RACCOLTA DI FIRME CONTRO LO STADIO A ROZZANO-ASSAGO

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Raggiungiamo 1000 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

L’articolo 41 della Costituzione italiana stabilisce che l’iniziativa privata non possa svolgersi in modo da recare danno all’ambiente e alla salute umana. Non si può quindi chiudere gli occhi di fronte ai progetti delle Società di calcio milanesi che intendono costruire due nuovi stadi su terreni ancora permeabili e verdi, posti fuori dai confini del capoluogo, ai margini di zone ad altissima concentrazione di traffico. Delle oltre 50.000 morti premature all’anno (dato del 2020) attribuite all’inquinamento dell’aria nel nostro paese, la maggior parte avvengono nella Pianura Padana, con un pesante tributo della Città Metropolitana di Milano. Ogni nuova iniziativa a forte impatto ambientale dovrebbe fare i conti con questo dato. È compito della politica inquadrare lo sviluppo del territorio all’interno di questa cornice problematica e indicare le soluzioni che lo rendano sostenibile.

 


In questo contesto, il progetto dell’FC Internazionale di costruire lo stadio di proprietà nell’area al confine tra i comuni di Rozzano e Assago, dove già si trovano due svincoli della tangenziale, la barriera dell’Autostrada Milano-Genova, il Forum, il centro commerciale Carrefour, il Teatro Repower e numerosi palazzoni destinati a terziario, va clamorosamente in direzione contraria ad un’oculata progettazione delle infrastrutture e ad un rinnovamento urbanistico orientato al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, soprattutto per ciò che riguarda la tutela della loro salute e i tempi di trasferimento da un luogo ad un altro. Un flusso di 70.000 spettatori, più tutto l'indotto che contorna le partite di calcio, sarebbe fatale per la vivibilità di un’ampia area intorno allo stadio, interessando anche altri comuni oltre Rozzano e Assago. Un progetto di tale portata non può essere certo discusso a colpi di dichiarazioni ai giornali, in incontri

informali tra le parti e nemmeno in una semplice riunione di maggioranza per poi essere calato sulla città. Se è vero che alcuni diritti edificatori sono stati acquisiti, occorre pure che essi siano compatibili con le esigenze collettive, emerse attraverso il coinvolgimento della popolazione, su questo e su eventuali altri progetti futuri che la proprietà intenda realizzare in quell’area, come pure dal confronto con tutti i portatori di interesse e acquisendo il parere  dell’Ente Parco Sud. 

 


Per le ragioni sopra esposte i sottoscrittori della presente raccolta di firme esprimono la loro ferma contrarietà al suddetto progetto e

invitano l’Amministrazione rozzanese a riconsiderare il consenso più volte manifestato verso esso conformandosi a quanto stabilito nel proprio Statuto all'articolo 1 (dove ai punti 2 e 4 si parla di rispetto dell’ambiente e diritto alla salute dei cittadini), all’articolo 2 (dove ai punti 1 e 6  si parla di favorire la partecipazione dei cittadini

attraverso una capillare, efficace ed esaustiva informazione, di valorizzazione delle caratteristiche storiche del territorio attraverso la tutela ed il recupero paesaggistico teso

a garantire l’equilibrio ecologico e la fruizione ricreativa dell’ambiente, di valorizzazione e tutela dei principi ispiratori del Parco Agricolo Sud Milano e promozione della sua vocazione

agricola) e all’articolo 4 (dove al punto 3 si parla di salvaguardia delle risorse naturali ed ambientali del territorio comunale). I medesimi sottoscrittori chiedono alle Amministrazioni dei Comuni limitrofi ed interessati dal progetto di fare, nelle sedi opportune, quanto nelle loro facoltà e possibilità per tutelare le proprie cittadinanze dai disagi indotti dalla costruzione del nuovo stadio.

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