Regolamento regionale pugliese per la tutela degli animali e lotta al randagismo

Questa petizione aveva 1329 sostenitori

Il problema

I SOTTOSCRITTI CITTADINI,
anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione Italiana
PREMESSO CHE:
- la Legge quadro 281 del 1991 e la L.R. n. 12/95 risultano insufficientemente attuate
- molti Comuni del territorio Regionale appaiono evidentemente impreparati e inadempienti con gravi carenze nei Servizi veterinari pubblici e una generale tendenza a deresponsabilizzarsi eccessivamente nella stipula di convenzioni con soggetti affidatari di delicate funzioni correlate alla lotta del fenomeno del randagismo-accalappiacani
- l'affidamento ai canili dovrebbe essere finalizzato a cure temporanee atte ad emendare le problematiche sofferte dagli animali vaganti nella vita randagia come de-nutrizione, malnutrizione, patologie varie
- è reso noto che la media annuale di spesa sostenuta dai Comuni per ogni animale ospitato in canile sia di circa 1.000 euro, con una spesa media stimata su scala nazionale di circa 146 milioni di euro
- si tratta di una cifra di cui la gran parte è concentrata nelle regioni meridionali, di fatto, più impreparate ed inadempienti specie nell'attuazione e nella verifica delle politiche di sterilizzazione
- si ricava da recenti inchieste giornalistiche di stampa nazionale e locale che a tale spesa corrisponderebbero, anziché adeguate cure per gli animali o politiche volte a favorire le adozioni, oltre che attive gestioni amministrative, anche veri e propri mal-affari
- il randagismo è un fenomeno che diventa sempre più un occasione di business anche per circuiti criminali dediti alla truffa e al riciclaggio, ciò a discapito, con varie forme, della collettività, anche sotto il profilo dell'incolumità pubblica (aumentano gli oneri per le richieste risarcitorie alle ASL, spesso liquidate e concesse su mera richiesta legale e quindi prive di concreti accertamenti della reale portata del fenomeno delle aggressioni), ma anche degli stessi animali: luoghi sovraffollati, assenza di cure, stati d'abbandono, malnutrizione, preclusioni agli interventi delle associazioni di volontariato, assoluta carenza di attenzioni finalizzate ad agevolare le adozioni.

CONSIDERATO CHE:
Si condivide pressoché integralmente quanto considerato della LAV Onlus: “il randagismo ha un costo etico ed economico molto alto; il triennio 2013-2015 vede ulteriormente ridursi la revisione annuale di finanziamento da parte del Governo nazionale; per contrastare abbandono e randagismo occorre una efficace strategia di contrasto a partire dall’implementazione delle sterilizzazioni, dalla promozione delle adozioni responsabili e
del corretto rapporto uomo animale, la responsabilizzazione delle Amministrazioni, la rimozione dei divieti che rendono difficile vivere con un quattro zampe, migliore tutela degli animali e prevenzione dell’incolumità pubblica; le città non sempre sono fruibili alle famiglie con animali”.

CHIEDONO L'EMANAZIONE DI UN REGOLAMENTO REGIONALE
• da far valere su tutto il territorio della Puglia nei confronti di ogni amministrazione comunale, ogni ente ed ogni soggetto pubblico o privato coinvolto dal randagismo
• di predisporre e allegare al suddetto regolamento uno schema di convenzione 'concordata' tra gestori di canili e Comuni con la necessaria informazione, partecipazione e validazione da parte di almeno tre organizzazioni di 'volontariato' attive e riconosciute a livello regionale o nazionale purché operanti da almeno tre anni, affinché nello schema di convenzione concordata siano fissati e garantiti:
• i più elevati standard di qualità sanitaria secondo le migliori tecniche
disponibili
• la costante presenza di personale medico-sanitario qualificato, anche se su turni, nel corso dell'intero arco della giornata e per tutto l'anno, assicurando le eventuali cure necessarie agli animali in custodia e ricovero
• il più obiettivo intervallo tra minimi e massimi di tariffa necessaria all'affidamento temporaneo delle unità canine in attesa di successivo affidamento o adozione, concordando il range tariffario senza la possibilità di aste al ribasso con la partecipazione di almeno tre delle suindicate onlus impegnate nella difesa, nel recupero e nell'affido dei cani

