Gli abitanti delle Egadi non sono cittadini di serie C


Gli abitanti delle Egadi non sono cittadini di serie C
Il problema
Presidente della Regione Siciliana Sig. Nello Musumeci
Assessore Trasporti Regione Sicilia Dott. Falcone
Liberty Lines Amministratore Delegato
Sindaco Comune di Favignana Sig. Francesco Forgione
Assessore Trasporti Comune Favignana Sig.Vito Vaccaro
Consiglieri di maggioranza e opposizione del Comune di Favignana
Gentili Signori, ho lanciato questa petizione per evidenziare una situazione inaccettabile per gli abitanti delle Egadi.
Le Egadi ogni anno sono la meta di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. I turisti visitano l'isola nei mesi estivi e spesso l'unica visione che hanno è solo sole, mare, allegria, “confusione”, spensieratezza, cibo. Tutto vero, tutto verissimo!!
Le Egadi però, sono come Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Come nel romanzo di Robert Louis Stevenson ci sono due facce della stessa medaglia ovvero una parte buona (estate) e una cattiva (l’inverno). La parte invernale di per sé non è cattiva perché le isole, specialmente nel tardo autunno e nell’inizio della primavera, sono di una bellezza disarmante. Gli isolani, quindi, dovrebbero essere considerati dei fortunati, dei privilegiati.
Eppure, cari politici (di tutti gli schieramenti), non è così e sapete perché? Perché a volte siete voi che con le vostre scelte rendete la vita difficile.
Siete mai andati a teatro? Io le isole le ho sempre paragonate a uno spettacolo teatrale. Quando inizia lo spettacolo si apre il sipario. Questa fase io la accomuno “all’inizio dell’estate”; i preparativi, il risveglio dopo il letargo. Poi inizia lo spettacolo, il primo atto cioè i primi mesi estivi, maggio, giugno. Dopo arriva il secondo atto, la parte principale dello spettacolo che per me sono i mesi di luglio, agosto e settembre. Gli spettatori applaudono, chiedono il bis, urlano sono entusiasti, volano i fiori. Questo è il periodo migliore perché ci sentiamo vivi, ci sentiamo al centro del mondo, ci sentiamo importanti. Ma poi cosa accade? Si chiude il sipario, gli spettatori vanno via e rimangono solo gli attori. Questo è l’inverno nelle isole, la solitudine, il silenzio, la natura che ti entra nella pelle, la salsedine nei polmoni, il vento, gli odori, l'acqua del mare nel sangue.
Quale è la differenza tra gli attori e gli isolani. Gli attori replicano lo spettacolo cambiando la città, gli isolani invece devono aspettare altri 6 mesi.
Ma cosa accade in questi sei mesi? Nulla, si riposano, riflettono, riallacciano i rapporti interrotti dall’estate frenetica, qualcuno mette in cantiere dei figli, forse alcuni si annoiano, forse alcuni sopravvivono. Si cari politici, sopravvivono perché nonostante questo pseudo benessere portato dal turismo, non c’è una palestra, un campo da calcio degno di questo nome per far divertire i ragazzi allontanandoli dalle cattive abitudini (importanza sociale dello sport),un parco giochi per bambini, non hanno un cinema, non hanno una biblioteca, non hanno un punto di aggregazione per gli anziani e per i giovani, gli anziani si incontrano seduti in una panchina in piazza al freddo, non c'è un ristorante aperto dove ritrovarsi almeno il sabato sera (come nel resto d'Italia). Spesso i giovani non hanno la possibilità di costruirsi un futuro, una famiglia perché non ci sono case per gli isolani (si fa tutto in nome e per conto del turista), non c’è lavoro di qualità e duraturo, solo stagionale e a volte sottopagato. Ma nonostante tutto ciò molti rimangono perché forse sono degli eroi (?). È difficile lasciare “u scogghiu” (lo scoglio) e solo chi ci è nato (anche se poi è andato via) può capire. I tedeschi chiamo tutto questo con una sola parola “Heimat”, è un vocabolo tedesco che non ha un corrispettivo nella lingua italiana. Viene spesso tradotto con casa, piccola patria o luogo natio e indica il territorio in cui ci si sente a casa propria perchè vi si è nati, vi si è trascorsa l’infanzia (anche se poi questa terra ci costringe a emigrare) o vi si parla la lingua degli affetti. Tutti abbiamo il nostro Heimat.
