Onorificenza per Piera Ghirardi, “l'Angelo custode” degli animali.

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L'Onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana è la prima fra le onorificenze nazionali ed è destinata a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell'economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari ...".

 E' realmente difficile riassumere in poche parole chi è Piera Ghirardi e tutti i suoi meriti. Potremo definirla l'Oskar Schindler dei cani, la Madre Teresa di Calcutta dei Gatti, il Mahatma Gandhi dei randagi, la Martin Luther King dei dimenticati, la Nelson Mandela degli oppressi. 

 Luigia Ghirardi (per tutti “Piera”) nasce a Torino il 24 giugno 1932. Ha una passione smisurata per gli animali, di qualsiasi razza. Salva un pony (Barone) dal macello ed incomincia ad ospitare caprette tibetane, papere, pecorelle, colombi, conigli, orfani d'ogni sorta e molti altri “a-mici” ai quali trova una degna sistemazione (quasi sempre da lei). A questi si aggiungono nel tempo tanti, tanti, tanti cani e gatti abbandonati. Prima uno, poi due, tre, 10, 100, arrivando ad ospitare più di 800 cani e 200 gatti (lei li conosce ognuno per nome)!! A tutti offre accoglienza, tanto amore ed una ciotola di pappa calda ogni giorno. Nel 1970 Piera giocoforza lascia la Torino-bene abbandonando l'attività lavorativa. Si trasferisce a Rivalta di Torino (Torino Sud) dove fa dell'accoglienza per gli animali abbandonati la missione della sua vita. Fonda l'Arca di Piera, Rifugio del Cane Randagio e degli Animali Abbandonati a cui aderisce in seguito l'Associazione Amici degli Animali Abbandonati. Prima da sola (e successivamente con l'aiuto di decine di volontari, simpatizzanti e benefattori) prende un appezzamento di terreno dove appronta con materiali di fortuna i primi box per accogliere i suoi “ospiti”. Tanti non lo possono ricordare, ma sono anni davvero molto duri e difficili. Vita “da cani” verrebbe quasi da dire. Per non far mancare nulla ai suoi amici trovatelli a 4 zampe, Piera pensa prima a loro. Sotto una tettoia di lamiera approntata alla bene-meglio, senza nemmeno il conforto d'una stufetta, dorme in terra su d'un precario giaciglio, quasi una “cuccia” (una poltrona sfondata e un lussuosissimo materasso sgualcito trovato in discarica). Usa una betoniera per cucinare con a corredo una bella toilette molto naif … (i campi di granoturco sotto le stelle). Sopporta tutti i suoi disagi quasi volesse anche lei condividere l'esistenza raminga dei suoi protetti. Poi arriva la prima baracca, quindi una roulotte sgangherata, e più in là uno pseudo-prefabbricato. Solo di recente una vera e propria costruzione in muratura (un monolocale “all-in-one”). Tra le gabbie cominciano così a sorgere sentieri, piazzuole e stradine. Il “Rifugio” (ma è molto riduttivo definirlo tale) si trasforma ben presto prendendo corpo quello ch'era il suo sogno originario, solo immaginato mezzo secolo fa. Una vera e propria Arca. Una scialuppa di salvataggio per tutte le bestiole emarginate dal contesto sociale e dimenticate/bistrattate dall'uomo. Lo sanno le migliaia di cani e gatti da Lei salvati, e migliaia e migliaia di famiglie italiane che a Piera devono il privilegio di aver potuto adottare un amico fedele. E' soprattutto grazie a Lei se oggi il Rifugio di Rivalta è dotato di una comoda cucina, bagni, un'infermeria attrezzata seguita da un veterinario di riferimento (per le medicazioni, vaccinazioni e profilassi), un magazzino con cella frigorifera, tanti box riscaldati concepiti con le migliori tecniche costruttive ed un ampio gattile (il tutto rispettando gli elevati standard di legge prescritti dalle  ASL).

 Nella Torino di quegli anni tutto ciò, per questo territorio, è stato un autentico “miracolo sulla 5a strada”. Nonostante le difficoltà, in tutti questi anni, la sua magia quotidiana Piera Luigia Ghirardi è sempre riuscita  a farla, sfamando almeno una volta al giorno migliaia di creature. Ancor oggi, che il prodigio continua, risulta incredibile come abbia potuto realizzarsi tutto questo, che sia iniziato tutto grazie a questa donnina eccezionale che ha fatto tutto da sè (senza sovvenzioni e/o provvidenze pubbliche, è bene precisarlo). In un mondo come questo, contrassegnato da tanto egoismo, vien spontaneo chiedersi come sia stato possibile. Un quesito così complesso ha una risposta relativamente semplice: solo grazie alla sua incredibile forza d'animo ed il suo gigantesco e sconfinato amore per gli emarginati e gli indifesi. A 84 anni suonati Piera Luigia Ghirardi - pur con tutte le sue magagne ed i suoi acciacchi - è ancora lì nella sua Arca, più che mai vicina a tutti i suoi cani e gatti. Lei, il “gigante buono”, come un “angelo custode” è ancora lì in trincea, in “prima linea” a combattere la sua battaglia contro il crudele rito dell'abbandono e i pregiudizi del genere umano.  Indimenticabile sua la celebre frase: “un cane non deve mai vergognarsi di non essere bello”. Dopo quasi tre quarti di secolo, purtroppo, Piera è ancora assillata da quel suo unico, grande, grande difetto: non saper mai dire di NO a tutti gli animali che ogni anno continuano a  sbolognarle da ogni dove (e che non di rado gli arrivano da ogni parte d'Italia).

Nell'anno 2010 la città di Rivalta di Torino (Torino) ha conferito a Piera Luigia Ghirardi il Premio “Rivaltese dell'anno” con la motivazione:  "Grazie Piera per aver dedicato, insieme a tanti volontari della tua Arca, la tua vita con generosità e amore agli animali abbandonati, dando loro rifugio e assistenza. Sia il tuo un esempio da seguire per costruire una società più solidale, attraverso l'impegno a favore di tutti gli esseri viventi".

 Vien da chiedersi: ma noi che cosa possiamo fare per questa donna anziana, piena di discopatie ed artrosi, sempre di corsa, sempre in disordine, che ha venduto tutto (anche la sua casa ed i suoi gioielli di famiglia) per la sua causa?

 Dopo un'intera vita dedicata al benessere degli animali ci pare giusto, che si possa almeno tributare un doveroso omaggio ad un così alto esempio di impegno civile. Oltre che un bel gesto, questo riconoscimento sarebbe un “grazie istituzionale” davvero apprezzato da migliaia di cittadini italiani, ai quali Piera Ghirardi, in oltre 50 anni, ha regalato una moltitudine di bellissimi insegnamenti, esperienze e ricordi.

 Visto che il prestigioso titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana viene assegnato ai cittadini che si sono distinti per particolari attività in campo sociale e umanitario c'è parso naturale pensare a questa meravigliosa signora, così speciale: “Piera” Luigia Ghirardi.

 Se anche tu, condividi questa iniziativa, unisciti a noi sottoscrivendo questa petizione indirizzata:

 Al Presidente della Repubblica Italiana On.le Sergio Mattarella

 Al Presidente del Consiglio dei Ministri On.le Matteo Renzi

 Al Dipartimento del Cerimoniale di Stato



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