

Cari firmatari,
eccomi alla TREDICESIMA puntata. Nella precedente, all'ultima riga, accennavo ad un "teatrino" (ed eravamo sempre dalle ... parti del Quirinale). Ne parlo ora, giusto per...alleggerire la rabbia che provo in tutto questo calvario.
Scrivevo già che, per protesta, avevo restituito al Presidente il mio certificato elettorale (per i referendum popolari del 1997 fissati per domenica 15 giugno) e là giaceva, fino al colpo di scena......
Nella mattinata della stessa domenica, sento il mio cagnolone abbaiare al cancello. Al di fuori, un vigile urbano (in piena uniforme) del Comune di Cecina, piuttosto scocciato "Franco, ero di festa e stavo già alla spiaggia, quando m'ha chiamato il sindaco perchè ti si recapitasse immediatamente una busta proveniente dalla Presidenza della Repubblica! Ma che cacchio hai in piedi col Quirinale?!" e mi schiaffa in mano una busta e scappa via di corsa per tornare al mare.
Apro la busta e vi ci trovo una lettera partita dalla Prefettura di Livorno con allegato NIENTEPOPODIMENOCHE il mio famoso certificato elettorale. Miracolo! In tempo reale, con una tempestività inappuntabile e con una velocità supersonica, il Quirinale aveva dato ordini al suo Prefetto perchè (tramite il canale istituzionale del Comune) mi si restituisse tale documento, AFFINCHE' IO LO STESSO GIORNO potessi assolvere tale dovere/diritto di cittadino... (vedi foto allegata).
Ovviamente, non ne feci di nulla. A votare, ci andassero loro. Ne rimasi indispettito. Il giorno dopo mi indirizzai di nuovo al Presidente, per informarlo che, vista tanta veloce premura, mi sarei aspettato però un più democratico avviso di AVVENUTO BONIFICO a mio favore per l'usurpazione avvenuta ormai ben 17 anni prima. Ed, educatamente, lo ringraziai. A perenne ricordo, conservo in bacheca tale sfacciato certificato elettorale ed attendo ancor oggi (dopo quasi 40 anni) il sacrosanto rimborso della porcata subita. Amen!
Ed ora faccio un piccolo salto indietro nel racconto (inevitabile quando ci si rifà ad una "storia" quarantennale), perchè ho ritrovato precisa documentazione di un'altra BOIATA subita nei primi anni '80, di cui avevo voluto solo fare accenno in una mia passata puntata, quando citavo che avevo dovuto incaricare un esperto in agraria per poter ricorrere in Commissione Agraria della Provincia di Livorno, perchè stabilisse l'indennità di esproprio dovutami. E già da quei primi momenti avevo dovuto capire di quale mondo fosse composto il perverso iter-giudiziario. Per "costruire" ogni tipo di ricorso è necessaria una perizia (prima di parte, poi ti accorgi che ogni giudice ne nomina uno di suo, chiamato CTU). Insomma, una storia infinita, pullulante di alcuni professionisti-parassiti che ti...spolpano, quasi come il gatto e la volpe di "pinocchiana memoria". E racconto: mi fu segnalato tal dottore in agraria (L.F.) che poi produsse 'sta perizia per conto mio. Quando me ne presentò la bozza, ne fui sorpreso io stesso "tanto l'aveva sparata alta"! Lo pregai di moderare gli importi, per essere realisticamente più credibili, ma lui mi rispose che "bisognava ...sparare alto, per riuscire a racimolare almeno una discreta cifra". Andò poi che la decisione di quella Commissione ridicolizzò la "sparata" richiesta presentata. E, fin qui, sta nel gioco delle parti. Ma, udite udite, il MIO dottore in agraria mi presenta la notula del suo lavoro (subitamente già approvata dal SUO Ordine!) in cui applica il massimo della percentuale d'uso ed addirittura (NON sull'importo minore deciso dalla Commissione stessa), bensì su quell'enorme importo che lui "aveva sparato alto", insomma quando aveva chiesto per esempio 100, per puntare almeno ad averne 50.
Conclusione: un importo di notula pazzesco (Lit. 6.400.000 di allora) che io volevo ricondurre alla ragione. Applicasse pure le massime percentuali (da strozzino) di categoria, ma che perlomeno avesse l'onestà di calcolarle sul minor importo ottenuto dalla Commissione.
Nessuna concessione. Anche qui lottai per la ragionevolezza, ma coi parassiti non c'è scampo. Son protetti e si proteggono a vicenda. Usano il sistema per piegarti. Pur di riscuotere, mirò alla mia casa e me ne minacciò addirittura il pignoramento, con l'ausilio di un noto legale-sanguisuga locale. Son già morti entrambi e spero siano all'inferno! Mi salvai perchè la giudice di sezione del Tribunale di Livorno venne condannata nel frattempo poichè...manipolava nel settore delle esecuzioni immobiliari (ma il tutto, comprese le infinite spese aggiunte, mi costò la bellezza di Lit. 13.400.000!). Ed ultimamente (roba di questi tempi), a finire ai...ferri, è stato un altro giudice, pure a guida delle esecuzioni immobiliari di Pisa, in banda ramificata con Livorno (notizie clamorose apparse recentemente sul giornale IL TIRRENO).
Questo accade. Maledetto quel giorno che ti succede di.... DOVERTI DIFENDERE addirittura DALLA GIUSTIZIA STESSA!!!!!!!
Per ricondurmi alla cronaca delle mie puntate, la causa in primo grado già citata, languiva sulle dormienti scrivanie tribunalizie, ma l'impresa DELEGATA dall'ANAS si inquietava sempre di più e "cambiava nome un'altra volta": da CIR si tramutò prima in RIZZI ed ora diceva di chiamarsi SIPA (tutte le volte per chiedere al giudice di interrompere il giudizio in atto). Il gioco si faceva pesante e tentavano di...scapparmi. Incuriosisce il fatto che, IL SOLE-24 ORE del 3 marzo 1989, scriveva di un'impresa dallo stesso nome nell'ambito di un'inchiesta giudiziaria su presunte irregolarità nell'assegnazione di appalti pubblici.... Comunque, non sarà nemmeno l'ultima delle "trasformazioni": cambierà nome ancora una volta di più, per tentare di .....sparirmi dalla vista! Tutto per segnalare ciò che succede nelle aule tribunalizie ed al di fuori. E la chiamano GIUSTIZIA. Davvero?! Alla prossima....