Quando il contraddittorio fa paura, parte la richiesta di censura

1

Raggiungiamo 5 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

NO ai tentativi di limitare il dibattito pubblico sul caso Garlasco
Petizione indirizzata alla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai e ad AGCOM
Noi sottoscritti cittadini riteniamo preoccupante il crescente tentativo di delegittimare il confronto pubblico e il pluralismo informativo sul caso Garlasco attraverso richieste di intervento rivolte al Servizio Pubblico e alle autorità di vigilanza.
L’informazione giudiziaria non può essere ridotta a una narrazione unica, selezionata o “autorizzata” solo perché più rassicurante o conforme a determinate sensibilità mediatiche.
Negli ultimi mesi il caso Garlasco è tornato al centro dell’attenzione pubblica per la presenza di nuovi elementi investigativi, consulenze, analisi tecniche e discussioni che, piaccia o meno, hanno un evidente interesse pubblico. È quindi naturale che programmi televisivi, giornalisti, esperti, opinionisti e persino creator digitali partecipino al dibattito, nel rispetto delle leggi vigenti.
Chiedere di limitare presenze televisive, opinioni critiche o ricostruzioni alternative perché considerate “scomode” rischia di trasformarsi in una forma indiretta di censura culturale e mediatica.
Il pluralismo non consiste nell’invitare solo figure gradite a una parte del pubblico. Il Servizio Pubblico deve garantire confronto, contraddittorio e libertà di approfondimento, non proteggere una narrativa ufficiale da ogni critica o discussione.
Colpisce inoltre il tentativo di screditare preventivamente ospiti, giornalisti, consulenti o creator attraverso riferimenti polemici alle loro attività online o a controversie mediatiche, quasi a suggerire che alcune persone debbano essere escluse dal dibattito pubblico in base alla loro provenienza o popolarità sul web.
La Rai non deve diventare un luogo dove si decide chi ha diritto di parola e chi no.
Chiediamo quindi alla Rai, alla Commissione Parlamentare di Vigilanza e ad AGCOM di tutelare:
il pluralismo dell’informazione;
la libertà di espressione;
il diritto di cronaca e approfondimento;
il confronto tra opinioni differenti;
l’autonomia editoriale del giornalismo.
Il pubblico ha diritto a un’informazione seria, ma anche libera. La soluzione agli eccessi mediatici non può essere il silenziamento del dibattito.

avatar of the starter
Francesca PoloPromotore della petizione

Aggiornamenti sulla petizione