Riportare subito a casa animali domestici accalappiati

Riportare subito a casa animali domestici accalappiati

Il problema

Ho dovuto assistere a un fatto increscioso
che riguarda una cagnolina di Il anni,
razza Yorkshire, regolarmente munita di
microchip e quindi padronale. La piccola
si è allontanata dalla sua abitazione ed è
finita in un canile convenzionato con la Asl
Veterinaria dove è stata costretta a
trascorrere più di 24 ore in una gabbietta,
lontano dai suoi affetti e dalla sua casa. Il
proprietario ed io ci siamo incamminati
per cercarla, senza risultati. Presentatici
al Comando vigili del nostro Comune, a
nord di Napoli, un'ora dopo lo
smarrimento, ci è stato comunicato che la
cagnolina era stata trovata da alcuni
ragazzi ed era stata consegnata al canile
convenzionato con la Asl di appartenenza.
Il proprietario e figli sono subito andati li
con tutti i documenti per poter riportare a
casa la cagnolina, dimostrando la buona
fede e una reazione tempestiva, ma gli è
stato negato quello che chiedevano, perché
occorreva l'autorizzazione di un medico
veterinario della Asl che sarebbe stato
possibile avere solo alla fine dei giorni
festivi e alla riapertura degli uffici. Così il
cane, piccolissimo, è stato costretto a
restare in una gabbia tre giorni. Per
fortuna abbiamo incontrato la
benevolenza di qualcuno che ha potuto
aiutarci e si è potuta risparmiare un po' di
sofjerenza a quel povero cane. Questo
episodio va raccontato per fare in modo
che situazioni come queste non debbano
più verificarsi. Se tempestivamente ci si
reca sul posto per ritirare un nostro amico
a quattro zampe smarrito - e questa
persona in particolare ci sta molto
attento: è stata davvero una casualità
negativa, la fuga della piccola - a qualsiasi
ora del giorno abbiamo il diritto di
riportarcelo a casa. Perché, dunque, non ci
sono medici sempre reperibili in modo da
autorizzare queste strutture a rilasciare
immediatamente i nostri animali?

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alexander supertramPromotore della petizione
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Il problema

Ho dovuto assistere a un fatto increscioso
che riguarda una cagnolina di Il anni,
razza Yorkshire, regolarmente munita di
microchip e quindi padronale. La piccola
si è allontanata dalla sua abitazione ed è
finita in un canile convenzionato con la Asl
Veterinaria dove è stata costretta a
trascorrere più di 24 ore in una gabbietta,
lontano dai suoi affetti e dalla sua casa. Il
proprietario ed io ci siamo incamminati
per cercarla, senza risultati. Presentatici
al Comando vigili del nostro Comune, a
nord di Napoli, un'ora dopo lo
smarrimento, ci è stato comunicato che la
cagnolina era stata trovata da alcuni
ragazzi ed era stata consegnata al canile
convenzionato con la Asl di appartenenza.
Il proprietario e figli sono subito andati li
con tutti i documenti per poter riportare a
casa la cagnolina, dimostrando la buona
fede e una reazione tempestiva, ma gli è
stato negato quello che chiedevano, perché
occorreva l'autorizzazione di un medico
veterinario della Asl che sarebbe stato
possibile avere solo alla fine dei giorni
festivi e alla riapertura degli uffici. Così il
cane, piccolissimo, è stato costretto a
restare in una gabbia tre giorni. Per
fortuna abbiamo incontrato la
benevolenza di qualcuno che ha potuto
aiutarci e si è potuta risparmiare un po' di
sofjerenza a quel povero cane. Questo
episodio va raccontato per fare in modo
che situazioni come queste non debbano
più verificarsi. Se tempestivamente ci si
reca sul posto per ritirare un nostro amico
a quattro zampe smarrito - e questa
persona in particolare ci sta molto
attento: è stata davvero una casualità
negativa, la fuga della piccola - a qualsiasi
ora del giorno abbiamo il diritto di
riportarcelo a casa. Perché, dunque, non ci
sono medici sempre reperibili in modo da
autorizzare queste strutture a rilasciare
immediatamente i nostri animali?

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