Professori e professoresse costretti a non lavorare: fateci tornare a scuola a settembre!


Professori e professoresse costretti a non lavorare: fateci tornare a scuola a settembre!
Il problema
I sottoscritti, professori e professoresse precari/e in possesso dei requisiti di accesso al percorso di 30 cfu (oltre 3 anni di servizio nelle scuole pubbliche o paritarie di I e II grado - Art. 2-ter, comma 4-bis del DL 59/2017), attualmente iscritti al percorso abilitante da 60 cfu presso l’Università degli Studi di Torino
CHIEDONO
che venga accolta la loro istanza di riconoscimento INTEGRALE degli anni di servizio a compensazione dell’intero monte ore di tirocinio diretto.
Si chiede infatti di considerare quanto segue:
- l’esperienza di insegnamento è stata accertata di sede di pre-iscrizione;
- i tempi dati per svolgere e concludere il tirocinio sono molto stretti e non sarà possibile
conciliarlo con una cattedra di insegnamento perché le ore settimanali di tirocinio diretto saranno un numero elevato (fino a 12 anche considerando un eventuale riconoscimento parziale del servizio svolto in 5 cfu) e non sono previsti permessi studio;
- il percorso abilitante terminerà nei primi mesi dell’anno scolastico 2024-2025 e i docenti rischiano di rimanere un intero anno scolastico senza poter lavorare o costretti ad accettare supplenze brevi e saltuarie, con il rischio di non poter maturare neanche i punti per le GPS;
- siamo tutti lavoratori, con diversi anni di esperienza, la maggior parte dei quali deve sostenere economicamente la propria famiglia, non è quindi pensabile che per paura di non poter completare il percorso proposto non si accetti un incarico di servizio a scuola a Settembre, soprattutto dopo aver investito 2.500,00 € per questo corso.
- presso l’Università di Milano coloro che siano risultati triennalisti idonei ma non ammessi alle graduatorie da 30 cfu non dovranno fare il tirocinio diretto. In nessun modo questa interpretazione della norma andrebbe contro il DM 620 del 22/4/2024 il quale garantisce una quota di riserva del 45% ai triennalisti ma non stabilisce una quota massima, bensì una quota minima (almeno il 45%).
Nel linguaggio giuridico la quota di riserva è sempre una quota minima, ogni istituzione è libera di aumentare, e anzi, è auspicabile che lo faccia.
- a supporto di quanto affermato non chiediamo una riduzione della retta, ci rendiamo conto che i costi messi a budget sono elevati e la qualità delle lezioni proposte è di altissimo livello. Chiediamo tuttavia di metterci nelle condizioni di poter lavorare a settembre e non dover rinunciare a un intero anno scolastico di insegnamento, con tutte le conseguenze che questo comporta per il nostro percorso professionale, le vite nostre, delle nostre famiglie e dei nostri allievi.
In fede,
i professori e le professoresse precari/e triennalisti iscritti ai percorsi abilitanti presso l’Università degli Studi di Torino, a.s. 2023-2024.
Torino, 18 luglio 2024

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Il problema
I sottoscritti, professori e professoresse precari/e in possesso dei requisiti di accesso al percorso di 30 cfu (oltre 3 anni di servizio nelle scuole pubbliche o paritarie di I e II grado - Art. 2-ter, comma 4-bis del DL 59/2017), attualmente iscritti al percorso abilitante da 60 cfu presso l’Università degli Studi di Torino
CHIEDONO
che venga accolta la loro istanza di riconoscimento INTEGRALE degli anni di servizio a compensazione dell’intero monte ore di tirocinio diretto.
Si chiede infatti di considerare quanto segue:
- l’esperienza di insegnamento è stata accertata di sede di pre-iscrizione;
- i tempi dati per svolgere e concludere il tirocinio sono molto stretti e non sarà possibile
conciliarlo con una cattedra di insegnamento perché le ore settimanali di tirocinio diretto saranno un numero elevato (fino a 12 anche considerando un eventuale riconoscimento parziale del servizio svolto in 5 cfu) e non sono previsti permessi studio;
- il percorso abilitante terminerà nei primi mesi dell’anno scolastico 2024-2025 e i docenti rischiano di rimanere un intero anno scolastico senza poter lavorare o costretti ad accettare supplenze brevi e saltuarie, con il rischio di non poter maturare neanche i punti per le GPS;
- siamo tutti lavoratori, con diversi anni di esperienza, la maggior parte dei quali deve sostenere economicamente la propria famiglia, non è quindi pensabile che per paura di non poter completare il percorso proposto non si accetti un incarico di servizio a scuola a Settembre, soprattutto dopo aver investito 2.500,00 € per questo corso.
- presso l’Università di Milano coloro che siano risultati triennalisti idonei ma non ammessi alle graduatorie da 30 cfu non dovranno fare il tirocinio diretto. In nessun modo questa interpretazione della norma andrebbe contro il DM 620 del 22/4/2024 il quale garantisce una quota di riserva del 45% ai triennalisti ma non stabilisce una quota massima, bensì una quota minima (almeno il 45%).
Nel linguaggio giuridico la quota di riserva è sempre una quota minima, ogni istituzione è libera di aumentare, e anzi, è auspicabile che lo faccia.
- a supporto di quanto affermato non chiediamo una riduzione della retta, ci rendiamo conto che i costi messi a budget sono elevati e la qualità delle lezioni proposte è di altissimo livello. Chiediamo tuttavia di metterci nelle condizioni di poter lavorare a settembre e non dover rinunciare a un intero anno scolastico di insegnamento, con tutte le conseguenze che questo comporta per il nostro percorso professionale, le vite nostre, delle nostre famiglie e dei nostri allievi.
In fede,
i professori e le professoresse precari/e triennalisti iscritti ai percorsi abilitanti presso l’Università degli Studi di Torino, a.s. 2023-2024.
Torino, 18 luglio 2024

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Petizione creata in data 18 luglio 2024