Italia porto di civiltà! Liberate gli ostaggi della nave "Diciotti"!

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Dopo essere stata costretta a vagare per giorni come un vascello fantasma, la nave “Diciotti” della Guardia Costiera italiana, da 5 giorni ormeggiata al porto di Catania, si trova tuttora obbligata dal Viminale a non sbarcare i circa 150 (dei 190) naufraghi (per la maggior parte eritrei) già soccorsi al largo di Lampedusa, fra cui donne, giovani e uomini che cominciano a raccontare di violenze e abusi subiti in Libia e che versano in provate condizioni fisiche e psicologiche. L’impedimento allo sbarco (e comunque la mancata indicazione di un porto sicuro) configura un’aperta violazione dell’art. 10 della nostra Costituzione, nonché di tutto il diritto europeo e internazionale in tema di migranti. Peggio ancora, ci troviamo di fronte al naufragio dei valori di un’intera civiltà come quella del Vecchio Continente, che ha sempre riconosciuto il diritto d’asilo ai profughi e agli stranieri, e che ora sembra cedere di fronte alla più bieca e cieca propaganda populista e all’intolleranza nei confronti degli stranieri.
Purtroppo, non è il primo caso di chiusura di fatto dei porti italiani (si pensi alla penosa vicenda dell'"Acquarius"), che ci pone, fra l’altro, in una situazione di serio imbarazzo e di conflitto con l’Unione Europea. Quest’ultima, peraltro, non ha certo brillato per solidarietà in questa ignominiosa partita a ‘scaricabarile’ sulla pelle dei migranti, tesa a non affrontare il tema dei flussi in modo responsabile e condiviso.
Il governo italiano ha finora ignorato l’esortazione dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) “a consentire ai rifugiati e migranti salvati a bordo della nave costiera italiana Diciotti a sbarcare”. Così come ha ignorato tutti gli appelli della stessa Guardia Costiera, nonché di varie associazioni umanitarie, ong, organizzazioni politiche e sindacali, rappresentanti della società civile, intellettuali. Saviano ha definito il caso “un atto criminale” ed “eversivo” l’atteggiamento del Viminale. Una variegata manifestazione antirazzista ha chiesto oggi, 25 agosto, la liberazione degli uomini tenuti in ostaggio sul ponte della “Diciotti”. La Procura di Agrigento intanto indaga sull’intera vicenda (comprese le procedure di stop allo sbarco, intimato, a quanto pare, via twitter). Il Presidente del Consiglio (se intende difendere i diritti umani) e il Presidente della Repubblica (che già in un caso analogo a luglio aveva saputo reagire, autorizzando lo sbarco della stessa nave a Trapani) non ci facciano vergognare di essere italiani agli occhi del mondo: facciano dunque sentire la loro voce, autorizzando lo sbarco e mettendo a tacere le iniziative scomposte dei diversi dicasteri “competenti”, a cominciare dal protagonismo arrogante, cinico e anticostituzionale del ministro degli interni (e viceministro) Salvini. L'Italia torni ad essere un porto di civiltà e non si trasformi, da Nord a Sud, in un lungo muro di barbarie e di intolleranza (come purtroppo succede in diverse altre parti del mondo, con i vari Trump, Orban...)! 
 



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