PROPOSTA DI REALIZZAZIONE DI UNA CORSIA CICLABILE STRADA COMUNALE LIVIGNO-PASSO FORCOLA

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Il problema

Introduzione

Con il presente documento s’intende proporre la realizzazione di una Corsia Ciclabile (che da questo punto in poi sarà definita CC) nel tratto di strada comunale che dall’abitato di Livigno raggiunge il Passo Forcola. Per la precisione, il percorso interessato è quello dalla rotonda di Via Freita/Florin/Saroch fino al Passo Forcola (11 km circa). La CC andrebbe posta su entrambe le carreggiate, con priorità di realizzazione in quella diretta a sud (dal paese verso il confine svizzero), visto che a causa del profilo altimetrico è questo il senso di marcia dove è maggiore la differenza di velocità tra biciclette ed altri veicoli. 

Lo scopo di questa proposta è di aumentare la sicurezza della circolazione veicolare sulla strada interessata, tutelando l’incolumità degli utenti, specie dei più deboli tra essi: i ciclisti.

Inoltre, la realizzazione di quest’innovativa corsia rappresenterebbe un indubbio ritorno d’immagine a livello turistico per l’intera valle, sia nei confronti del sempre più diffuso cicloturismo italiano e straniero, sia nei confronti di amatori e professionisti della bicicletta da corsa, che sempre più numerosi scelgono Livigno per la loro preparazione. 

Il tutto avrebbe benefiche ricadute su tutta la località in termini di immagine, senza contare che grazie ad un’apposita campagna di sensibilizzazione condotta attraverso i media, anche molte altre località potrebbero essere indotte a adottare queste corsie nel loro territorio.

Cos’è la Corsia Ciclabile 

La CC è una nuova tipologia di corsia (anche denominata in modo informale pista ciclabile soft, diversa dalla Pista Ciclabile che è stata introdotta nel CdS (Codice della Strada) nel maggio del 2020, sulla falsariga di numerosi esempi virtuosi a livello europeo, conosciuti come cycle strip (striscia ciclabile), bike lane (corsie per bici) o Schutzstreifen (strisce di protezione).

Essa consiste nella delimitazione, con una linea discontinua bianca, di una parte della carreggiata (a destra), contrassegnandola con apposita segnaletica orizzontale raffigurante una bicicletta; la corsia così identificata sarà destinata alla circolazione prioritaria delle biciclette nello stesso senso di marcia degli altri veicoli, che potranno però impegnarla - se libera - in caso di necessità

Allo stesso tempo i ciclisti, in presenza di questa tipologia di corsia, sono obbligati ad utilizzarla, non potendo impegnare il resto della carreggiata.

 

La CC si differenzia perciò dalla Pista Ciclabile, sia per caratteristiche costruttive sia per destinazione d’uso; la seconda ha infatti dimensioni predeterminate ed è delimitata diversamente dalla carreggiata riservata agli altri veicoli (con una diversa segnaletica orizzontale e/o con apposite barriere fisiche), oltre a possedere un’apposita segnaletica verticale e a non essere percorribile da altri veicoli.

 La CC non modifica pertanto la natura e le dimensioni della carreggiata ma ne specifica meglio l’uso, segnalando agli utenti della strada lo spazio riservato ai ciclisti; in assenza di biciclette i mezzi motorizzati possono continuare ad usare tutta la corsia, se ne hanno la necessità.

 

 

 

 Perchè la Corsia Ciclabile

 La CC è messa in opera in tutte le realtà in cui non è possibile realizzare una vera e propria Pista Ciclabile, a causa di carreggiate troppo strette e/o l’impossibilità di costruire un tracciato totalmente indipendente e separato da quello riservato ai veicoli motorizzati.

 A fronte di queste limitazioni, la CC è stata concepita perciò per aumentare il livello di sicurezza sulle strade, evidenziando, con apposita segnaletica orizzontale, lo spazio riservato prioritariamente ai ciclisti; inoltre, i ciclisti sono tenuti ad utilizzarla e a non invadere il resto della carreggiata, minimizzando così la probabilità di interagire e interferire con il resto del traffico. 

 La necessità di ricavare lo spazio per una CC comporta altresì la riduzione della larghezza della carreggiata ad uso esclusivo di motocicli, autovetture, autocarri e autobus, invitandoli di conseguenza a procedere con maggiore prudenza e a velocità inferiori (le corsie larghe infatti, incoraggiando velocità elevate, aumentano le probabilità e la gravità delle collisioni).

Come già citato, le CC sono presenti in Europa da molti anni e il loro utilizzo ha contribuito a ridurre significativamente il rateo di incidenti e di feriti/decessi. 

Nonostante la relativamente recente introduzione nel Codice della Strada e l’ancor più recente comparsa sul territorio nazionale, l’effetto positivo di questa misura è già evidente a livello statistico: a titolo esemplificativo, basterà citare il caso di Milano dove, dopo la realizzazione di una CC in V.le Monza, si è verificata una riduzione del 10% delle collisioni e dei feriti, mentre è quadruplicato il numero di biciclette in transito e si è ridotto del 7% il traffico automobilistico nelle ore di punta (Corriere della Sera, 9 maggio 2022).

 Lo scopo della CC è, in definitiva, quello di responsabilizzare tutti gli utenti della strada, dando da una parte ai conducenti di veicoli motorizzati uno strumento per meglio identificare gli spazi di sicurezza necessari ai ciclisti, dall’altra rendendo evidenti i comportamenti potenzialmente pericolosi dei ciclisti (come la marcia affiancata di due o più di essi, che comporterebbe l’uscita dalla corsia a loro riservata).

Fattibilità e onerosità

 Rispetto alle Piste Ciclabili tradizionali, le CC possono essere realizzate in modo rapido, a basso costo e ad impatto ridotto o nullo con la circolazione veicolare e con la sosta. 

  Considerato che la segnalazione richiesta dal Codice della Strada è esclusivamente quella orizzontale, che non è richiesto alcun altro intervento strutturale e che la strada interessata non è lunghissima, non pare azzardato affermare che l’opera potrebbe essere realizzata in tempo per la prossima apertura estiva 2023 .

 Conclusioni

 Come si è cercato di evidenziare, il significato delle CC è soprattutto quello di uno spazio di priorità e rispetto per la mobilità dolce. La realizzazione di queste corsie ha innegabili e positive ricadute sulla sicurezza degli utenti della strada e un altrettanto innegabile ritorno di immagine ed economico sul territorio. 

  Auspichiamo pertanto che l’amministrazione comunale di Livigno accolga con favore questa proposta, che la porrebbe oltretutto all’avanguardia nel panorama nazionale della mobilità sostenibile.

 

 

 

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Ercole CastellaniPromotore della petizione

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