ammettere il dogsitteraggio nella fase 2

Il problema

Buongiorno,

Vi scriviamo in merito all'attività dei dogsitter e a quanto emerso dal nuovo decreto sul coronavirus riguardante la fase 2 che avrà inizio il 4 maggio 2020.

Tale attività è configurata dal codice ATECO 96.09.04 , “ servizi di cura degli animali da compagnia ( esclusi i servizi veterinari) ", che specifica al suo interno: presa in pensione, toelettatura, addestramento, custodia, attività dei canili, attività dei dogsitter, servizi di accalappiacani.

Il 4 maggio prossimo molte persone riusciranno a riprendere il lavoro, alcuni ad orario intero, che spesso lontano da casa li impegna per tutta la giornata, se non di più, se pensiamo al personale medico e ospedaliero ( già tanto impegnato finora ).

Alcune di queste vivono con un animale da compagnia, e per loro noi siamo fondamentali: se nelle lunghe ore di attesa del ritorno del padrone il cane ha necessità fisiologiche – ma anche relazionali e di appagamento - ce ne occupiamo noi. E il nostro lavoro si svolge in totale sicurezza: entriamo nelle case di coloro che si fidano di noi, vuote di umani, e ci occupiamo di loro.

Vi possiamo assicurare, proprio per questo, che il lavoro si volge in totale sicurezza, proprio perché è escluso del tutto il contatto con le persone, ha lo stesso identico rischio del proprietario che esce col proprio cane, finora concessa proprio perché ritenuta indispensabile per i nostri amici animali.

Tale attività abbiamo felicemente notato essere stata lodata a livello mediatico in più occasioni, nella fase 1, in riferimento a volontari che la svolgevano per gli anziani che ne avevano necessità. Segno che la fattibilità in sicurezza è concreta, come anche noi sosteniamo.

Nel testo del decreto questa attività non è però purtroppo ricompresa tra quelle concesse in questa fase 2, e vi chiediamo di riconsiderare questa decisione.

I cani di chi torna al lavoro e che chiede il nostro intervento, sono cani che rimarranno soli, improvvisamente, per tutta la giornata, con l'impossibilità di urinare e defecare per lunghe ore con conseguenti possibili problemi seri veterinari; se invece non riescono a trattenere queste necessità impellenti - cosa che nemmeno noi riusciremmo a fare per così tanto tempo – la condizione igienica delle abitazioni di queste persone potrebbe essere non proprio idonea, con conseguente ulteriore aggravamento sulle spalle di chi è tornato a lavorare.

In seconda battuta ci permettiamo di segnalare che l'uscita col dogsitter ha anche una valore di svago e appagamento motivazionale e sociale. Senza il quale un cane subisce un forte stress, in una situazione già enormemente pesante, vista l'improvvisa solitudine; non tutti i cani sono capaci di gestire uno stress simile così improvviso, e oltre al loro benessere mancato, potrebbero insorgere problemi a discapito anche dell'uomo, come abbai, ululati o distruzioni: sarebbe pienamente comprensibile e giustificabile da parte loro, vista la situazione. Un cane appagato invece è sereno, e questo è indispensabile non solo per lui, ma anche per chi è vicino a lui.

Vi chiediamo di modificare la Vostra decisione sul blocco della nostra attività, solo di questa nello specifico: permetteteci col nostro lavoro di aiutare le persone e i loro affetti più cari, hanno davvero bisogno di noi, per loro siamo indispensabili; aiutateci a rendere più sereni questi animali e i loro proprietari . E' davvero importate, è davvero fondamentale.

Certi di un ascolto aperto e di una collaborazione,

Vi ringraziamo per l'attenzione.

 

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francesca biavatiPromotore della petizione
Questa petizione aveva 382 sostenitori

Il problema

Buongiorno,

Vi scriviamo in merito all'attività dei dogsitter e a quanto emerso dal nuovo decreto sul coronavirus riguardante la fase 2 che avrà inizio il 4 maggio 2020.

Tale attività è configurata dal codice ATECO 96.09.04 , “ servizi di cura degli animali da compagnia ( esclusi i servizi veterinari) ", che specifica al suo interno: presa in pensione, toelettatura, addestramento, custodia, attività dei canili, attività dei dogsitter, servizi di accalappiacani.

Il 4 maggio prossimo molte persone riusciranno a riprendere il lavoro, alcuni ad orario intero, che spesso lontano da casa li impegna per tutta la giornata, se non di più, se pensiamo al personale medico e ospedaliero ( già tanto impegnato finora ).

Alcune di queste vivono con un animale da compagnia, e per loro noi siamo fondamentali: se nelle lunghe ore di attesa del ritorno del padrone il cane ha necessità fisiologiche – ma anche relazionali e di appagamento - ce ne occupiamo noi. E il nostro lavoro si svolge in totale sicurezza: entriamo nelle case di coloro che si fidano di noi, vuote di umani, e ci occupiamo di loro.

Vi possiamo assicurare, proprio per questo, che il lavoro si volge in totale sicurezza, proprio perché è escluso del tutto il contatto con le persone, ha lo stesso identico rischio del proprietario che esce col proprio cane, finora concessa proprio perché ritenuta indispensabile per i nostri amici animali.

Tale attività abbiamo felicemente notato essere stata lodata a livello mediatico in più occasioni, nella fase 1, in riferimento a volontari che la svolgevano per gli anziani che ne avevano necessità. Segno che la fattibilità in sicurezza è concreta, come anche noi sosteniamo.

Nel testo del decreto questa attività non è però purtroppo ricompresa tra quelle concesse in questa fase 2, e vi chiediamo di riconsiderare questa decisione.

I cani di chi torna al lavoro e che chiede il nostro intervento, sono cani che rimarranno soli, improvvisamente, per tutta la giornata, con l'impossibilità di urinare e defecare per lunghe ore con conseguenti possibili problemi seri veterinari; se invece non riescono a trattenere queste necessità impellenti - cosa che nemmeno noi riusciremmo a fare per così tanto tempo – la condizione igienica delle abitazioni di queste persone potrebbe essere non proprio idonea, con conseguente ulteriore aggravamento sulle spalle di chi è tornato a lavorare.

In seconda battuta ci permettiamo di segnalare che l'uscita col dogsitter ha anche una valore di svago e appagamento motivazionale e sociale. Senza il quale un cane subisce un forte stress, in una situazione già enormemente pesante, vista l'improvvisa solitudine; non tutti i cani sono capaci di gestire uno stress simile così improvviso, e oltre al loro benessere mancato, potrebbero insorgere problemi a discapito anche dell'uomo, come abbai, ululati o distruzioni: sarebbe pienamente comprensibile e giustificabile da parte loro, vista la situazione. Un cane appagato invece è sereno, e questo è indispensabile non solo per lui, ma anche per chi è vicino a lui.

Vi chiediamo di modificare la Vostra decisione sul blocco della nostra attività, solo di questa nello specifico: permetteteci col nostro lavoro di aiutare le persone e i loro affetti più cari, hanno davvero bisogno di noi, per loro siamo indispensabili; aiutateci a rendere più sereni questi animali e i loro proprietari . E' davvero importate, è davvero fondamentale.

Certi di un ascolto aperto e di una collaborazione,

Vi ringraziamo per l'attenzione.

 

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francesca biavatiPromotore della petizione

I decisori

Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano

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Petizione creata in data 27 aprile 2020