

Proteggiamo il Tarvisiano da un turismo insostenibile, per noi e per le generazioni future
Il problema
Raccogliamo le firme con l'intento di inviare una lettera ai giornali locali.
Una gestione miope non è una vittoria: Tarvisio non è un successo, ma un allarme
Le statistiche delle presenze turistiche durante le vacanze natalizie nel Tarvisiano registrano numeri da record. Ma questi dati, se letti con attenzione, rivelano una realtà allarmante: la montagna friulana è stata presa d’assalto senza una strategia sostenibile, portando al collasso infrastrutturale, al peggioramento dell’offerta e a un’esperienza di scarsa qualità per turisti e residenti.
A quale prezzo abbiamo raggiunto questo “successo”? Il territorio ha sofferto un caos senza precedenti: traffico insostenibile, bidoni straripanti di rifiuti maleodoranti, sicurezza sulle piste gravemente compromessa, parcheggi insufficienti e strutture ricettive inadeguate rispetto alla domanda. Inoltre, una politica di prezzi a ribasso sugli impianti ha concentrato l'afflusso nei periodi di picco, aumentando i disagi e mettendo ulteriormente a rischio la sostenibilità del sistema. Questo modello compromette sempre di più l’abitabilità di queste terre danneggiando inoltre l’immagine del Tarvisiano, allontanando investitori e turisti che cercano qualità e autenticità, non numeri da capogiro.
I disagi parlano chiaro:
•
Traffico paralizzato: L’afflusso incontrollato ha trasformato le principali arterie in code interminabili, rendendo difficile persino raggiungere le località turistiche.
•
Sicurezza compromessa: Piste sovraffollate e carenze nell’organizzazione hanno aumentato il rischio di incidenti, mettendo a repentaglio l’incolumità di sciatori e famiglie.
•
Crisi abitativa: I residenti si trovano sempre più schiacciati da una pressione turistica che alza i costi degli affitti e riduce gli spazi abitativi disponibili.
•
Servizi sotto stress: L’incapacità delle strutture di accogliere l’ondata di visitatori ha prodotto un turismo “mordi e fuggi”, che non lascia ricchezza ma solo disagio.
•
Concentrazione dei flussi nei picchi: L’assenza di una politica tariffaria sugli impianti che scoraggi il sovraffollamento nei periodi di punta ha creato una pressione insostenibile durante le festività, lasciando altre settimane sottoutilizzate.
Ci stiamo giocando il futuro delle nostre valli. Cosa chiediamo?
1.
Pianificazione sostenibile: Introduzione di limiti di affluenza per evitare il sovraffollamento e garantire la sicurezza.
2.
Investimenti nelle infrastrutture: In particolare, per quanto concerne l'emergenza rifiuti e gli investimenti necessari per migliorare i trasporti pubblici.
3.
Tutela dei residenti: Politiche per contrastare la crisi abitativa e salvaguardare la vivibilità del territorio.
4.
Promozione di qualità: Incentivare un turismo rispettoso dell’ambiente, che valorizzi le risorse naturali e culturali del Friuli Venezia Giulia.
5.
Supporto ai ristoratori virtuosi: Sostenere una cucina di qualità, che rispetti le tradizioni e non ceda alla logica del turismo di massa.
6.
Politiche di prezzo sugli impianti: Introdurre una tariffazione dinamica sugli impianti sciistici per distribuire meglio i flussi turistici, incentivando visite nei periodi meno affollati e decongestionando le festività.
Vittoria
Il problema
Raccogliamo le firme con l'intento di inviare una lettera ai giornali locali.
Una gestione miope non è una vittoria: Tarvisio non è un successo, ma un allarme
Le statistiche delle presenze turistiche durante le vacanze natalizie nel Tarvisiano registrano numeri da record. Ma questi dati, se letti con attenzione, rivelano una realtà allarmante: la montagna friulana è stata presa d’assalto senza una strategia sostenibile, portando al collasso infrastrutturale, al peggioramento dell’offerta e a un’esperienza di scarsa qualità per turisti e residenti.
A quale prezzo abbiamo raggiunto questo “successo”? Il territorio ha sofferto un caos senza precedenti: traffico insostenibile, bidoni straripanti di rifiuti maleodoranti, sicurezza sulle piste gravemente compromessa, parcheggi insufficienti e strutture ricettive inadeguate rispetto alla domanda. Inoltre, una politica di prezzi a ribasso sugli impianti ha concentrato l'afflusso nei periodi di picco, aumentando i disagi e mettendo ulteriormente a rischio la sostenibilità del sistema. Questo modello compromette sempre di più l’abitabilità di queste terre danneggiando inoltre l’immagine del Tarvisiano, allontanando investitori e turisti che cercano qualità e autenticità, non numeri da capogiro.
I disagi parlano chiaro:
•
Traffico paralizzato: L’afflusso incontrollato ha trasformato le principali arterie in code interminabili, rendendo difficile persino raggiungere le località turistiche.
•
Sicurezza compromessa: Piste sovraffollate e carenze nell’organizzazione hanno aumentato il rischio di incidenti, mettendo a repentaglio l’incolumità di sciatori e famiglie.
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Crisi abitativa: I residenti si trovano sempre più schiacciati da una pressione turistica che alza i costi degli affitti e riduce gli spazi abitativi disponibili.
•
Servizi sotto stress: L’incapacità delle strutture di accogliere l’ondata di visitatori ha prodotto un turismo “mordi e fuggi”, che non lascia ricchezza ma solo disagio.
•
Concentrazione dei flussi nei picchi: L’assenza di una politica tariffaria sugli impianti che scoraggi il sovraffollamento nei periodi di punta ha creato una pressione insostenibile durante le festività, lasciando altre settimane sottoutilizzate.
Ci stiamo giocando il futuro delle nostre valli. Cosa chiediamo?
1.
Pianificazione sostenibile: Introduzione di limiti di affluenza per evitare il sovraffollamento e garantire la sicurezza.
2.
Investimenti nelle infrastrutture: In particolare, per quanto concerne l'emergenza rifiuti e gli investimenti necessari per migliorare i trasporti pubblici.
3.
Tutela dei residenti: Politiche per contrastare la crisi abitativa e salvaguardare la vivibilità del territorio.
4.
Promozione di qualità: Incentivare un turismo rispettoso dell’ambiente, che valorizzi le risorse naturali e culturali del Friuli Venezia Giulia.
5.
Supporto ai ristoratori virtuosi: Sostenere una cucina di qualità, che rispetti le tradizioni e non ceda alla logica del turismo di massa.
6.
Politiche di prezzo sugli impianti: Introdurre una tariffazione dinamica sugli impianti sciistici per distribuire meglio i flussi turistici, incentivando visite nei periodi meno affollati e decongestionando le festività.
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Petizione creata in data 15 gennaio 2025