Proposta Riforma Pensioni

Questa petizione aveva 918 sostenitori

Il problema

Mi presento sono il dott. Ing. Giacomo Cascino, facente parte di un gruppo di amministratori di gruppi Facebook che trattano l'argomento previdenziale e che gestiscono diverse decine di migliaia di iscritti. Recentemente alcuni di noi, che hanno conoscenze in campo economico e previdenziale, hanno creato una cabina di regia fondando un ulteriore gruppo Facebook che non si limitasse soltanto alla protesta, ma che fosse anche e soprattutto propositivo.

L'abbiamo chiamato UTP - Uniti per la Tutela della Pensione, ma soprattutto abbiamo pensato e realizzato una nuova proposta di legge previdenziale che potrebbe essere operativa dal 2024.

È stato un lavoro lungo e faticoso, ma riteniamo di aver realizzato una proposta che consideriamo equa, strutturale e sostenibile.

Chiedo a nome di tutti un fattibile impegno a sostenerci, per realizzare una riforma non più procrastinabile; e che i cittadini italiani aspettano da tempo per superare la riforma Fornero, che si è rivelata troppo rigida e approvata in un contesto storico ed economico non più attuale.

Mi auguro che la presente venga letta con attenzione, in quanto a parere dello scrivente è una equa riforma previdenziale imparziale, che non sarà né di destra né di sinistra ma semplicemente essenziale per tutti i cittadini italiani e per il futuro dei nostri figli.

Proposta in punti:

  1. Separazione tra previdenza e assistenza.
  2. Mantenimento del sistema misto fino alla naturale conclusione.
  3. Abolizione dell’aspettativa di vita e delle finestre sia per la pensione anticipata che per la pensione di vecchiaia.
  4. Pensione anticipata per tutti, uomini e donne, con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età e senza penalizzazioni.
  5. Per le donne con figli bonus di 9 mesi per ogni figlio con un massimo di due da valere sia per la pensione anticipata che per la pensione di vecchiaia.
  6. Pensione di vecchiaia anticipata a 66 anni.
  7. Flessibilità in uscita anticipata a partire da 62 anni di età, con penalizzazione del 1,5% per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni.
  8. Analogamente alla flessibilità di uscita anticipata possibilità di restare al lavoro oltre i 66 anni e fino a 70 con un incremento del 1,5% annuo.
  9. Rendere definitivi gli istituti di Opzione Donna e Ape Sociale.
    Implementazione della pensione integrativa con benefici fiscali fino al 50% di quanto versato.
  10. Pensione di garanzia per giovani, donne e per chi svolge lavoro di cura.
  11. Per i dipendenti pubblici erogazione del TFR/TFS entro sei mesi dalla cessazione del rapporto del lavoro.
  12. Flessibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro senza penalizzazioni per casi particolari di disoccupazione, lavori usuranti, malattia e invalidità.
  13. Riscatto agevolato della laurea con costi dimezzati del 50% e benefici fiscali fino al 50% di quanto versato; oppure, in alternativa, contribuzione figurativa del corso legale degli studi universitari.
  14. Coefficienti di trasformazione rivalutati in aumento.
    Infine, per chi ha la fortuna di essere già pensionato: Indicizzazione al 100% delle pensioni in seguito all’inflazione reale, estensione dalla no tax area fino a 10.000 €, minus tassazione IRPEF mediante detrazioni per redditi imponibili fino a 36.000 €.
     

Attualmente tra previdenza e assistenza secondo i nostri dati 290 miliardi l’anno che vengono considerati pensioni, non queste non sono tutte pensioni, sui 290 miliardi vengono conteggiati anche le imposte che sono circa 50 miliardi che ritornano, in realtà andremo a 240 miliardi e di questi 50 miliardi sono di assistenza. 

Quindi noi scendiamo a 190 miliardi effettivi di pagamento che sono il 11/12% di PIL, vedendo le entrate contributivi sono 193 miliardi, per assurdo noi avremmo 3 miliardi di attivo. 

