NO AL DEPOSITO DI RIFIUTI RADIOATTIVI IN PIEMONTE, NEL SITO DI MAZZE', RONDISSONE E CALUSO

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Il 5 gennaio è stata pubblicata la mappa delle aree che potrebbero ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani, la cosiddetta “Cnapi” (Carta delle aree potenzialmente idonee). Il progetto riporta le 67 aree che soddisfano i 25 criteri stabiliti nel 2014-2015. Tra le aree identificate ben 8 sono ubicate in Piemonte, 2 in Provincia di Torino e 6 in quella di Alessandria. Ma la nostra Regione ha già dato tanto e fatto la propria parte per anni e ancora lo sta facendo!

In particolare la zona TO-10 individuata nei Comuni di Mazzè, Caluso e Rondissone si troverebbe su terreni agricoli di pregio circondati da Centri abitati (l’abitato di Rondissone si trova a circa 1 km di distanza dal sito ipotizzato!), da centri e cascine storiche, da una fattoria didattica (a qualche centinaio di metri!) ed a circa 1 km dalla settecentesca Regia Mandria di Chivasso, Bene Culturale tutelato dalla Soprintendenza competente in quanto monumento di importanza nazionale, testimonianza della storia sabauda (dove inoltre è presente da anni un agri-ASILO, che ospita bambini anche piccolissimi).

Nel Chivassese/Basso Canavese la lista delle emergenze ambientali irrisolte è tristemente nota ed estremamente preoccupante, nonché di grande attualità. Le più evidenti e gravose sono senza dubbio, oltre allo smog causato dagli svincoli della A4 per il polo logistico di Amazon, le discariche di Chivasso e Torrazza (discarica RU 4,8mln/mc, discarica tossico/nocivi a Torrazza), la Centrale Termoelettrica di Chivasso (A2A), la centrale a olio di palma dell’ex Lancia, i depositi carburanti, il sito nucleare Saluggia, il deposito dello smarino della TAV a Torrazza, la Centrale per trattamento rifiuti organici urbani (FORSU) già autorizzata a Rondissone (a circa 1,5 km dal sito previsto per i rifiuti radioattivi) e la possibile creazione di un altro impianto di trattamento rifiuti FORSU da75,000 tonnellate/anno nell’area ex Edilias a circa 600 metri (!!) dal sito ipotizzato per il deposito radioattivo, il progetto in itinere di un altro impianto gemello da 75.000 tonnellate di rifiuti organici  a San Benigno Canavese (a 9 km più ad est del sito) e, dal 5 gennaio 2021, anche il deposito nazionale di rifiuti radioattivi!

Tale scelta rappresenterebbe la CONDANNA A MORTE per questo territorio e il Piemonte, evidentemente considerato come la discarica d’Italia in cui tutto è consentito.

In questi mesi di lock-down abbiamo assistito ad una strana e considerevole accelerazione del numero di iniziative simili presentate in Piemonte e nel Canavese in particolare, quasi come se si volesse sfruttare l’impossibilità per i cittadini di scendere in piazza a protestare: chiediamo quindi alla Regione Piemonte, alla Città Metropolitana di Torino, alle amministrazioni locali (con il capoluogo Torino in testa), di opporsi in ogni sede a questo progetto altamente impattante sull’ambiente e pericoloso per la salute della popolazione Piemontese. Se lo smaltimento dei rifiuti radioattivi è una necessità per il nostro Paese, i ministeri competenti riteniamo abbiano l’obbligo di trovare soluzioni che non vadano ad aggravare situazioni ambientali di palese ed evidente criticità come quella del Chivassese-Basso Canavese.
Inoltre l’allarme provocato dall’emergenza covid-19 ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore del cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza che vanno difese e valorizzate per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero e creare o mantenere posti di lavoro. Negli ultimi 25 anni si è perso in Italia oltre un quarto della superficie agricola utilizzabile in Italia, l’ipotesi di consumare altro suolo agricolo produttivo di pregio per stoccarci dei rifiuti radioattivi ci appare priva di buon senso e di una visione consapevole del futuro del nostro Paese. Inoltre appare inaccettabile il livello di rischio per eventuali contaminazioni accidentali al quale si esporrebbero le popolazioni del Piemonte visto che l’area TO-10, individuata nei comuni di Mazzè, Caluso e Rondissone, è posta in posizione pressoché baricentrica rispetto alla nostra Regione e collocata inoltre tra le due più popolose città del nord Italia (Torino e Milano).

CHIEDIAMO pertanto a tutti i Cittadini consapevoli di sottoscrivere questa petizione e di mobilitarsi perché non si compia un simile scempio ancora una volta in Piemonte ed in particolare nel Chivassese/Basso Canavese già gravato da pesanti carichi ambientali, che in questi anni ha visto le Amministrazioni e le attività private investire tempo e risorse lavorando faticosamente ad un profondo rilancio in ottica di valorizzazione del proprio territorio e delle proprie eccellenze enogastronomiche e dei Beni Culturali.

Il Canavese/Chivassese non è una discarica, ma una ricchezza di cultura e agricoltura d’eccellenza da preservare!

I Cittadini del Comitato Spontaneo “Io mi rifiuto”

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