Vittoria confermata

Presidente Renzi non regali alle banche la penale per l’estinzione anticipata del mutuo

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Presidente Renzi,

non faccia un regalo alle banche che pagherebbero tutti i consumatori: dica a no a qualsiasi ipotesi di reintrodurre in Italia la penale a carico del risparmiatore che estingue in anticipo il mutuo.

La legge 40 del 2007 approvata dal governo Prodi ha cancellato in Italia la penale (1,5-2% sul capitale residuo) a carico del consumatore che estingue anticipatamente un mutuo. Quella misura ha permesso la portabilità dei finanziamenti ipotecari e ha aperto il mercato alle surroghe: oggi si può chiudere in anticipo il vecchio mutuo presso la propria banca e se ne può aprire uno nuovo a condizioni migliori presso un altro istituto senza pagare pegno. Una misura che non solo avvantaggia i mutuatari ma ha fatto in questi anni cresce la concorrenza tra le banche tanto che, stima il Sole 24 ore, il mercato delle surroghe sta trainando la ripartenza del settore con contratti complessivi in aumento dell’82,5% rispetto all’anno precedente (l’apporto delle surroghe è nell’ordine del 30-40%).

Ora la direttiva 4/2014/17 (Mortgage credit directive) prevede non l’obbligo ma la possibilità per gli Stati membri di introdurre - per l’Italia si tratterebbe di reintrodurre - un indennizzo a favore degli istituti di credito qualora i mutuatari estinguano in anticipo il mutuo. Il governo ha recepito la direttiva il 2 luglio scorso e ha tempo fino al 21 marzo 2016 per introdurla nell’ordinamento attraverso la delega legislativa.

Nella bozza del decreto legislativo il governo sembra aver preso una posizione ambigua ma sicuramente non a favore dei consumatori in quanto si legge che: “Il diritto del consumatore all’estinzione anticipata del mutuo sia esercitabile senza l’applicazione di commissioni, indennità o oneri, valutando l’opportunità di prevedere un indennizzo equo e obiettivo, non superiore alla perdita economica sofferta dal soggetto finanziatore, nel solo caso in cui l’estinzione anticipata sia richiesta prima che sia trascorso un congruo periodo di tempo dalla sottoscrizione del contratto di finanziamento proporzionale alla durata del contratto di credito, prevedendo, in ogni caso, una clausola contrattuale da approvarsi specificatamente”.

Anche se il testo non parla di penale ma di indennizzo la sostanza non cambia: chi estingue anticipatamente il finanziamento dovrà pagare pegno alla banca. Proprio quello che vuole da tempo l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, ovvero la reintroduzione di qualsivoglia balzello a carico dei mutuatari. Noi de “il Test”, il mensile dei diritti, dei consumi e delle scelte, Le chiediamo di non fare un regalo alle banche, di dire no a qualsiasi ipotesi di reintrodurre indennizzi in favore delle banche, dannosi per la libera concorrenza e che alla fine pagheremmo noi consumatori.



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