PETRA E' STATA AVVELENATA - FIRMA PERCHE' NON SUCCEDA PIU'

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.500.


PETRA È STATA AVVELENATA – PONIAMO FINE A QUESTA PRATICA CRIMINALE.

Petra era stata adottata nel …. dal Rifugi Enpa di Ponzano V.to dopo aver letto nel sito dell’associazione la sua triste storia; una vita trascorsa in uno stato di vergognoso per poi essere cinicamente abbandonata assieme ai suoi dieci cuccioli.

Dapprima dolcissima e diffidente ma, dopo un paio di settimane, aveva già cominciato a lasciarsi andare facendosi accarezzare e ad avere meno timore di noi. La prima volta che l’ho vista correre libera mi sono detto che doveva sfogarsi per recuperare tutti gli anni perduti. Saltava da ogni parte, usciva da un fitto muro di vegetazione per rigettarsi in mezzo ai rovi. Alle volte tornava con un taglietto sul naso e con la lingua a penzoloni.

Il 20 febbraio 2019, durante una passeggiata nel greto del Piave, a Spresiano (TV), Petra ha ingerito un micidiale boccone avvelenato che non le ha dato scampo. La nostra Petra è morta poco dopo.

Purtroppo questo non è un fatto isolato o sporadico, molti altri animali sono morti negli scorsi anni a causa di esche avvelenate.

A seguito di ciò, chiediamo alle Amministrazioni comunali e provinciali, di predisporre una costante vigilanza sul territorio (anche a mezzo di specifiche “foto trappole”), con eventuale periodica bonifica dello stesso, volte a garantire la sicurezza di cani, gatti e fauna selvatica, e delle numerose famiglie con bambini che passeggiano in quest’area naturalistica.

Si intende, dunque, attraverso la presente petizione garantire l'effettiva osservanza e applicazione dell'articolo 544-bis del Codice Penale che sanziona l'uccisione di animali “per crudeltà o senza necessità” e dell'Ordinanza Ministeriale del 25 giugno 2018 recante: «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati».

Tale ordinanza riconosce nel suo testo la sussistenza della “necessità e urgenza di confermare misure di salvaguardia e prevenzione ai fini del controllo e monitoraggio del predetto fenomeno”.

Chiediamo un costante controllo e periodica bonifica del territorio. La Bassa Valle del Piave, si confonde con la pianura veneto-friulana essendone parte integrante. Da Alano di Piave e Pederobba il fiume svolta nuovamente verso sud est attraversando un territorio dapprima prealpino e di mezza collina, nei pressi del Montello, e diventando poi decisamente pianuroso. Qui incontra i centri di Sernaglia della Battaglia, di Vidor e di Nervesa della Battaglia, Ponte della Priula,Spresiano, Breda di Piave Maserada e Cimadolmo, San Polo di Piave, Ponte di Piave, Salgareda, Zenson di Piave, Noventa di Piave, Fossalta di Piave, San Donà di Piave e Musile di Piave, per poi terminare tra Jesolo ed Eraclea sulla riva adriatica.

Unisciti a noi per dire basta alle esche avvelenate.