SOS VACCINAZIONI IN LOMBARDIA

Questa petizione aveva 1352 sostenitori

Il problema

Al Signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella 
 
Al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi 
 
Al Signor Ministro della Salute Roberto Speranza 
 
 
      SOS VACCINAZIONI IN        LOMBARDIA
                           
 
Come ormai noto fin da marzo 2020, il modello sanitario lombardo, basato sulla privatizzazione e il conseguente grave depotenziamento della Sanità Pubblica Territoriale, non è all'altezza di fronteggiare la pandemia Covid Sars 19, tanto che da più parti ne è stato chiesto, purtroppo senza successo, il commissariamento.  
 Non vogliamo fare l'elenco degli errori commessi, perché fatti e circostanze sono ben noti. 
La Lombardia, al di là di eventuali responsabilità personali e penali in corso di accertamento da parte della Magistratura, continua a dimostrarsi incapace, impacciata, nell'affrontare la gestione della pandemia e le misure di contenimento della stessa, e ora anche l'attuazione del Piano di Vaccinazione.
A questo ultimo  proposito sono due le strategie vaccinali annunciate che vogliamo sottoporre con ASSOLUTA URGENZA ai destinatari della presente petizione. Strategie che, se attuate concretamente, sarebbero veramente gravi, ingiuste, estremamente dannose per la popolazione Lombarda, così come ci accingiamo a dimostrare
 
1. L' Annuncio di Regione Lombardia, tramite il "consulente" e coordinatore della campagna vaccinale in Lombardia Guido Bertolaso alla luce della carenza attuale di vaccini, di vaccinare il maggior numero possibile di persone CON UNA SOLA DOSE, ipotesi, questa, fortemente sconsigliata dal mondo della Scienza, perché considerata molto rischiosa, sia per l'effetto immunizzazione, sia perché potrebbe peggiorare la situazione del contagio attraverso ulteriori mutazioni del Virus.
Ricordiamo che questa procedura viene utilizzata dal Regno Unito. Può essere una coincidenza la comparsa della variante inglese?
I tre vaccini che allo stato attuale abbiamo in uso sono stati sperimentati e approvati sulla base di severi protocolli scientifici e sono dichiarati altamente efficaci, i fatti lo dimostrano, proprio perché prevedono la somministrazione di due dosi. In queste valutazioni, frutto di approfonditi studi scientifici, i consulenti e la politica non possono sostituirsi alla Scienza. 
Infine ci risulta che attualmente la Lombardia abbia in magazzino 300.000 dosi
di vaccino non utilizzate,
mentre la campagna vaccinale per gli ultra ottantenni procede con estrema lentezza. I ritardi sono confermati dai messaggi che i
nostri anziani stanno ricevendo, nei quali si accampa la scusa della carenza di
dosi per giustificare la dilazione a tempo indeterminato della somministrazione,
mentre nelle altre Regioni procedono speditamente nel rispetto dei tempi.    
Sorge
a questo punto il dubbio che si intenda preparare il terreno per l’intervento
dei privati, una prassi che è parte integrante del Sistema Sanitario di Regione Lombardia.
LA LOMBARDIA NON PUÒ APPLICARE PRASSI CHE NON SI BASINO SULL'EVIDENZA DEGLI STUDI CHE HANNO PERMESSO ALLE AGENZIE DEL FARMACO DI UTILIZZARE I VACCINI! 
UN USO DIVERSAMENTE DECISO DA UN CONSULENTE DI UNA SINGOLA REGIONE O DALLA POLITICA NON SOLO È INCOSTITUZIONALE PERCHÈ VIOLA IL PRINCIPIO DEL DIRITTO ALLA SALUTE, MA CONFIGURA ANCHE IPOTESI DI REATO CONTRO LA SALUTE PUBBLICA.
UN UTILIZZO ARBITRARIO DEL VACCINO RENDEREBBE VANO, INUTILE, IL NECESSARIO TEMPO DI ATTESA PER L'APPROVAZIONE DELLO STESSO DA PARTE DI EMA E AIFA E, QUINDI, TUTTA LA PROCEDURA DI SPERIMENTAZIONE E APPROVAZIONE DI UN VACCINO SICURO. 
I cittadini lombardi non possono e devono essere cavie!
 
