Actualización de la peticiónCHE SI INIZINO FINALMENTE AD ATTUARE SERIE POLITICHE DI PREVENZIONE DAI RISCHI NATURALI!LA PROTEZIONE SISMICA DEGLI IMPIANTI A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE
Alessandro MartelliSan Lazzaro di Savena (BO), Italia
8 mar 2022

Ancor più che per le costruzioni civili, un’adeguata protezione dai terremoti è indispensabile per gli Impianti a Rischio Rilevante (RIR). Tali sono non solo quelli nucleari, ma anche molti impianti chimici e petrolchimici, che, se danneggiati fortemente, possono rilasciare anch’essi grandi quantità di sostanze velenose e/o tossiche nell’ambiente circostante.

Così come accade per le costruzioni civili, per assicurare agli impianti RIR un’elevata sicurezza sismica, sono ormai disponibili e, in alcuni Paesi, applicate moderne tecnologie, in particolare quelle di isolamento sismico alla base. Inoltre, sono stati sviluppati efficaci giunti. atti a garantire l’integrità degli “elementi di interfaccia” (tubazioni, ecc.).

Alcuni importanti impianti chimici e petrolchimici realizzati in modo convenzionale hanno già subíto danni, pure gravi, in diversi Paesi, durante violenti terremoti.

La prima applicazione dell’isolamento sismico alla base in campo nucleare risale al 1985: riguardò, in Francia, i 4 PWR della centrale di Cruas. Ad essa seguì, nuovamente nel 1985, quella ai 2 PWR della centrale di Koeberg, Sud Africa.

Quanto agli impianti chimici e petrolchimici, due fra le prime applicazioni dell’isolamento sismico alla base hanno riguardato 2 serbatoi LNG ad Aliaga, in Turchia, nel 2005 e 2 serbatoi LNG nella Provincia di Guangdong (Cina Meridionale) nel 2006.

Per quanto attiene all’Italia, almeno fino a qualche anno fa, l’unica applicazione riguardava l’adeguamento sismico di 3 serbatoi a Priolo-Gargallo, effettuato negli anni 2005÷2008.

Come ho ormai scritto più volte, dato che le tecnologie più efficaci per rendere sicure tutte le nostre strutture, inclusi gli impianti chimici e petrolchimici (come le tecnologie di isolamento sismico), le possediamo da tanti anni, non ci sono più scuse per non applicarle ben più estesamente di quanto, sino ad ora, in Italia abbiamo fatto: ciò è indispensabile per attivare corrette politiche di prevenzione sismica.

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