Salviamo Ippocrate

Il problema

Senza voler usare le solite frasi sui diritti che la costituzione garantisce alle persone riguardo alle cure mediche,voglio focalizzarmi sull'azione che rende vive le leggi ,che altrimenti ,diventano solo delle belle massime da sfoggiare per pura vanità. Da troppi anni assistiamo ad un decadimento  dei valori  umani che ci sta conducendo verso l'Hiroshima della civiltà ,l'ignoranza ha sempre più  adepti e l'indifferenza anestetizza sempre piu'le nostre coscienze .SALVIAMO  IPPOCRATE vuole essere un modo per riportare il diritto delle persone ad essere considerate tali. Un medico non deve praticare questa missione se no è  capace di provare compassione e se vuole trarre profitto dal numero dei pazienti  che non sono appunto solo numeri. Io vivo in molise  ed ormai celebre la frase il "Molise non esiste",riflettendo su questa frase ,resto agghiacciata perché    dietro un velo di ironia si afferma che non esistono neanche i molisani che altro non sono persone ,come tutt,i degni di diritti e doveri.Sara'allora per questo che un'intera regione è  letteralmente avulsa dai diritti sanitari? Ora voglio riportare la mia esperienza oscena e agghiacciante che più  spiega l'olocausto di centinaia di persone e che questa volta mi ha letteralmente sventrata come una bomba esplosa nel mio animo e nel mio corpo. 

Mia madre soffriva di molte patologie,era diabetica,aveva il tumore al seno che con  grande meraviglia dei medici si era ridotto con solo l'assunzione di un farmaco,aveva una fragilità  ossea  e una scarsa ossigenazione a livello circolatorio che l'ha portata tre volte ad avere degli attacchi ischemici. In questi giorni ha subito la rottura del femore,a seguito della quale è  stata ricoverata Una volta giunta al pronto soccorso ,per fare solo alcuni accertamenti ha dovuto attendere dalle ore13 alle ore20 per essere trasportata in reparto. Una volta in reparto abbiamo avuto notizie del suo stato solo da un infermiera che ci ha riferito che non potevamo parlare con un medico perché il reparto aveva solo un medico factotum. Io intanto in qualità  di figlia ho richiesto alla direzione asrem del molise tramite un avvocato di poter entrare ad assistere mia madre in quanto ,soggetto altamente vulnerabile ,dichiarando il possesso del green pass e la volontà  dove mi si richiedesse di fare il tampone ogni volta che entrassi..Questa richiesta è  stata respinta accusandomi anche di arroganza,.Per otto giorni in una lacerante attesa di sapere se mia madre venisse o meno operata non ho mai sentito la  voce di un dottore.Spinta dalla disperazione inizio un giro di telefonate in tutti gli ospedali vicino alla mia regione nel tentativo di farla trasferire fino a quando poi parlando con un medico di una struttura privata, che ha contattato il primario del reparto di ortopedia di Termoli, ovvero il ,"factotum ",che solo allora si è  degnato di parlare con me , e decidendo con il consenso  firmato dai mia madre nel pieno delle sue capacita' cognitive  di operarla, assicurandomi che mia madre non era in pericolo di vita. Ffortunatamente l'operazione riesce e dopo le direttive del 6 agosto mi  viene consentito di entrare una volta al giorno per mezz'ora  per farle visita che mi riferiva sempre di essere stata trattata come una reclusa in un campo di concentramento ed ancora non riuscendo a parlare col "factotum".Il giorno delle dimissioni ,mia madre è stata ripresa dagli operatori di un ambulanza privata   ai quali e'stata consegnata tutta la documentazione del post ricovero ,violando il diritto alla privacye continuando a negare a noi familiari il diritto ad essere informati sulle terapie e le cure da seguire a casa.Mia madre finalmente torna a casaavvolta da una gioia infinita nel rivedere la sua famiglia e da un desiderio di parlare che è  durato ben 10 ore,fino a che un po'  stanca alle 23 si addormenta serena.,.La mattina seguente alle ore 6 inizia ad avere difficolta nel linguaggio allora subito abbiamo fatto intervenire la guardia medica che sospettando un attacco ischemico ha chiamato il 118 di Termoli.L'ambulanza arriva alle ore nove e trenta circa ,preleva mia madre e la porta al pronto soccorso ,sempre dell'ospedale di Termoli Qui mia madre resta per ben 10  ore su una barella  e noi ancora più  straziati riusciamo ad avere pochissime notizie da un medico che ci ha contattato per sapere i farmaci assunti da mia madre il quale dichiarò  di non conoscere l'uso di alcuni di essi .Resto attonita davanti a tanta ignoranza ed iniziò a pensare  al peggio.Anche in questo frangente non mi è  stato consentito di vedere mia madre che alle 7 di sera viene trasferita in Utic .Finalmente mi lasciano entrare per 20 minuti e alla vista di mia madre ,in quel letto totalmente inerme sento il mio sangue fermarsi ,allora mi rivolgo al medico e gli chiedo cosa fosse successo, lui con supponenza mi dice: "mica ce l'abbiamo portata  noi a questo stato signo'"ed aggiunge ,"mi hanno detto i medici del pronto soccorso che sua madre era gia da tempo cosi" ,al che io ho detto" così  come?" "e signo'  sua madre non ragionava già  da tempo ,perché  ho visto le medicine che prende!" ,dandole in poche parole della matta. È vero mia madre assumeva degli psicofarmaci per una sindrome depressiva causata dai tanti traumi subiti nel corso della vita ma non era matta,e chiunque l'abbia conosciuta le riconosce una sensibilità  e un intelligenza profonda.  Il giorno seguente si ripete la stessa cosa con un altro medico e intanto mia madre lasciata nel più  totale abbandono peggiora , fino alla morte sopraggiunta alle ore 18 del 15 Agosto 2021.

