Vittoria

Noi votiamo SÌ al referendum: la bandiera dell'ANPI è anche nostra

Questa petizione ha creato un cambiamento con 1.491 sostenitori!


Molti di voi hanno potuto seguire sui mezzi di informazione lo svolgimento del dibattito in corso in seno all'ANPI sui temi del referendum costituzionale.  In sintesi, il Comitato Nazionale ha deciso di schierare l'Associazione organicamente all'interno dei Comitati per il NO, chiedendo con forza ad iscritti ed organizzazioni territoriali di impegnarsi attivamente, e vietando esplicitamente ad iscritti e dirigenti di assumere pubblicamente posizioni difformi. Questa posizione è stata successivamente ratificata dal Congresso appena celebrato. 

È di questi giorni la notizia dei primi provvedimenti disciplinari verso dirigenti che hanno ritenuto di dovere manifestare il proprio orientamento a favore delle riforme, o che hanno chiesto una diversa gestione di questo delicato passaggio, rispettosa di tutte le opinioni e del diritto ad esprimerle pubblicamente.

Come iscritti ANPI, abbiamo pensato di fare sentire anche la nostra voce. Abbiamo quindi preparato un documento - in cui sosteniamo il nostro diritto a manifestare apertamente e pubblicamente l'appoggio alle riforme costituzionali votate dal Parlamento, e a porre in atto tutte le iniziative che riterremo necessarie per dare visibilità a questa nostra scelta - che chiediamo di sottoscrivere a quanti abbiano in tasca come noi la tessera ANPI, e ne condividano il contenuto.

Anche se non siete iscritti alla Associazione, vi chiediamo di sostenerci qui in quella che crediamo essere una iniziativa a favore della democrazia, sottoscrivendo questa petizione.

Vi chiediamo inoltre di mostrare il testo agli iscritti ANPI che rientrano tra le vostre conoscenze, e che pensate possano sottoscriverlo con noi. È sufficiente inviarci una mail con nome, cognome e Sezione ANPI di appartenenza all'indirizzo iscrittianpiperilsi@gmail.com. Grazie

Il testo del nostro documento:

"Io voto SÌ al referendum, ma la bandiera dell’ANPI è anche MIA

Care amiche, cari amici dell’ANPI,

Siamo donne e uomini che anche quest’anno, forse per la prima volta con molti dubbi, hanno rinnovato la tessera della nostra Associazione.

Lo abbiamo fatto ancora una volta perché crediamo in quella che è la funzione dell’ANPI nel panorama sociale e politico del Paese, e perché che crediamo in quello che ANPI rappresenta e rappresenterà, fino a quando sarà animata e guidata dalla visione e dallo spirito dei suoi fondatori.

La Costituzione è per tutti noi, iscritti e non, la legge fondamentale che disegna i principi su cui si regge la convivenza tra uguali e il rapporto sociale tra cittadini e Istituzioni; la Carta a cui tutti dobbiamo rispetto, sia per quello che ne è il contenuto, che per il fatto che nei suoi articoli siano state tradotte le aspirazioni e le speranze dei tanti uomini e donne che lottarono e morirono per renderci una Nazione libera e democratica.

Se però il messaggio che quei martiri - e i tanti partigiani e antifascisti sopravvissuti - hanno consegnato ai padri Costituenti fosse stato quello di disegnare una Costituzione scolpita nella pietra e non modificabile per via democratica, quella stessa Costituzione non avrebbe previsto al suo interno la possibilità di farlo, né i percorsi parlamentari da seguire per farlo.

Noi crediamo nella Costituzione, nei suoi principi e nei suoi valori, ma crediamo anche che sia possibile aggiornarla, e che questa riforma – adottata secondo le leggi vigenti da un Parlamento eletto democraticamente - lo faccia in positivo, tenendo conto di quanto il Paese (e lo stesso meccanismo della rappresentanza politica) sia cambiato in questi settanta anni.

Il fatto che l’ANPI nazionale – che pure in altri momenti ha svolto una funzione preziosa di difesa della Costituzione contro tentativi di modifica in senso realmente involutivo e antidemocratico - abbia non solo preso posizione contro le riforme, ma abbia voluto schierare la sua organizzazione periferica in modo quasi “militare”, dando mandato di costituire un “Comitato per il NO” in ogni territorio, o di aderire ai Comitati esistenti, ci lascia perplessi.  Pur dissentendo fortemente nel merito, riconosciamo naturalmente la legittimità “formale e statutaria” della posizione assunta dal Comitato Nazionale dell’ANPI sul tema referendario, anche se non possiamo fare a meno di sottolineare che un passaggio di tale rilevanza avrebbe meritato un dibattito assai più ampio e approfondito, che nascesse tra gli iscritti e si sviluppasse preventivamente tra le organizzazioni periferiche, mentre oggi viene chiesto con toni ultimativi ai tesserati di conformarsi a decisioni assunte dal vertice della Associazione, e solo successivamente ratificate in sede congressuale.

