Amministrative e referendum insieme il 20 settembre

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Tutti gli italiani saranno chiamati alle urne il 20 settembre per il referendum sul taglio dei parlamentari e per le amministrative, ad esclusione dei sardi che , essendo una regione a statuto speciale ha potuto modificare le date delle amministrative che ora sono previste a ottobre, che dovranno andare più volte creando inoltre un costo aggiuntivo di 9 milioni di €, un ritardo nella ripartenza e il rischio di un'ulteriore spostamento nel caso di ripresa della pandemia in autunno.

La scelta è di competenza del Presidente della Regione che ha preferito scegliere secondo logiche di natura politica senza tener conto che:

1- il costo della chiamata alle urne a settembre è pagato dal Ministero degli Interni e le votazioni delle amministrative sarebbero comprese, mentre se viene scelta altra data il costo ulteriore è di 9 milioni di € pagati dalla Regione Sardegna. E' facile immaginare quante cose si potrebbero fare con queste risorse.

2- lo slittamento ulteriore delle elezioni amministrative lascia quasi metà dei nostri comuni coinvolti (160) ancora senza guida politica e con un ritardo per la ripartenza in un momento critico come questo PostCovid

3- l'aumento significativo del rischio di dover rispostare ulteriormente in caso di ripartenza del Covid-19  a inizio autunno, con votazioni a data da destinarsi con una situazione di gestione ancora più critica

4- ulteriore blocco delle attività scolastiche che già si devono fermare il 20 settembre, oltre al possibile ballottaggio, ampliando l'interruzione delle attività didattiche in un momento già particolarmente critico.

5- l'impegno per tutti i cittadini ad andare a votare 2 o 3 volte (nel caso di ballottaggio) nel giro di due mesi.

VOTARE IL 20 SETTEMBRE ANCHE PER LE AMMINISTRATIVE EVITEREBBE TUTTO QUESTO