Estate 2020: salviamo il Beach Volley!

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Addio giochi da spiaggia, addio beach volley!
Le indiscrezioni sui prossimi provvedimenti governativi sancirebbero l’addio, per l’estate 2020, dei c.d. “giochi da spiaggia”. Un attimo di calma…
Dal mio punto di vista, dopo aver chiarito cosa si intenda per “giochi da spiaggia”, è importante che la questione sia affrontata rispondendo in primis a una semplice domanda.

Nella fase 2, i giochi da spiaggia saranno pericolosi per la salute delle persone?
Se la risposta è “si”, allora non c’è nulla da discutere.
Se la risposta è “no” o, come credo, “dipende”, allora bisognerebbe fare uno sforzo intellettualmente onesto per identificare chiaramente a “quali condizioni” e con quali “misure di salvaguardia” poter giocare in sicurezza.
Circoscriviamo la nostra analisi e proviamo a parlare del beach volley.
Prima di procedere oltre, un altro snodo cruciale è comprendere come il beach volley possa essere svolto in maniera:

  1. destrutturata (senza un’infrastruttura messa a disposizione da altri – senza pali, rete e righe); 
  2. strutturata (con un’infrastruttura messa a disposizione da altri – con pali, rete e righe).

Le indiscrezioni sui prossimi provvedimenti governativi, se verranno confermate, vieteranno formalmente il beach volley con il risultato sostanziale, però, che le persone giocheranno sicuramente in maniera destrutturata, probabilmente non in sicurezza, con la possibilità di poter essere sanzionate. Le persone giocheranno comunque a beach volley! In tale scenario è ragionevole aspettarsi un non rispetto / elusione delle regole generalizzato con uno sforzo non gestibile da parte delle forze dell’ordine e un clima sociale delatorio ed esasperato. La caccia al runner verrà chiusa e sostituita con quella al beacher!
Quello che si dovrebbe fare è:

  1. ricordare come a beach volley si gioca 2vs2 su un’area di gioco estesa 8x16 di campo circondato da una zona libera di almeno 3 metri (all’aperto – ovvio, ma vale la pena specificarlo) completamente compatibile con la necessità del distanziamento sociale;
  2. impegnarsi nel realizzare campi sicuri (o rendere sicuri quelli esistenti nei numerosi impianti sportivi);
  3. garantire il rispetto delle regole. In tale scenario è ragionevole aspettarsi un rispetto delle regole totale o comunque generalizzato senza particolari sforzi da parte delle forze dell’ordine (tale rispetto sarebbe virtuosamente autoalimentato perché nell’interesse di tutti) in un clima sociale di responsabilità e di collaborazione.

Infine, il divieto alla pratica del beach volley comporterebbe un danno economico non indifferente per diverse società, scuole e strutture sportive impegnate nella promozione e diffusione di questo splendi sport, con conseguenze pesanti anche sulla ripartenza del turismo, in particolar modo di quello “mordi e fuggi" del settore balneare. 

Ci auguriamo che il testo di questa petizione possa essere un ulteriore elemento  di riflessione per uno sport bello e sano che garantisce al contempo l'esigenza legittima del distanziamento sociale.