine, le loro stanze, i loro vestiti, sotto i fari di uno studio televisivo e sotto l'occhio vigile di una matrona che col dito puntato ordina loro come sia più appropriato vestirsi e per quali occasioni. Insomma, libertà e creatività infantile alla gogna. Tutto ciò inoltre intratterrebbe, dall'altra parte, altrettante bambine, menti facilmente influenzabili costrette a schemi di moda imposti da una società che troppo presto così le omologherebbe, in un momento di prematura personalità e coscienza individuale e sociale.

Questo canale, in tal maniera, sembra volto a proporre un prototipo di donna già disdegnato da autrici come Virginia Woolf o Mary Wollstonecraft. Quest'ultima, nel suo libro "Sui diritti delle donne", scrisse: "Le considerazioni di Rousseau, secondo cui le donne sono naturalmente interessate a bambole, vestiti e conversazioni, del tutto indipendentemente dall'educazione, sono talmente puerili da non meritare neppure di essere seriamente confutate".

Purtroppo ciò che è stato descritto nel XVIII secolo appare ancora una piaga moderna della nostra società che continua a dipingere la donna con i tratti della perfetta donnina di casa, di una maniaca dello shopping compulsivo.  Molte donne, purtroppo, non si rendono conto di essere schiave, sin dall'infanzia, di questa "educazione", che mira ad una prematura e fittizia distinzione dei generi.

Non sia anche lei, Direttrice Carafoli, da donna, fautrice di ciò.

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Roberta ZappalàPromotore della petizioneCatanese, blogger, membro della nuova "fascia debole" del ventunesimo secolo, sento l'eterea inconsistenza di chi ha tutta una vita davanti, e la fatica nel non poter sperare più di questo. Ho conseguito la laurea in Legge nell'università di Catania. Le passioni per la lettura e la scrittura mi hanno portato a scrivere per un webmagazine universitario prima e per il mio blog poi. La mia attenzione per la questione femminile del nuovo millennio, considerabile all'occhio più pigro come bigotta e femminista, in realtà non vuole essere inquadrata in schemi stereotipati. Il mio blog nasce proprio dall'esigenza di dar voce a un cambiamento di prospettiva nel pensare alla difesa delle donne, non come uno sparuto fenomeno "femminista" da etichettare, ma come una necessità naturale e strutturale al contesto sociale di oggi.

I decisori

Laura Carafoli
Laura Carafoli
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