NO ALLE FOGNE DI ALTRE REGIONI IN SARDEGNA

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In Sardegna da alcuni mesi giungono camion provenienti da diverse regioni italiane, Puglia, Campania, Sicilia, Lazio, carichi di fanghi fognari di ogni genere. 

Si tratta di un vero e proprio agguato ambientale alla Sardegna da sempre riconosciuta come entità ambientale di grande pregio.

Ad essere investiti da questo gravissimo traffico di fanghi fognari putridi e nauseabondi sono tutti i centri attraversati da questi mezzi carichi di residui fognari e più in generale la Sardegna tutta visto l'utilizzo di tutti i porti dell'isola per far sbarcare questi rifiuti.

In particolar modo in queste settimane sono stati denunciati con documentazione video palesi episodi illeciti di interramento di questi fanghi in aperta campagna senza alcuna autorizzazione con il rischio di alterare la qualità dei suoli e delle stesse falde acquifere. Episodi gravissimi segnalati nelle campagne della Planargia proprio dove sorge una sorta di impianto di trattamento di questi fanghi fognari, e non è un caso che i mezzi riscontrati all'intero di tale struttura siano gli stessi individuati a compiere quella grave azione di interramento di quei fanghi.

Il percorso di questi mezzi carichi di questi putridi fanghi un odore nauseabondo e insopportabile, attraversa l'intera isola, dai porti ai paesi.

In molti casi questi fanghi arrivano da aree compromesse del sud Italia con sostanze che hanno visto, per esempio nella discarica di Murta Maria, nel comune di Olbia, evidenziare un grave inquinamento delle falde idriche con sostanze, come il benzene, che hanno reso irreversibile il danno ambientale.

Il centro di trattamento realizzato nel comune di Magomadas si colloca in un'area paesaggistica e ambientale di grande pregio, sia per le coltivazioni vitivinicole che per l'attrazione turistica dell'intero territorio.

Un centro che appare inadeguato a trattare un quantitativo di fanghi di 80.000 tonnellate, molte di più di quelle che produce l'intera Sardegna.

A questo si aggiunge che da tempo si registra verso il comune di Magomadas un traffico a dismisura di mezzi provenienti dalla Puglia carichi di fanghi fognari che non vengono trattati nella stessa regione d'origine e tantomeno da altre che si sono palesemente rifiutate di accogliere quel prodotto di depurazione in quanto gravato da notevoli incongruenze sia sul piano delle caratteristiche chimico-fisico che del potere inquinante nei campi. 

A questo elemento imprescindibile della totale contrarietà all'importazione di tali residui fognari in Sardegna si aggiunge una gravissima illegittimità commessa all'atto del rilascio della stessa autorizzazioni proprio perchè il centro impiantistico è stato realizzato a poche decine di metri dal centro abitato, mentre le disposizioni approvate dalla Regione Sarda prescrivono la dislocazione in aree agricole, esterne ai centri abitati, e con una distanza non inferiore ai 300 mt. dalle abitazioni e 1000 mt. dalle strutture sociali, sanitarie e scolastiche.

Questa palese violazione costituisce elemento imprescindibile che comporta la necessaria e obbligatoria revoca della stessa autorizzazione dell'impianto.

A questo si aggiunge un motivo di fondo legato al fatto che sia l'ordinamento nazionale che regionale sono sempre stati orientanti ad impedire la movimentazione extraregionale di tali rifiuti, indicando nell'autosufficienza territoriale una disposizione vincolante, superabile solo previo accordo della regione ricevente.

Per questa ragione si rivolge questa Petizione al Presidente della Regione e al Ministro dell'Ambiente perchè blocchino con somma urgenza questo traffico di rifiuti fognari, che mal si conciliano allo stesso utilizzo in agricoltura proprio per le note caratteristiche qualitative dei terreni della Sardegna e la naturale propensione dell'isola alle produzioni di qualità e biologiche.

1) Si chiede l'immediato divieto di arrivo, di transito e trattamento in Sardegna di fanghi fognari provenienti da altre regioni italiane o dall'estero in ottemperanza delle indicazioni programmatorie regionali e delle disposizioni di legge vigenti.

2) Si chiede l'immediata revoca, in sede di autotutela, delle autorizzazioni a tutti gli impianti di trattamento fanghi fognari operanti nell'isola che non rispettino la distanza minima di 300 m. dai centri abitati. 

3) Si chiede di attivare presso i porti della Sardegna delle vere e proprie dogane ambientali al fine di evitare qualsivoglia rischio di introdurre nell'isola agenti patogeni pericolosi sia per l'ambiente che per la stessa salute umana.