

Cari firmatari,
aggiorno la mia petizione con la promessa 15ma puntata. Con la precedente s'era arrivati appunto all'inizio del nuovo millennio. Nel febbraio del 2000 ricevetti la prima risposta dalla Presidenza della Repubblica (ed in allegato mostro la busta in questione). Riassumendo, il Capo dello Stato riconosceva che l'eccessiva lentezza della giustizia (Nota: nel mio caso, erano passati "solamente" 20 anni ed ancora stavo nella melma del primo grado di giudizio!!!!) era un male grave, ma che vi stava dedicando la massima attenzione unitamente agli sforzi del Governo e del Parlamento che erano impegnati ad affrontare efficacemente il problema!!!!!!! Ditemi voi se non sia la classica presa per i fondelli..... In definitiva, parole, parole, parole che offenderebbero chiunque. Per cui mi si invitava a CONFIDARE. Ma in chi ed in che cosa, per esempio, se oggi son passati ancora altri 20 anni ed ancora lo Stato non mi risarcisce per il maltolto?
Allora, per quel dubbio su chi e cosa avrei dovuto "confidare", replicai prontamente al Quirinale, precisando che intanto eravamo al giorno 6993 dal...reato. E, precisamente, scrivevo anche (in data 19 febbraio 2000):
"Presidente, Lei conoscerà senz'altro la novella (di fama labronica) di quel nipote che, al capezzale della nonna che stava per schiantare, la incoraggiò dicendole...coraggio nonna! Tanto, a morire, tocca a te!" Ci siamo intesi, Presidente? Terminavo infine coi più distinti ossequi.
Da lì, nessuna reazione dal Quirinale. D'altra parte, cosa mai mi sarei dovuto aspettare? Dopo le parole, in un Paese democratico, avrei voluto dei fatti concreti. Ma passare ai fatti, non è roba da tutti..... Insomma, dopo le parole/parole/parole, il silenzio!
La...commediola, col Quirinale riprenderà poi nel 2004 (materia di alcune puntate a divenire) quando la situazione giudiziaria sarà divenuta ancor di più bastarda ed io mi sarei così sentito ancor più in diritto di interessare ed informare la più alta carica di questo Stato allo sbando.
Stante così il perseverante silenzio quirinalizio (che evidentemente se ne fregava), io mi ritrovavo a dover così registrare il mal-andazzo giudiziario pachidermico. Passava l'anno 2000 ansiosamente ed inutilmente. Il reato di illecito diventava ancor più vecchio; io, pure e pur sempre più avvilito e pentito di essere nato italiano. Malauguratamente.
Nel 2001, NOTIZIONA, verso la fine di marzo: viene depositata la sentenza di primo grado, finalmente. Un nuovo giudice (evidentemente meno lazzarone dei precedenti colleghi) condanna l'impresa-delegata SIPA (per conto dello Stato delegante) a risarcirmi per l'ILLECITA USURPAZIONE. A datare dal 1.1.1982 (mi si ruba più di un anno buono dalla data dell'usurpazione, ma devi mettere in conto che con la precisione e la puntualizzazione i giudici non ci sanno andare, che tanto loro non ci rimettono mai nulla!). mi si riconosce la somma di circa 580 milioni di lire (più le spese addebitate a controparte perdente) da rivalutare per le svalutazioni da quella data più gli...eterni interessi legali fino al giorno del riscuotere, ovviamente).
A quel punto, uno si sente congruamente rimborsato (anche se della "vita rubatami" non gliene frega niente a nessuno, maledetti!) ed aspetta l'imminente ed illuminante giornata dell'incasso....
Credete voi che sia davvero andata così? Assolutamente NO, anzi da qui in avanti la PORCATA nei miei confronti assumerà contorni ancor più esponenziali e "delinquenziali", il tutto avallato, contorto, beatificato dal successivo comportamento-combutta di controparte e Corte d' Appello susseguente e conseguente. Si arriva alla perversione dell'ASSURDO. Ed in una giustizia civile per davvero, si sarebbero dovuto spalancare le porte delle galere! Per questo ne scenderò, nei dettagli, con la prossima.... Roba da rizzarci i capelli, coi "gioielli di famiglia" a vorticare come lame ruotanti dell'eroe-Mazinga.