Con questa testimonianza voglio rendere giustizia ad una donna a cui la vita non ha risparmiato nessun dolore  ,ma questo seppur doloroso si accetta, Togliere la dignità  ad una persona non lo si deve accettare mai . 

Per tutte le persone fragili ,gli anziani che mai più  devono essere considerati merce avariata da buttare come se la loro vita non avesse mai avuto valore

Mai più , mai più per davvero.

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Daniela CatabboPromotore della petizione
Questa petizione aveva 573 sostenitori

Il problema

Senza voler usare le solite frasi sui diritti che la costituzione garantisce alle persone riguardo alle cure mediche,voglio focalizzarmi sull'azione che rende vive le leggi ,che altrimenti ,diventano solo delle belle massime da sfoggiare per pura vanità. Da troppi anni assistiamo ad un decadimento  dei valori  umani che ci sta conducendo verso l'Hiroshima della civiltà ,l'ignoranza ha sempre più  adepti e l'indifferenza anestetizza sempre piu'le nostre coscienze .SALVIAMO  IPPOCRATE vuole essere un modo per riportare il diritto delle persone ad essere considerate tali. Un medico non deve praticare questa missione se no è  capace di provare compassione e se vuole trarre profitto dal numero dei pazienti  che non sono appunto solo numeri. Io vivo in molise  ed ormai celebre la frase il "Molise non esiste",riflettendo su questa frase ,resto agghiacciata perché    dietro un velo di ironia si afferma che non esistono neanche i molisani che altro non sono persone ,come tutt,i degni di diritti e doveri.Sara'allora per questo che un'intera regione è  letteralmente avulsa dai diritti sanitari? Ora voglio riportare la mia esperienza oscena e agghiacciante che più  spiega l'olocausto di centinaia di persone e che questa volta mi ha letteralmente sventrata come una bomba esplosa nel mio animo e nel mio corpo. 