Quando nel 2020 c’è stato il primo lockdown qui non si è sofferto tanto perché gli isolani da novembre ad aprile sono sempre stati in lockdown.
Arriviamo al dunque. Gli isolani, questi eroi, possono accettare tutto ma non quello che sta per accadere. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono i nuovi orari invernali (dal 1.1.2022) visibili sul sito della società che ha vinto l’appalto pubblico, la Liberty Lines.
La Liberty Lines questi orari se confermati sono una offesa alla dignità degli isolani.
Marettimo viene praticamente dimenticata e da Trapani per Favignana l’ultima corsa partirebbe alle ore 16.00.
Se qualche isolano avrà bisogno di una visita medica e questa dovesse essere programmata nel pomeriggio, sarà costretto a rimanere a Trapani spendendo soldi per un hotel. NON È ACCETTABILE!!
Gli isolani chiedono che questi orari siano modificati da subito e chiedono un urgente confronto che tenga conto delle reali esigenze dei cittadini. Non è accettabile la giustificazione “a volte l’aliscafo viaggia con poche persone quindi la corsa non è economica”. Ricordiamo alla Liberty Lines che è un servizio pubblico. Spero vivamente che questa mia istanza sia fatta propria dagli isolani e che gli "attori" trovino una soluzione per il rispetto e la dignità degli isolani. Se invece la soluzione c'è già sono pregati con la massima trasparenza di informare la popolazione per evitare allarme tra i cittadini.
Spero che la politica locale, maggioranza e opposizione, trovi un punto di contatto e compatta faccia valere il bene della popolazione ora e per sempre. Questi argomenti dovrebbero unire e non dividere.
Cari amici "Egadini" e cari turisti, unitevi anche Voi a questa campagna di civiltà e firmate questa petizione per il bene della comunità Egadina. Vi ricordo che se donerete anche un euro servirà solo per raggiungere più persone. Più saremo più possibilità abbiamo di incidere sulle scelte. Se non dovesse bastare bisognerà pensare ad altre forme civili di protesta rispettando sempre le regole.
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Il problema
Presidente della Regione Siciliana Sig. Nello Musumeci
Assessore Trasporti Regione Sicilia Dott. Falcone
Liberty Lines Amministratore Delegato
Sindaco Comune di Favignana Sig. Francesco Forgione
Assessore Trasporti Comune Favignana Sig.Vito Vaccaro
Consiglieri di maggioranza e opposizione del Comune di Favignana
Gentili Signori, ho lanciato questa petizione per evidenziare una situazione inaccettabile per gli abitanti delle Egadi.
Le Egadi ogni anno sono la meta di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. I turisti visitano l'isola nei mesi estivi e spesso l'unica visione che hanno è solo sole, mare, allegria, “confusione”, spensieratezza, cibo. Tutto vero, tutto verissimo!!
Le Egadi però, sono come Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Come nel romanzo di Robert Louis Stevenson ci sono due facce della stessa medaglia ovvero una parte buona (estate) e una cattiva (l’inverno). La parte invernale di per sé non è cattiva perché le isole, specialmente nel tardo autunno e nell’inizio della primavera, sono di una bellezza disarmante. Gli isolani, quindi, dovrebbero essere considerati dei fortunati, dei privilegiati.
Eppure, cari politici (di tutti gli schieramenti), non è così e sapete perché? Perché a volte siete voi che con le vostre scelte rendete la vita difficile.
Siete mai andati a teatro? Io le isole le ho sempre paragonate a uno spettacolo teatrale. Quando inizia lo spettacolo si apre il sipario. Questa fase io la accomuno “all’inizio dell’estate”; i preparativi, il risveglio dopo il letargo. Poi inizia lo spettacolo, il primo atto cioè i primi mesi estivi, maggio, giugno. Dopo arriva il secondo atto, la parte principale dello spettacolo che per me sono i mesi di luglio, agosto e settembre. Gli spettatori applaudono, chiedono il bis, urlano sono entusiasti, volano i fiori. Questo è il periodo migliore perché ci sentiamo vivi, ci sentiamo al centro del mondo, ci sentiamo importanti. Ma poi cosa accade? Si chiude il sipario, gli spettatori vanno via e rimangono solo gli attori. Questo è l’inverno nelle isole, la solitudine, il silenzio, la natura che ti entra nella pelle, la salsedine nei polmoni, il vento, gli odori, l'acqua del mare nel sangue.
