Salviamo la storia delle OGR (Officine Grandi Riparazioni) di Bologna

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La storia delle Officine Grandi Riparazioni che hanno sviluppato a Bologna la rigenerazione, riparazione e manutenzione del materiale rotabile delle Ferrovie dello Stato, inizia nel 1908, in via Casarini, 25, dietro alla Stazione Centrale dei treni. Una vicenda che ha attraversato due guerre mondiali e oltre un secolo nel quale ferrovieri e città si sono segnati reciprocamente in modo indelebile. La Resistenza all’occupazione tedesca, le lotte sindacali per il lavoro, ma soprattutto le battaglie per la salute degli operai. Solo nel 1979, grazie all’azione dei delegati sindacali delle OO.SS. e dei servizi di medicina del lavoro territoriali si è iniziato un percorso di confronto sulle gravi conseguenze del lavoro con l'amianto per i lavoratori, tenuti fino ad allora all'oscuro, per cambiare l'organizzazione del lavoro e con l'obiettivo di interrompere l'esposizione indebita fino all’eliminazione dell' AMIANTO dalle lavorazioni.

Lo stabilimento (65 mila metri quadrati di capannoni di cui 18 mila nel solo edificio del 1908), e l'area di pertinenza, di proprietà di Ferrovie Italiane, ne sono ancora contaminati come dimostra la mappatura e come potrà emergere dall'analisi dei terreni (caratterizzazione).
Negli anni ed ancora oggi, a causa delle lavorazioni con l'amianto si contano fra i lavoratori e le lavoratrici oltre 300 VITTIME, solo fra i lavoratori diretti delle Ferrovie.

Un Museo allestito dai lavoratori e dalle lavoratrici nel corso degli anni è ancora ospitato all'interno delle Officine e rappresenta una testimonianza unica delle storie di vita, lavoro e lotte sindacali che hanno attraversato le Officine. Una battaglia importante e che ha avuto un impatto forte a livello nazionale nella conquista di diritti a tutela della salute dei lavoratori, ma che per troppo tempo è stata unicamente condotta dai lavoratori, dalle loro famiglie, dai sindacati di categoria ed oggi dall'Associazione Familiari e Vittime dell'Amianto Emilia Romagna.

Da qualche mese lo stabilimento è stato chiuso e con esso il Museo e il patrimonio che esso rappresenta e custodisce. La necessità di conservare e trasmettere il valore del lavoro e della sua sicurezza ci richiama ancora una volta all'impegno.

Dopo una vertenza sindacale durata 10 anni, che ha difeso l'occupazione ed il lavoro, l'attività è stata spostata in un altro stabilimento. Dal mese di luglio 2018 lo stabilimento OGR e l'area di via Casarini sono vuote. Il rischio è che la tragedia dell'amianto così come le lotte sindacali per la salute vengano presto dimenticate lasciando spazio al degrado e all'oblio e aprendo spazi a chi vorrebbe un intervento speculativo sull'area.
Nel frattempo su sollecitazione di AFeVA ER e del sindacato alla Regione ed al Governo, il Parlamento nella legge di bilancio 2017 ha dichiarato sito di interesse nazionale (SIN) per la bonifica l'intera area delle Officine. Chiediamo quindi che nell'ambito del percorso previsto per il SIN venga accertato il reale stato di inquinamento dell'area e che vengano stanziate sufficienti risorse per realizzare celermente la sua Bonifica.

Con questa PETIZIONE intendiamo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni a sostegno di un recupero delle OGR di Bologna.

Chiediamo al Gruppo FS che il Museo e i Monumenti ai caduti della resistenza e del Lavoro vengano mantenuti dove si trovano ora e che l’area venga totalmente bonificata dall’amianto e messa in sicurezza.
Proponiamo infine che l’area e lo stabilimento (di interesse storico ed architettonico), oggi dismessi, vengano riconsegnati alla città per la creazione di un Polo culturale di interesse pubblico e per rispondere alle necessità sociali del quartiere e della città di Bologna.

Tra i primi firmatari della petizione: Salvatore Fais (figura storica delle OGR), Simonetta Saliera (Presidente Assemblea Legislativa Regionale), Matteo Lepore (Assessore alla Cultura del Comune di Bologna), Valentina Orioli (Assessore all’Urbanistica e all’Ambiente del Comune di Bologna), Lorenzo Cipriani (Presidente Quartiere Porto – Saragozza), Fiorella Belpoggi (Istituto Ramazzini), Andrea Caselli (Presidente di AFeVA Emilia Romagna), Silvano De Matteo (Delegato RSU OGR) e Gennaro Cardone (Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza OGR).

Per informazioni sulla storia e sul recupero delle OGR è possibile contattare AFeVA ER afevaemiliaromagna@gmail.com



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