
LE NOSTRE CHIESE SONO IN GRADO DI RESISTERE AI TERREMOTI VIOLENTI CHE POTREBBERO COLPIRLE?
Vogliamo poter andare a messa senza timori?
Così come, fino a qualche giorno fa, accadeva a causa della pandemia da covid-19, ora anche la guerra in corso in Crimea rischia di distogliere l’attenzione degli italiani da altri problemi anch’essi assai importanti, come la prevenzione dai rischi naturali, in particolare da quello sismico.
Ho già scritto sull’importanza di garantire un adeguato livello di protezione, dagli effetti dei terremoti, agli edifici strategici, alle scuole ed anche agli edifici residenziali, sia di nuova costruzione che esistenti.
Ho pure già scritto che, a tal fine, sono da tempo disponibili, anche in Italia, tecnologie antisismiche molto efficaci, come quelle d’isolamento sismico, di dissipazione di energia o basate sull’utilizzazione di leghe a memoria di forma.
Però, occorre non dimenticare, fra gli edifici da proteggere dal terremoto, anche le chiese. Infatti, se, purtroppo, i terremoti violenti che hanno colpito l’Italia nei giorni feriali hanno causato molte vittime nelle scuole, soprattutto quelli che sono accaduti nei giorni festivi molte vittime, in Italia ed altrove, le hanno provocate nelle chiese, in occasione delle cerimonie religiose. Il problema della sicurezza sismica delle chiese è che, spesso, esse sono edifici antichi e che, anche se sono di costruzione recente, esse hanno sovente caratteristiche architettoniche che le rendono particolarmente vulnerabili al terremoto.
Non mi stancherò mai di ripetere che non ci sono scuse per non applicare le moderne antisismiche ben più estesamente di quanto, sino ad ora, in Italia abbiamo fatto. Occorre non dimenticarsi, nonostante il covid-19 e la guerra in Crimea, l’urgenza di attivare corrette politiche di prevenzione dal rischio sismico e dagli altri rischi naturali.