Evitare l'accorpamento dei laboratori d'analisi

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Eliminare posti di lavoro in una regione già martoriata dalla disoccupazione ? Fatto. 

Rendere inutile la formazione di migliaia di laureati ? Fatto 

Ledere le capacità di curare pazienti di una sanità pubblica già in ginocchio ? Fatto

Aiutateci ad evitare tutto ciò

"Dove finirà il mio sangue?"
La domanda dei pazienti rischia di rimbombare a breve nei laboratori di analisi in Campania, soprattutto quelli di piccolo e medio cabotaggio.      

"Dove finirò?" La domanda di migliaia di dipendenti licenziati da centinaia di laboratori di analisi. 

L'interrogativo è conseguenza di una svolta epocale, rivoluzionaria, ma non giusta, contestata duramente da Federbiologi e dall'Ordine.

"Noi ci opponiamo", dice Ferdinando Mainenti, commissario provinciale dell'Ordine dei Biologi.

A cosa? "La Regione Campania ha previsto che si creino consorzi: i laboratori che non raggiungono una certa quota annauale di analisi, quindi quelli di medie e piccole dimensioni, devono consorziarsi per creare un unico centro analisi. La conseguenza è trasformare questi laboratori solo in punti prelievo, impossibilitati a fare analisi. In questo modo, tutti i piccoli laboratori scompariranno, perderanno pesonale a livello di dieci impiegati per laboratorio e si è anche visto che non c'è alcun abbattimento delle spesa, a differenza di quanto si voglia far credere. La manovra va anche a discapito della qualità, perché il sangue viene trasportato da una parte all'altra, cioè dal piccolo laboratorio alla centrale operativa che si dovrebbe creare, conseguenza del Consorzio".


La Federbiologi ha preparato un documento e sta invitando a firmare una petizione, coinvolgendo anche i cittadini. A Roma, invece, l'Ordine dei Biologi ha stilato una relazione dettagliata e l'ha inviata al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. "Preso atto che la V Commissione Consiliare permanente nell'audizione dell'11 novembre 2016 ha all'unanimità chiesto alla struttura commissariale di inserire la "Rete Contratto" tra le modalità di aggregazione dei laboratori di analisi per tutelare la qualità delle prestazioni e tutelare i posti di lavoro - scrive la Federbiologi nella lettera che poi sfocia nella petizione - preso atto anche che sussistono seri elementi di pregiudizio per gravi, inutili ed irreversibili danni sociali che questa decisione comporterà per la REGIONE CAMPANIA CON LA PERDITA DI MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO (circa 2.000), cancellazione di intere linee formative, eliminazione di servizi sanitari territoriali di prossimità al paziente, abolizione della fruibilità di prestazioni a carattere d'urgenza, nonché la dubbia garanzia di qualità di esami temporalmente non differibili, chiede ai soggetti istituzionali, politici e amministrativi competenti della Regione Campania, ognuno per la propria parte, di attivarsi con la massima urgenza per l'approvazione anche in Campania del modello di aggregazione "contratto di rete" tra laboratori ovvero la rete di più laboratori paritari "equiordinati". I laboratori in questo modo conservano la propria autonomia giuridica e tecnico-professionale, nella quale ogni singolo svolge attività analitica, pre-analitica e post-analitica per la propria struttura, conferendo al soggetto giuridico che la rappresenta un mandato con rappresentanza che gli consentirà di agire in nome e per conto delle altre imprese aderenti alla Rete".

Ecco, invece, gli stralci salienti della lettera che il presidente dell'Ordine dei Biologi, Ermanno Calcatelli, ha inviato al Governatore della Campania, Vincenzo De Luca: "A tutela della categoria professionale dei biologi che sono titolari o che lavorano in laboratori di analisi accreditati con il Servizio sanitario della Regione Campania, mi corre l'obbligo di segnalare l'accorpamento obbligatorio delle strutture ai sensi del DCA n.109/2013. Con il DCA n.17/2016 e successivi decreti sono state emanate disposizioni che penalizzano in modo notevole, abnorme ed ingiusto le strutture. E' stata, infatti, stabilita la disattivazione totale della "fase analitica" per tutte le strutture che si trovano sotto la prevista soglia di prestazioni annue, anche per le prestazioni cosiddette "private", cioè per le prestazioni senza oneri per il Servizio Sanitario Regionale. Ciò lede i diritti e le competenze dei biologi che lavorano negli attuali laboratori di analisi accreditati ed è in contrasto con l'art.3 della Legge 396/1967, istitutiva della professione di biologo. Imponendo la disattivazione totale della fase analitica per i laboratori sotto soglia, la normativa non permette di fare "in sede" gli esami indifferibili ed urgenti. Non viene prevista tra le modalità di aggregazione il "contratto di rete", secondo il quale ogni struttura potrebbe mantenere al proprio interno la fase analitica, purché aderisca appunto ad una "rete-contratto". L'Ordine Nazionale dei Biologi ha pendente un ricorso dinanzi al TAR di Napoli dove sono state esposte le censure. Inoltre in diversi Tribunali Amministrativi Regionali (Lazio, Sicilia, Calabria) sono stati già annullati i provvedimenti di accorpamento dei laboratori di analisi accreditati. Invitiamo a volere rivalutare i Decreti in vigore e a modificarli in maniera da permettere il mantenimento della "fase analitica" per gli esami indifferibili ed urgenti in ogni caso, nonché per gli esami a totale carico del cittadino. Invitiamo ad inserire il "contratto di rete" tra le previste forme di aggregazione. Restiamo a disposizione anche per un'eventuale convocazione dell'Ordine Nazionale dei Biologi ad un prossimo Tavolo tecnico".

La protesta non si arresta. Conclude Ferdinando Mainenti, Commissario provinciale dell'Ordine dei Biologi: "La Sicilia e la Calabria hanno fatto ricorso e vinto davanti al Tribunale amministrativo regionale. In Campania, l'Ordine insieme ad altre associazioni e sindacati si sta battendo per bloccare il passaggio. Proponiamo la rete contratto: ogni laboratorio conserva l'autonomia e le analisi che non può fare confluiscono in un laboratorio di qualità creato ad hoc. Stiamo vivendo un momento di grande fibrillazione, a rischio tanti posti di lavoro. La scadenza-bivio (consorzi o rete-contratto) è prevista per fine anno, quindi tra pochi giorni. I cittadini sostengano la nostra battaglia, a sostegno del lavoro, della qualità, della salute".



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