Perché a nostro modesto parere la legge Fornero, che ha distrutto noi lavoratori, non gli ha permesso di uscire, ma considerato che dal 1995 le pensioni sono sempre più basse sono in media 1200/1150, quindi se noi scorporassimo previdenza e assistenza, potremmo essere in attivo, massimo in pari (meglio sistema europeo sarebbe). 

Molti pensano che non si può. Ma se nella previdenza si aggiunge il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza, la 14° della pensione, le pensioni al minimo, la cassa integrazione è ovvio che si spende  il 16,8% del PIL , quando in realtà sono al massimo al 12%. 

L’assistenza in questi ultimi 10 anni è aumentata in modo spaventoso, pertanto dovrebbe gravare su un altro capitolo, sulla fiscalità generale, in modo che quando si proporrà una riforma pensionistica non ci siano sanzioni da parte della comunità europea.

Ormai sono 28 anni che abbiamo il sistema contributivo, già le pensioni oggi sono molto, ma moto basse, perché il sistema contributivo è molto meno favorevole rispetto a quello retributivo, quindi è fondamentale che si mantenga fino al 2036 naturale scadenza, dato che è stata istituito nel 1996 e qui per esempio dalle proposte che si legge dai giornali si intuisce che le varie proposte di 41 anni verrebbe conteggiato con il sistema contributivo, dove  si verrebbe a perdere dai 200/300 euro mensili di pensione su pensioni già basse, perché fino a 15 anni fa con il sistema retributivo vi era un assegno pensionistico pari allo stesso ultimo stipendio o addirittura più alto. Oggi la nostra generazione sta pagando le baby pensioni che incidono circa in 7 miliardi annui.

Si sente parlare ancora di finestre, cioè dopo 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, gli facciamo fare altri 3 mesi? Non si comprende il perché, noi pensiamo che quando si raggiungono i requisiti bisogna immediatamente andare in pensione. 

L’abolizione della aspettativa di vita, adesso è bloccata per via del covid, e fino al 2026, si percepisce che si voglia riprenderla, per noi è una cosa assurda,  ogni 3 anni e 3 mesi in più. Quindi si chiede l’abolizione per sempre.

La gente quando va in pensione è contenta, ma quando arriva il primo cedolino, piange, in quanto si aspetta una certa cifra, invece si ritrova un assegno molto basso, nel 2021 la media delle pensioni è 1200 euro (lordo) e ogni anno che passa si perde circa 40 euro. 

Quindi bisogna che queste pensioni vengano indicizzate al 100%

Estensione no tax fino a 10.000 euro di imponibile, sarebbe 600/700 euro al mese eliminazioni delle addizionali regionali/comunali fino a 30.000 Euro e dimezzato da 30/40.000.

Questo eliminerebbe la problematica dei pensionati che vanno all’estero al fine di pagare meno tasse e il resto capitale va all’estero (si perderebbe 2 volte, le tasse e le spese che faresti in Italia)

Oltre 41 anni che sono necessari non sufficienti, portare l’età ordinaria a 66 anni. Si potrebbe fare anticipare fino a 4 anni, con una penalizzazione di 1,5% per ogni anno di anticipazione rispetto ai 66

Dare la possibilità che chi vuole restare a lavorare oltre i 66 anni e fino a 70 anni un incremento di 1,5% per anno (è un opzione).

Quelli che vanno prima sarebbero compensati da chi va dopo

Rendere definitivi l’opzione donna e Ape sociale e non ogni anno proroghe

La previdenza integrativa è diventata necessaria le persone giovani sono costretti a farsela, quindi bisogna dare dei benefici fiscali 50% detratti dal 730

Scandalo nello scandalo, per i dipendenti pubblici erogazione del TFR/TFS entro sei mesi dalla cessazione del rapporto del lavoro, visto che l’inflazione al 8% il potere di acquisto diminuisce, se viene liquidata dopo 4 anni, si perderebbe il 32% del potere di acquisto (TAR Lazio  ha già dato ragione a dipendenti).

Video - 13 settembre 2022

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Giacomo CascinoPromotore della petizioneDi professione Ingegnere , Dirigente presso l'ufficio tecnico del Comune di Gela

I decisori

Presidente del Senato
Presidente del Senato
Presidente del Senato della Repubblica

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