Petition updateQuando l’ingiustizia diventa leggeQuando l'ingiustizia diventa legge
franco arnaboldiItaly
Jan 4, 2019

Cari firmatari,
ringraziando tutti (e siete in tanti!) coloro che mi stanno esprimendo solidarietà nel motivarne l'adesione, mi corre ormai l'obbligo di continuare la cronaca della mia paradossale tortura. E siamo alla 14ma puntata.
S'era arrivati (con la precedente) all'incirca nel 1997 ed avevo dovuto comprendere che la Presidenza Scalfaro s'era rivelata inefficace nel merito della "in-Giustizia" (oltretutto da Capo della Magistratura stessa!). Esperienza negativa. Nell'album delle figurine, potevo anche tirarci sopra una bella croce. Amen e così sia!
Non mi restava che aspettare (con la pazienza di Giobbe) i dolci comodi della causa in corso, in primo grado, presso il Tribunale di Livorno, per la nota ILLECITA ACQUISIZIONE USURPATIVA DELLO STATO italiota. Ma non vi si lavorava di certo furiosamente sopra, anzi si arrancava, al ritmo dei moribondi. Nel 1999 (di già a 19 anni dal reato statale commesso) tal Tribunale era ancora lì a "giochicchiare" con comparizioni del CTU e con le relazioni di parte e controparte. Tanto a quei giudici cosa gli importava che io risultassi con un'azienda sventrata, bisognosa di investimenti sui rottami residuati, con un reddito aziendale azzerato? Io la chiamerei:contumacia, da menefreghisti!
Nello stesso anno (1999, di maggio) terminava il settennato-scalfariano e prendeva posto sullo scranno il Dr. Ciampi.
Non mi pareva vero: livornese! Chissà mai che.....
E così, giust'appunto intanto ch'ero sempre come...Giobbe, lo aspettai al varco della sua prima predica. E, puntualmente, la sera del 31.12.1999, mi accomodai alla scrivania mia per stenografare il suo messaggio a noi, noi del popolo italico.
Ma, pure puntualmente, io (in data 01.01.2000) dedicai il mio giorno di capodanno a scrivergli una raccomandata (che poi fu avviata il 3 di gennaio - vedi scansione della ricevuta postale allegata).
Nella lettera contraccambiavo gli auguri televisivi, ma lamentavo per l'illecito commesso dallo Stato nei miei confronti nel 1980 ed ancora non risarcito dopo ormai 20 anni (esattamente 6944 giorni). E lo rimproveravo perchè nel suo discorso alla Nazione non aveva nemmeno fatto un minimo cenno alla vergognosa situazione in cui versava la GIUSTIZIA italiana.
Aggiungevo che si era rivolto specialmente ai GIOVANI, incoraggiandoli a sperare, ad alzare lo sguardo e la mira, a puntare in alto.... Parole, solo parole. Ma, ai miei figli (che, all'epoca dell'USURPAZIONE, finivano l'asilo ed ora eran di già laureati) cosa avrei dovuto raccontare? Elencare le sue parole di maniera oppure spiegare per intero i fatti? Dovevo forse raccomandare loro di CREDERE ALLO STATO????
E mi dichiaravo pronto a fornirgli qualsiasi dettaglio del caso in questione, cordialmente e rispettosamente.
Avrei ottenuto poi risposta, abbastanza prontamente, partita da Roma il 9 febbraio 2000, piena di parole, parole, parole. Mi si esortava a CONFIDARE. In che cosa?! Ne scriverò compiutamente nella prossima puntata (allegandone la busta intestata). Naturalmente, nessun accenno ad un impegno a voler intervenire per il sacrosanto risarcimento. Non mi poteva bastare. Ed iniziava così l'interlocuzione con la Presidenza livornese. Appuntamento alla prossima...

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