PETIZIONE CHIUSA

Programma Lavoro onorevole Letta: L’Italia, l’Arte e il Sistema fantasma

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Faccio miei titolo e alcuni paragrafi del Blog “Collezione da Tiffany” (che invito a leggere e seguire: http://www.collezionedatiffany.com/litalia-larte-e-il-sistema-fantasma/ ) perché non avrei saputo meglio esprimere di quanto abbia fatto Nicola Maggi sul sistema dell’arte, sistema fantasma:
“ Mentre il nostro paese si avvia verso il primo Governo veramente post-moderno della storia repubblicana e Federculture rilancia il suo appello “Ripartiamo dalla Cultura” mirando, questa volta, ai nostri futuri e futuribili governanti, vorrei richiamare la vostra attenzione su due notizie che, inevitabilmente, sono rimaste sopraffatte del dibattito politico-elettorale delle ultime settimane ma decisamente importanti per chi ci tiene alla nostra cultura e, in particolare, per chi ama l’arte contemporanea. In primis per i collezionisti (o aspiranti tali), perché riguardano lo stato di salute del nostro sedicente Sistema dell’Arte. (…)”.
“ (…)Dati alla mano, infatti, se il nostro mercato dell’arte vale poco più dell’1% delle transazioni d’arte a livello mondiale (o,7% per la contemporanea), ciò è dovuto certamente anche ad un sistema fiscale oppressivo, a leggi inadeguate e ad una classe politica che può vantare, mediamente, un’ignoranza abissale. Prima di parlare di una persecuzione ai danni di galleristi e collezionisti, però, ci penserei un attimo… Sempre con gli stessi dati alla mano, infatti, è bene ricordare che anche nel campo dell’arte il nostro Paese può vantare un bel 40% di mercato sommerso e, un recente blitz della Guardia di Finanza in 24 gallerie e case d’asta, ha fatto scoprire un’evasione di oltre 2 milioni di euro di «diritto di seguito», cioè il compenso dovuto agli autori di un’opera dell’arte visiva per vendite successive alla prima. Ora, è vero che anche gli eroi e i santi hanno i loro scheletri negli armadi, ma qui mi sembra che oltre a truffare lo stato si gabbino anche gli artisti. (…)”.
Tutti i governi, nessuno escluso, ha sempre relegato l’arte e la cultura al ruolo di Cenerentola e non ha mai voluto prendere atto che il settore, fra primario, secondario e indotti vari e diversi produce più delle imprese automobilistiche poiché dietro ad ogni quadro ci sono aziende e professioni che creano e mantengono occupazione e dietro ad ogni artista si muovono, oltre che investimenti anche competenze.
Dalla tela al pennello, dalla cornice alle matite, colori, dal cavalletto al chiodo, si connettono l’editoria e stamperie/tipografie (pubblicazioni, aziende cartacee, fotografi, giornalisti, critici, gadget, vendite) scuole e musei (insegnanti, guide turistiche, libri di testo, librerie) fino a giungere ai negozi di materiali per le belle arti con tutto ciò che comporta dalla logistica alla vendita. A tutto ciò, si muove attorno il turismo dell’arte che a sua volta induce altri settori come la ristorazione, agenzie di viaggi, ambiente, ecologia, vacanze etc., senza parlare del mondo che si muove intorno alle aste, fiere, collezionismo, investimenti.
Se l’artista non ha opportunità di svolgere la sua attività (spazi espositivi sempre più ridotti, impossibilità di accedere a una normativa fiscale adeguata per non essere evasore (e non far diventare tale l’acquirente), se non si trova una modalità e accordo con la Siae per abbassare il Diritto di seguito da 3000€ a 1000€ (come in Inghilterra) per essere riconosciuto e agevolato nella sua professione, una partita Iva differenziata dalle “opere d’arte” da investimento, ci si troverà sempre in scontro diretto con un mercato sommerso di furbi ed evasori difficilmente perseguibili.
La petizione verte, quindi, a fare chiarezza per regolamentare questo settore troppo trascurato da decenni, aiutare le aziende a produrre occupazione, a rilanciare l’immagine dell’Italia attraverso la creatività e il suo patrimonio artistico.



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