STOP ALLA DEPORTAZIONE DAL CANILE DI PALERMO

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.500.


Ci sono miliardi e miliardi di storie di una grande amicizia nata per caso. Sono storie di animali e uomini e donne che si incontrano e restano legati da un amore infinito per tutta la vita. Sono storie di un'amicizia lunga 15.000 anni e che ripercorre tutte le tappe della civiltà umana. Un legame di amore e amicizia antico e profondo, dunque, che va oltre la nostra comprensione poiché fa empaticamente affiorare e commuovere la nostra parte migliore.

Troppa sofferenza intorno. Maltrattamenti ed uccisioni di animali trattati peggio degli oggetti anche in Italia. Il mondo va cambiato e siamo pionieri o spettatori di un viaggio tortuoso.

Non c’è pace per i cani randagi del capoluogo Siciliano: ad ottobre 2018 pronta una loro ennesima "deportazione".

Il Comune di Palermo spenderà circa 400 mila euro per portare fuori dalla Sicilia 400 randagi, attualmente ospitati nel canile comunale di Palermo, destinandoli a un canile della Campania, rinunciando dopo sei mesi alla loro proprietà e lasciandoli quindi totalmente nelle mani della società privata assegnataria del bando.

Il trasferimento dei primi 20 cani è stato scongiurato nella giornata del 10 ottobre in quanto i furgoni che la ditta appaltatrice voleva utilizzare per il trasporto non erano idonei per il trasporto in sicurezza ed a garanzia del benessere degli animali, quindi il responsabile dell’ASP, alla presenza di volontari e alcuni politici locali, ha bloccato tutto.
Se questo è l'inizio ci possiamo solo immaginare come verranno trattati questi animali una volta giunti a destinazione.

Questa incresciosa situazione è il risultato di un bando indetto dal Comune di Palermo un anno fa. Le criticità di tale bando e della sua assegnazione alla società a responsabilità limitata Dog Town in provincia di Caserta sono molteplici. Innanzitutto, le leggi nazionali e regionali prevedono che il Comune sia responsabile del benessere degli animali di cui è proprietario ed è evidente che un trasferimento a così tanta distanza non permetterebbe di avere il necessario controllo sulle condizioni di detenzione dei propri animali. Inoltre, il bando in questione prevede che “Decorso il termine di sei mesi dalla data di presa in carico, il possesso degli animali diverrà permanente per almeno il 50% e si procederà d’ufficio alla voltura all’Anagrafe Canina in favore dell’affidatario del servizio, e nulla potrà più essere richiesto a qualsiasi titolo all’Amministrazione Comunale.”

“Il Comune di Palermo sta letteralmente svendendo i propri cani”, affermano le Associazioni animaliste, “senza minimamente preoccuparsi di cosa ne sarà di loro dopo sei mesi dal trasferimento. Ne consegue che il benessere e la salute dei cani del Comune di Palermo potranno essere a serio rischio una volta effettuato il passaggio di proprietà all’affidatario del servizio."

In nome dei valori etici, civici e morali e della legalità il Movimento degli Angeli chiede al Presidente della Regione Sicilia On. Nello Musumeci:

1. Di bloccare immediatamente il previsto trasferimento dei cani del Comune di Palermo presso la struttura assegnataria del bando.

2. Di revocare il contratto con particolare riferimento al previsto passaggio di proprietà di almeno il 50% dei cani nei confronti dell’affidatario del servizio dopo sei mesi dalla presa in carico.

www.movimentodegliangeli.it



Oggi: Ignazio conta su di te

Ignazio Li Vigni ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Presidente della Regione Sicilia: Stop alla ennesima deportazione dei cani del canile di Palermo". Unisciti con Ignazio ed 1.251 sostenitori più oggi.