BASTA USARE L'UMBRIA COME LABORATORIO POLITICO CONTRO I DIRITTI DELLE DONNE

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UMBRIA: PER LE DESTRE UN LABORATORIO CONTRO LA LIBERTA' DELLE DONNE
Prosegue l'iter per l'approvazione della proposta di legge a firma Lega per modificare il testo unico in materia di Sanità e Servizi Sociali della Regione Umbria.
Una proposta che stravolge il TITOLO IV del testo di legge riguardante le “POLITICHE PER LE FAMIGLIE” tentando, in maniera neanche tanto velata, di affermare l'esistenza di un'unica tipologia di famiglia, con un'impostazione anacronistica e retrograda.
Una proposta che apre al privato, equiparando non meglio specificate “strutture convenzionate” ai consultori, già fortemente indeboliti da anni di tagli e disinvestimenti. Inoltre, nei pochi consultori sopravvissuti, le associazioni delle famiglie diventano “guardiane” e assumono un potere enorme insegnando la contraccezione ‘naturale’ e dissuadendo dall’aborto. Si parla di “interventi a sostegno della natalità”, ma non si fa alcun riferimento a politiche del lavoro, a un rafforzamento del welfare pubblico, mentre si torna all'idea di istituire un assegno prenatale per le madri che decidono di portare avanti la gravidanza: siamo alla monetizzazione della maternità.
Ritorna ancora la mediazione familiare quale unico strumento per la risoluzione dei conflitti familiari, anche nel caso dei padri violenti, senza mai far riferimento alle donne che subiscono violenza, né tanto meno alla Convenzione di Istanbul.
Con questa proposta di legge l'Umbria si configura sempre più come un laboratorio politico di una destra fondamentalista patriarcale ed omotrasfobica ,contraria alla libertà delle donne e completamente scollegata dalla realtà sociale del 21esimo secolo.
Chiamiamo dunque tutte e tutti, società civile, associazioni, sindacati, politica alla mobilitazione permanente contro questo tentativo di cancellare le conquiste di libertà delle donne, degli uomini, delle persone LGBTQI: difendiamo le norme di civiltà e democrazia dell’Umbria e dell’Italia conquistate negli anni.

Chiediamo alla Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e alle forze politiche al governo della regione di ritirare la proposta di legge. 

RU2020- Rete Umbra per l'Autodeterminazione

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