Mia madre soffriva di molte patologie,era diabetica,aveva il tumore al seno che con  grande meraviglia dei medici si era ridotto con solo l'assunzione di un farmaco,aveva una fragilità  ossea  e una scarsa ossigenazione a livello circolatorio che l'ha portata tre volte ad avere degli attacchi ischemici. In questi giorni ha subito la rottura del femore,a seguito della quale è  stata ricoverata Una volta giunta al pronto soccorso ,per fare solo alcuni accertamenti ha dovuto attendere dalle ore13 alle ore20 per essere trasportata in reparto. Una volta in reparto abbiamo avuto notizie del suo stato solo da un infermiera che ci ha riferito che non potevamo parlare con un medico perché il reparto aveva solo un medico factotum. Io intanto in qualità  di figlia ho richiesto alla direzione asrem del molise tramite un avvocato di poter entrare ad assistere mia madre in quanto ,soggetto altamente vulnerabile ,dichiarando il possesso del green pass e la volontà  dove mi si richiedesse di fare il tampone ogni volta che entrassi..Questa richiesta è  stata respinta accusandomi anche di arroganza,.Per otto giorni in una lacerante attesa di sapere se mia madre venisse o meno operata non ho mai sentito la  voce di un dottore.Spinta dalla disperazione inizio un giro di telefonate in tutti gli ospedali vicino alla mia regione nel tentativo di farla trasferire fino a quando poi parlando con un medico di una struttura privata, che ha contattato il primario del reparto di ortopedia di Termoli, ovvero il ,"factotum ",che solo allora si è  degnato di parlare con me , e decidendo con il consenso  firmato dai mia madre nel pieno delle sue capacita' cognitive  di operarla, assicurandomi che mia madre non era in pericolo di vita. Ffortunatamente l'operazione riesce e dopo le direttive del 6 agosto mi  viene consentito di entrare una volta al giorno per mezz'ora  per farle visita che mi riferiva sempre di essere stata trattata come una reclusa in un campo di concentramento ed ancora non riuscendo a parlare col "factotum".Il giorno delle dimissioni ,mia madre è stata ripresa dagli operatori di un ambulanza privata   ai quali e'stata consegnata tutta la documentazione del post ricovero ,violando il diritto alla privacye continuando a negare a noi familiari il diritto ad essere informati sulle terapie e le cure da seguire a casa.Mia madre finalmente torna a casaavvolta da una gioia infinita nel rivedere la sua famiglia e da un desiderio di parlare che è  durato ben 10 ore,fino a che un po'  stanca alle 23 si addormenta serena.,.La mattina seguente alle ore 6 inizia ad avere difficolta nel linguaggio allora subito abbiamo fatto intervenire la guardia medica che sospettando un attacco ischemico ha chiamato il 118 di Termoli.L'ambulanza arriva alle ore nove e trenta circa ,preleva mia madre e la porta al pronto soccorso ,sempre dell'ospedale di Termoli Qui mia madre resta per ben 10  ore su una barella  e noi ancora più  straziati riusciamo ad avere pochissime notizie da un medico che ci ha contattato per sapere i farmaci assunti da mia madre il quale dichiarò  di non conoscere l'uso di alcuni di essi .Resto attonita davanti a tanta ignoranza ed iniziò a pensare  al peggio.Anche in questo frangente non mi è  stato consentito di vedere mia madre che alle 7 di sera viene trasferita in Utic .Finalmente mi lasciano entrare per 20 minuti e alla vista di mia madre ,in quel letto totalmente inerme sento il mio sangue fermarsi ,allora mi rivolgo al medico e gli chiedo cosa fosse successo, lui con supponenza mi dice: "mica ce l'abbiamo portata  noi a questo stato signo'"ed aggiunge ,"mi hanno detto i medici del pronto soccorso che sua madre era gia da tempo cosi" ,al che io ho detto" così  come?" "e signo'  sua madre non ragionava già  da tempo ,perché  ho visto le medicine che prende!" ,dandole in poche parole della matta. È vero mia madre assumeva degli psicofarmaci per una sindrome depressiva causata dai tanti traumi subiti nel corso della vita ma non era matta,e chiunque l'abbia conosciuta le riconosce una sensibilità  e un intelligenza profonda.  Il giorno seguente si ripete la stessa cosa con un altro medico e intanto mia madre lasciata nel più  totale abbandono peggiora , fino alla morte sopraggiunta alle ore 18 del 15 Agosto 2021.

Con questa testimonianza voglio rendere giustizia ad una donna a cui la vita non ha risparmiato nessun dolore  ,ma questo seppur doloroso si accetta, Togliere la dignità  ad una persona non lo si deve accettare mai . 

Per tutte le persone fragili ,gli anziani che mai più  devono essere considerati merce avariata da buttare come se la loro vita non avesse mai avuto valore

Mai più , mai più per davvero.

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Daniela CatabboPromotore della petizione

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Petizione creata in data 20 agosto 2021