2. L'annuncio testuale, sempre del "consulente" e coordinatore della campagna vaccinale in Lombardia Bertolaso: 
«Lo so, mi spareranno addosso: ma dopo gli over 80 dobbiamo vaccinare chi lavora»
Secondo Bertolaso il lockdown non basta, sotto a vaccinare chi sta in fabbrica, nei bar e nei ristoranti.
La campagna anti Covid della Regione più colpita dal virus potrebbe stravolgere le priorità anagrafiche di vaccinazione optando, subito dopo gli over 80, per le somministrazioni al «mondo produttivo».
Fermo restando che medici, infermieri e lavoratori ed ospiti delle Rsa, devono essere vaccinati, "ci sta anche che si facciano gli over 80» ha detto Bertolaso, «ma poi non si può continuare a scendere seguendo la fascia per età".  L'intenzione sembra chiara: dopo gli over 80, le precedenze per età e per categoria dovranno essere cambiate perché, secondo Regione Lombardia, il mondo produttivo deve andare avanti. Quindi sotto con chi lavora e chi produce. 
La traduzione  di queste intenzioni è perfino banale oltre che sconcertante: gli anziani, i cosiddetti "fragili", cioè coloro che sono immunodepressi e con le note comorbidità che aumentano la probabilità di exitus, cioè tutti coloro che, a qualsiasi età, si trovano in preesistenti condizioni morbose, con il metodo Bertolaso non saranno vaccinati come da calendario del Piano Vaccinale del Ministero della Salute e  saranno nelle condizioni di eventuale peggioramento della loro comorbidità e/o dell'exitus, quindi avranno più alte probabilità di peggiorare nella loro patologia o di finire in terapia intensiva e molto spesso di non uscirne più vivi. 
Se questa posizione immorale, brutale, inaccettabile sul piano etico, dovesse passare, si concretizzerebbe anche un altro grave danno alla salute pubblica in quanto totalmente incompatibile con  l'obiettivo primario di evitare il collasso degli ospedali a causa dell'aumento dei ricoveri che ne deriverebbe. È fin troppo noto che il sovraccarico ospedaliero riduce anche le possibilità di cura per i pazienti affetti da altre patologie gravi, oltre a impedire l'attuazione dei protocolli preventivi destinati a tali patologie.
 Anziani e fragili saranno lasciati da parte perché per Regione Lombardia chi non è più produttivo o chi per patologia lo è poco, può anche non essere vaccinato. 
LA PRODUZIONE INNANZITUTTO. 
Noi rifiutiamo con fermezza questa posizione che denota l'assoluto disprezzo per la vita umana.
Del resto, l'Assessore regionale alla Sanità della Lombardia, signora Letizia Moratti, appena insediata, ha dichiarato che avrebbe chiesto al Governo di inserire,fra i criteri della distribuzione dei vaccini alle Regioni, quello di chi produce più PIL.  La stessa signora Moratti, più recentemente ha pure dichiarato che non c'è fretta per la inoculazione del vaccino agli ultra ottantenni.
Noi non ci stiamo a tutto ciò, moralmente, umanamente, ma non solo. 
Richiamiamo infatti la recentissima sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che le decisioni sulle misure in materia di pandemia (profilassi internazionale ex articolo 117  della Costituzione), sono competenza ESCLUSIVA DELLO STATO. QUINDI, REGIONE LOMBARDIA NON PUÒ DECIDERE DI SOMMINISTRARCI SOLO UNA DOSE DI VACCINO QUANDO NE SONO PREVISTE DUE, COSÌ COME EVIDENZIATO NEL PRECEDENTE PUNTO, E UGUALMENTE NON PUÒ STRAVOLGERE IL PIANO NAZIONALE DI VACCINAZIONE.
CHIEDIAMO QUINDI AI DESTINATARI DELLA PRESENTE PETIZIONE UN INTERVENTO IMMEDIATO PER FAR SI CHE REGIONE LOMBARDIA NON METTA IN ATTO QUESTI INTENTI CHE SONO CONTRARI  ALLA COSTITUZIONE,  ALLE LEGGI, AI PIÙ ELEMENTARI PRINCIPI ETICI, NONCHÉ  CONTROPRODUCENTI DAL PUNTO DI VISTA DELLA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE  PUBBLICA.

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Giuseppina FiorentinoPromotore della petizione

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Petizione creata in data 28 febbraio 2021