AFFINCHE' CON TALE REGOLAMENTO ED OGNI ALTRO NECESSARIO ATTO  LA REGIONE E I COMUNI COOPERINO AL FINE DI PERSEGUIRE LE FINALITA' PUBBLICHE E GLI OBIETTIVI CHE SEGUONO:
(1) porre quale priorità assoluta la piena attuazione delle politiche e delle
profilassi di sterilizzazione;
(2) fissare il numero massimo di cani per ogni canile in relazione alla metratura e alla volumetria della struttura destinata al ricovero, assicurando che l'unità abbia uno spazio vitale idoneo ad evitare patologie, stress o traumi d'altro tipo;
(3) assicurare la presenza obbligatoria all’interno delle strutture di almeno un’associazione di volontariato definendo criteri di rotazione obbligatoria nel caso in cui i territori offrano più di una associazione;

(4) garantire l'apertura quotidiana al pubblico delle strutture per almeno sei
ore al giorno al fine di favorire controlli e adozioni;
(5) impegnare la Regione con ulteriori strumenti normativi a introdurre per le Amministrazioni Locali il divieto di distrazione per altri fini dei fondi stanziati per il contrasto al fenomeno del randagismo , ponendo il relativo vincolo di bilancio e, nell'attesa di futura emanazione, vigilare sull'effettivo e corretto impiego delle risorse stanziate ai fini della prevenzione del randagismo, per mezzo di una Commissione partecipata, a titolo gratuito, da un comitato civico di almeno 15 cittadini sorteggiati mediante appositi avvisi pubblici nel Comune o nei comuni interessati dal fenomeno di volta in volta posto all'esame della Commissione d'indagine regionale;
(6) garantire che ai fini del successivo affidamento ai canili convenzionati come sopra, la cattura o il c.d. accalappiamento dei randagi sia svolto direttamente dalle ASL conformemente a quanto espressamente previsto nella normativa di riferimento su richiamata, mediante la selezione pubblica di personale dotato di specifica qualifica sempreché questa sia rilasciata dal SSN“Operatore Tecnico - Addetto alla prevenzione e controllo del randagismo-Accalappiacani cod. n. 545201” o qualifica superiore, comunque, in base all'evoluzione degli standards e delle migliori pratiche nazionali;
(7) Impegnare la Regione e le Amministrazioni Comunali ad istituire e dove fosse già istituita a dare piena attuazione all'anagrafe canina, per la più rapida interoperatività con quella nazionale, garantendone presso ogni Comune il costante aggiornamento del sistema informatico, ponendo l'onere di identificazione e di iscrizione a carico di tutti i soggetti coinvolti nel processo di debellamento del randagismo: quali i Servizi Veterinari del SSN, Comunali, Provinciali e Regionali, veterinari liberi professionisti, accalappiacani, proprietari, detentori, gestori di strutture di accoglimento e di affido temporaneo;
(8) imporre a carico degli enti gestori di canili interessati alla convenzione, quale condizione di procedibilità per la stipula della medesima convenzione, la preliminare sottoscrizione in favore della cittadinanza rappresentata dal Sindaco del Comune committente di apposita polizza fideiussoria o assicurativa a garanzia di eventi avversi (ad eccezione di dolo e calamità naturali) nonché del corretto e puntuale adempimento nell'esecuzione e nello svolgimento del contratto, assicurando così ai Comuni, previ gli opportuni provvedimenti in materia di bilancio, la ciclicità finanziaria necessaria alla lotta del randagismo;
(9) Imporre e garantire la totale pubblicità e trasparenza presso le strutture convenzionate delle gestioni amministrative e sanitarie della popolazione canina ospitata, al fine di favorire il continuo allineamento dell'anagrafe canina e il continuo controllo di buon andamento della convenzione.

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Fabio LeliPromotore della petizione

I decisori

Presidenza del Consiglio della Regione Puglia,
Presidenza del Consiglio della Regione Puglia,
Giunta della Regione Puglia
Giunta della Regione Puglia
Assessore alla Sanità della Regione
Assessore alla Sanità della Regione
Commissione d'Indagine sul Randagismo
Commissione d'Indagine sul Randagismo

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