

Regione Lombardia , Allarme Associazioni:gravi mancanze nel nuovo regolamento randagismo.
Il problema
A giorni la Giunta Regionale potrebbe approvare un nuovo Regolamento attuativo della legge sulla tutela degli animali di affezione. Il testo predisposto presenta gravi ed inspiegabili mancanze laddove abolisce la distanza massima di 30 km oggi prevista tra Comune e canile convenzionato. L’abolizione di queste distanze non potrà che avere effetti nefasti per tutti. I cani trovati vaganti potranno essere trasferiti in canili distanti centinaia di chilometri dal comune appaltante, addirittura fuori Regione. I cittadini Lombardi, se smarriscono il proprio animale, potrebbero doversi recare lontanissimo, persino in Regioni molto distanti. Le famiglie che vogliono adottare un cane perderebbero i riferimenti attuali e si vedrebbero costrette a rinunciare, oppure percorrere centinaia di chilometri, senza contare che mancherebbe l’apporto essenziale di tanti volontari che ogni giorno accudiscono gli animali nelle numerose strutture. La Lombardia si è distinta in questi anni per la capillarità di canili ben tenuti, integrati col proprio territorio e gestiti nel rispetto del benessere animale . Tante piccole e medie strutture che operano sotto il controllo diretto degli Enti locali, in stretto rapporto con la cittadinanza, col mondo del volontariato e collaborando con veterinari, liberi professionisti e Asl. Il contatto col territorio è stata la carta vincente per raggiungere importanti traguardi nel contrasto agli abbandoni e per incentivare le adozioni. Perché cambiare rotta? Abolire le distanze previste significa favorire la nascita di mega strutture, sradicate dal territorio, difficili da controllare, più vicine al concetto di “luoghi ove dimenticarsi del problema” piuttosto che luoghi di transito temporaneo per animali in vista di un’adozione, con un enorme aggravio della spesa pubblica e il rischio, concreto, di perdere il rapporto con la cittadinanza. Chiediamo pubblicamente alla Giunta Regionale di reinserire immediatamente il limite oggi previsto di 30 Km tra Comune e canile convenzionato. Contenere il randagismo è un’attività di interesse collettivo, con effetti benefici in termini di risparmio di denaro pubblico e promozione di una coscienza civica.
Il problema
A giorni la Giunta Regionale potrebbe approvare un nuovo Regolamento attuativo della legge sulla tutela degli animali di affezione. Il testo predisposto presenta gravi ed inspiegabili mancanze laddove abolisce la distanza massima di 30 km oggi prevista tra Comune e canile convenzionato. L’abolizione di queste distanze non potrà che avere effetti nefasti per tutti. I cani trovati vaganti potranno essere trasferiti in canili distanti centinaia di chilometri dal comune appaltante, addirittura fuori Regione. I cittadini Lombardi, se smarriscono il proprio animale, potrebbero doversi recare lontanissimo, persino in Regioni molto distanti. Le famiglie che vogliono adottare un cane perderebbero i riferimenti attuali e si vedrebbero costrette a rinunciare, oppure percorrere centinaia di chilometri, senza contare che mancherebbe l’apporto essenziale di tanti volontari che ogni giorno accudiscono gli animali nelle numerose strutture. La Lombardia si è distinta in questi anni per la capillarità di canili ben tenuti, integrati col proprio territorio e gestiti nel rispetto del benessere animale . Tante piccole e medie strutture che operano sotto il controllo diretto degli Enti locali, in stretto rapporto con la cittadinanza, col mondo del volontariato e collaborando con veterinari, liberi professionisti e Asl. Il contatto col territorio è stata la carta vincente per raggiungere importanti traguardi nel contrasto agli abbandoni e per incentivare le adozioni. Perché cambiare rotta? Abolire le distanze previste significa favorire la nascita di mega strutture, sradicate dal territorio, difficili da controllare, più vicine al concetto di “luoghi ove dimenticarsi del problema” piuttosto che luoghi di transito temporaneo per animali in vista di un’adozione, con un enorme aggravio della spesa pubblica e il rischio, concreto, di perdere il rapporto con la cittadinanza. Chiediamo pubblicamente alla Giunta Regionale di reinserire immediatamente il limite oggi previsto di 30 Km tra Comune e canile convenzionato. Contenere il randagismo è un’attività di interesse collettivo, con effetti benefici in termini di risparmio di denaro pubblico e promozione di una coscienza civica.
I decisori

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Petizione creata in data 23 febbraio 2017