PETIZIONE CHIUSA

STOP BUSINESS ACCOGLIENZA!

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Progetto Nazionale, attraverso i propri circoli territoriali, lancia una petizione di sensibilizzazione con la finalità di sollecitare l’attenzione dei sindaci e delle amministrazioni comunali a maggior tutela dei cittadini e del territorio. 

PREMESSO CHE: 

in tema di immigrazione, l’ospitalità e la solidarietà sono atti che non dovrebbero essere calati d’autorità sulle teste dei cittadini italiani; non dovrebbero essere nemmeno il frutto di una trattativa “a porte chiuse” tra lo Stato e alcuni privati, perché le loro ricadute di ampia portata interessano l’intera collettività. 

Di fronte al collasso delle strutture pubbliche per l’accoglienza, alla carenza ormai cronica di risorse e al malcontento sempre più diffuso degli italiani, lo Stato, vergognosamente, se da un lato aggira le amministrazioni locali e ricorre alla disponibilità dei privati, dall’altro scarica sui territori e sulle singole comunità problemi che non possono avere soluzioni locali se non a danno dell’ordinata e pacifica convivenza civile. 

Tocca agli amministratori, già gravati da tante criticità, dover fronteggiare le ricadute (economiche, sociali, sanitarie, culturali, etc.), mentre il privato guadagna in misura proporzionale agli immigrati ospitati (35 euro al giorno il costo medio a immigrato). 

Questa ospitalità forzata, la paghiamo però tutti noi contribuenti attraverso le tasse! Sono fondi di bilancio dello Stato sottratti al welfare, sottratti alle emergenze nazionali; risorse preziose sottratte alle misure di solidarietà per gli italiani in difficoltà, per i quali non ci sono hotel e priorità alcuna! 

Stimolare poi, più o meno direttamente, appetiti affaristici intorno all’immigrazione, sulla pelle degli italiani e degli immigrati, la riteniamo una pratica vergognosa, eticamente inaccettabile e a rischio di gestioni criminali e pericolosissime derive speculative, come insegna la vicenda romana “Buzzi Mafia Capitale”, che potrebbe rivelarsi solo la punta di un iceberg. 

CHIEDIAMO: 

- che i Sindaci, quali Autorità Sanitarie Locali e di Pubblica Sicurezza vengano sempre informati con immediatezza del numero effettivo e dell’avvenuta identificazione degli immigrati “smistati” sul territorio di competenza; 

- che le Istituzioni preposte garantiscano la massima trasparenza nell’utilizzo dei fondi per gli immigrati; 

- la garanzia che la quota di contributo giornaliero negli accordi tra Ministero dell’Interno/Prefettura ed associazioni e cooperative sociali che gestiscono l’accoglienza sia condizionata all’effettiva presenza e all’identificazione dell’immigrato; 

- che i Sindaci attivino controlli rigorosi sulle associazioni/cooperative responsabili di progetti di accoglienza, e sui privati proprietari di immobili, resi disponibili a tal fine, per verificare la regolarità dei contratti e il rispetto degli obblighi del capitolato d’intesa; 

- che attraverso gli organi della Polizia Locale, l’Ufficio Tecnico e le istituzioni sociosanitarie locali vengano periodicamente verificati i presupposti per l’abitabilità e le condizioni igienico-sanitarie degli immobili e delle aree in cui gli immigrati sono alloggiati; 

- che i Sindaci si attivino per invitare tanto le strutture ricettive - pubbliche e private - quanto i singoli cittadini, a non accogliere ulteriori immigrati, alla luce del fatto che il costo per l’accoglienza non si limita alla quota giornaliera stabilita nelle gare d’ap-palto, ma aumenta anche in relazione ad altre voci di spesa (come per esempio l’as-sistenza sanitaria), di cui volutamente non si tiene solitamente conto; 

- che i Sindaci facciano sentire la propria voce all’interno dell’Anci - e tramite questa al governo - anche per l’individuazione di soluzioni (come l’aumento delle commissioni giudicanti) che snelliscano la burocrazia e riducano drasticamente i tempi d’attesa per l’accertamento dell’eventuale status di protezione a cui l’immigrato può accedere (si tenga presente che buona parte dei presunti “profughi” risulta non essere titolato per beneficiare dello status reclamato); non è un mistero che le lungaggini burocrati-che e relative furberie siano uno dei fattori che determinano il lievitare del business. 


LA SOLUZIONE AL PROBLEMA DELL’IMMIGRAZIONE NON PUÒ ESSERE QUELLA DI TRASFERIRE IN ITALIA E IN EUROPA TUTTI I DISPERATI E I FURBI D’AFRICA E D’ASIA. 

LA STRADA DELLA DEREGOLAMENTAZIONE È SBAGLIATA; QUELLA DEL SENSAZIONALISMO UMANITARIO DI UNA POLITICA PIEGATA A UN CONCETTO DEI DIRITTI UMANI CHE NON È UN CONCETTO BASATO SULLA RAZIONALITÀ, CI CONDANNA ALL’INVASIONE E A CONSEGUENZE GRAVISSIME, SENZA CHE VENGA DATA RISPOSTA ALLE EMERGENZE DEL MONDO.



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