Appello a Rai Fiction. Fate ripartire la produzione del Film Tv su Tina Anselmi

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Circa due anni fa, era l’inizio del 2018, Rai Fiction aveva dato il via libera alla realizzazione di un film tv per raccontare la storia di Tina Anselmi. A produrlo doveva essere la Bibi Film Tv con una sceneggiatura che traeva spunto dai libri: “Storia di una passione politica” e “La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi”, scritti da Anna Vinci. Il soggetto approvato del film era elaborato dalla stessa autrice e biografa di Tina Anselmi, in sintonia con le sorelle di Tina: Maria Teresa e Gianna Anselmi. Nel dicembre 2019 la Bibi Film Tv ha rinunciato al progetto.

Il film avrebbe raccontato la storia della partigiana Gabriella (nome di “battaglia” della giovane Tina), di un’eroina “borghese” che si era impegnata politicamente non solo all’interno del proprio partito (la Democrazia Cristiana), ma per l’intero Paese fin dalla fine della guerra. Sindacalista, in prima linea in difesa della parità uomo donna, che continuerà nel suo impegno in Parlamento. Prima donna, nella storia d’Italia, Ministra della Repubblica. Nel 1976 al dicastero del Lavoro, nel 1978 alla Sanità, istituì il Servizio Sanitario Nazionale, la cui attuazione attendeva da quattordici anni. Il coraggio e la passione civile di Tina Anselmi, emersero anche nel suo lavoro per chiarire il groviglio di interessi e opacità della loggia massonica di Licio Gelli, in veste di presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sulla P2, istituita il 23 settembre 1981, che la portò ad essere politicamente isolata proprio per quel suo ruolo istituzionale.

Con questa petizione, si vuole chiedere a Rai Fiction di riprendere in mano il progetto e riavviare la produzione di un film tv che sarebbe importante non solo per rendere onore alla memoria di questa madre della Patria, ma per fare riflettere sui valori della nostra Democrazia e sul modo di rispettarli e di tenerli vivi. “La democrazia ha bisogno di normalità”, diceva spesso Tina Anselmi così come, parlando di chi aveva ideologie politiche differenti, le piaceva ribadire che si trattava di “avversari, ma mai nemici”. La storia di Tina Anselmi, dalla militanza partigiana a soli 17 anni nella sua Castelfranco Veneto, è un vero e proprio inno all’impegno civile e politico che, oggi più che mai, andrebbe preso ad esempio.

Lo scorso anno, come “ANTIMAFIADuemila”, ci siamo fatti promotori di una raccolta di pensieri chiedendo a chi le è stata accanto, le sorelle Maria Teresa e Gianna, a chi l’ha conosciuta e ha vissuto nel suo stesso territorio, il Veneto e la Castellana, nel suo stesso Partito o in fronti avversi, o ha tenuto a mente il suo esempio, di descrivere quale lato di Tina Anselmi avrebbe voluto raccontare in questo film televisivo. Ricordi che andrebbero riletti per comprendere, ancora di più, l’importanza di questo film, della sua realizzazione e messa in onda.
Una necessità per le generazioni di ieri e per quelle giovani di oggi. Un ponte tra passato e futuro. Tina lei, la “mina vagante” ma anche la “donna ponte” ne sarebbe felice.

Per questo motivo stiamo lanciando questa petizione, sulla piattaforma di change.org a cui aderiscono come primi Firmatari:

Maria Teresa Anselmi - Gianna Anselmi - Anna Vinci - Vincenzo Giaccotto - Giuliano Turone - Simona Argentieri - Pieluigi Castagnetti - Luciano Sguotti - Valentina Magrin - Emanuela Guizzon - Silvia Costa - Stefania Barbieri - Rean Mazzone - Aldo Preda - Laura Muscardin - Stefania Pezzopane - Luca Fiorentino - Maria Teresa Sega - Valentina Caracciolo - Nunzia Vattano - Fausto Maria Amato - Michele Santoro - Ilaria Storti - Andrea D’Amore - Patrizia Rocchi - Carla Paci - Mario D’Amore - Marisa La Mantia - Roberto Di Pietro


Di seguito i link dove è possibile rileggere e approfondire la storia di questa partigiana per la pace, per la legalità e la democrazia che non può e non deve essere dimenticata. Questa la funzione fondamentale di un servizio pubblico.

“La Tina Anselmi che vorrei'”

“Che gioia il film della Rai su Tina, eroina borghese”

“Vi racconterò Tina Anselmi, eroina borghese che questo Paese non deve dimenticare”

“Grazie Tina”