Quello che ci lascia poi apertamente sgomenti sono i toni della lettera con cui il presidente Smuraglia fornisce alle presidenze provinciali e ai coordinatori regionali l’interpretazione autentica da dare alla posizione nazionale, e spiega quali siano gli inesistenti margini di manovra per chi non le condivida:

“… è lecito anche avere opinioni diverse.  Altra cosa però sono i comportamenti.  È certo che ognuno può pensarla come vuole; ed è altrettanto certo che, quando si voterà, ognuno sarà libero di votare secondo coscienza.  Si può andare più in là di questo?  C’è da ritenere di no, perché altrimenti ne andrebbe della stessa immagine dell’ANPI.  Ovviamente, non sarà “punito” nessuno per aver disobbedito, ma è lecito chiedere, pretendere, comportamenti che non danneggino l’ANPI e che cerchino di conciliare il dovere di rispettare le decisioni, con la libertà di opinione.  Si può, ufficialmente e con delibere formali (anche congressuali) rifiutare di aderire ai Comitati per il NO?  E si può costituire od aderire ad un comitato per il SÌ? A nostro parere non si può, per le ragioni su indicate.”

Pur nel rispetto delle funzioni statutarie, non possiamo comprendere né accettare la coercizione della libertà di espressione insita in tali direttive.

Non possiamo comprendere né accettare il fatto che – a seguito dell’emergere sulla stampa nazionale di posizioni diverse rispetto alla posizione “ufficiale” ANPI – siano state avviate procedure disciplinari (contraddicendo, peraltro, il testo stesso citato sopra) nei confronti di dirigenti locali di primo piano della Associazione.

Non possiamo comprendere né accettare che l’Associazione a cui apparteniamo – che proprio per sua natura dovrebbe giocare nel campo della politica “alta”, restando fuori dalle beghe del partitismo e del movimentismo – scelga di arruolarsi in una battaglia dal contenuto e dalle finalità discutibili – accanto a destra, antipolitica e populismi vari – e lo faccia adottando una linea coercitiva della libertà di opinione dei propri iscritti, mettendo così a repentaglio l’autorevolezza e la credibilità conquistate grazie al sangue dei Partigiani che hanno combattuto proprio perché nel nostro Paese si affermassero la libertà di pensiero e la democrazia.

Chiediamo quindi che sul tema della riforma della Costituzione si discuta, e che lo si possa fare liberamente anche all’interno della Associazione, con pari dignità di tutte le visioni.  Di più: che la discussione documentata e consapevole all’interno dell’ANPI sia stimolata e valorizzata, e non impedita d’autorità, prestandosi ai giochi di chi utilizza la campagna referendaria per fini politici che vanno al di là del quesito.

Chiediamo che questa discussione possa essere condotta e resa pubblica senza il timore di “conseguenze disciplinari” all’interno di ANPI per avere esercitato il diritto elementare alla libertà di pensiero, tanto più in quanto aderenti ad una Associazione che dell’esercizio di tale diritto dovrebbe fare la propria ragion d’essere, e il proprio motivo di sopravvivenza nel momento in cui venisse a mancare la testimonianza dell’ultimo Resistente.

Chiediamo che questa discussione possa essere affrontata in piena democrazia, senza diktat, evitando di brandire statuti e regolamenti come armi, avendo al primo posto il bene del nostro Paese.

Perché vogliamo dire alto e forte che l’ANPI siamo anche noi.

Noi che dedicheremo tempo ed energie ai Comitati per il SÌ.  Noi convinti che le riforme siano state pensate nell’interesse dell’Italia e dei suoi cittadini.

Noi che al referendum di ottobre voteremo convintamente SÌ."



Oggi: GianLuigi conta su di te

GianLuigi Amadei ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Presidenza Nazionale ANPI: Noi votiamo SÌ al referendum: la bandiera dell'ANPI è anche nostra". Unisciti con GianLuigi ed 1.490 sostenitori più oggi.