Quale è la differenza tra gli attori e gli isolani. Gli attori replicano lo spettacolo cambiando la città, gli isolani invece devono aspettare altri 6 mesi.
Ma cosa accade in questi sei mesi? Nulla, si riposano, riflettono, riallacciano i rapporti interrotti dall’estate frenetica, qualcuno mette in cantiere dei figli, forse alcuni si annoiano, forse alcuni sopravvivono. Si cari politici, sopravvivono perché nonostante questo pseudo benessere portato dal turismo, non c’è una palestra, un campo da calcio degno di questo nome per far divertire i ragazzi allontanandoli dalle cattive abitudini (importanza sociale dello sport),un parco giochi per bambini, non hanno un cinema, non hanno una biblioteca, non hanno un punto di aggregazione per gli anziani e per i giovani, gli anziani si incontrano seduti in una panchina in piazza al freddo, non c'è un ristorante aperto dove ritrovarsi almeno il sabato sera (come nel resto d'Italia). Spesso i giovani non hanno la possibilità di costruirsi un futuro, una famiglia perché non ci sono case per gli isolani (si fa tutto in nome e per conto del turista), non c’è lavoro di qualità e duraturo, solo stagionale e a volte sottopagato. Ma nonostante tutto ciò molti rimangono perché forse sono degli eroi (?). È difficile lasciare “u scogghiu” (lo scoglio) e solo chi ci è nato (anche se poi è andato via) può capire. I tedeschi chiamo tutto questo con una sola parola “Heimat”, è un vocabolo tedesco che non ha un corrispettivo nella lingua italiana. Viene spesso tradotto con casa, piccola patria o luogo natio e indica il territorio in cui ci si sente a casa propria perchè vi si è nati, vi si è trascorsa l’infanzia (anche se poi questa terra ci costringe a emigrare) o vi si parla la lingua degli affetti. Tutti abbiamo il nostro Heimat.
Quando nel 2020 c’è stato il primo lockdown qui non si è sofferto tanto perché gli isolani da novembre ad aprile sono sempre stati in lockdown.
Arriviamo al dunque. Gli isolani, questi eroi, possono accettare tutto ma non quello che sta per accadere. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono i nuovi orari invernali (dal 1.1.2022) visibili sul sito della società che ha vinto l’appalto pubblico, la Liberty Lines.
La Liberty Lines questi orari se confermati sono una offesa alla dignità degli isolani.
Marettimo viene praticamente dimenticata e da Trapani per Favignana l’ultima corsa partirebbe alle ore 16.00.
Se qualche isolano avrà bisogno di una visita medica e questa dovesse essere programmata nel pomeriggio, sarà costretto a rimanere a Trapani spendendo soldi per un hotel. NON È ACCETTABILE!!
Gli isolani chiedono che questi orari siano modificati da subito e chiedono un urgente confronto che tenga conto delle reali esigenze dei cittadini. Non è accettabile la giustificazione “a volte l’aliscafo viaggia con poche persone quindi la corsa non è economica”. Ricordiamo alla Liberty Lines che è un servizio pubblico. Spero vivamente che questa mia istanza sia fatta propria dagli isolani e che gli "attori" trovino una soluzione per il rispetto e la dignità degli isolani. Se invece la soluzione c'è già sono pregati con la massima trasparenza di informare la popolazione per evitare allarme tra i cittadini.
Spero che la politica locale, maggioranza e opposizione, trovi un punto di contatto e compatta faccia valere il bene della popolazione ora e per sempre. Questi argomenti dovrebbero unire e non dividere.
Cari amici "Egadini" e cari turisti, unitevi anche Voi a questa campagna di civiltà e firmate questa petizione per il bene della comunità Egadina. Vi ricordo che se donerete anche un euro servirà solo per raggiungere più persone. Più saremo più possibilità abbiamo di incidere sulle scelte. Se non dovesse bastare bisognerà pensare ad altre forme civili di protesta rispettando sempre le regole.
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Petizione creata in data 26 novembre 2021