

Stop alla chiusura degli ambulatori medici nei piccoli Comuni piemontesi


Stop alla chiusura degli ambulatori medici nei piccoli Comuni piemontesi
Il problema
30 settembre 2021
Alla cortese attenzione:
Del Presidente della Regione Piemonte
Della III Commissione del Consiglio della Regione Piemonte
Della IV Commissione del Consiglio della Regione Piemonte
Egregi,
Mi permetto di portare alla Vostra attenzione una "piccola problematica di valle" di cui certamente siete consapevoli, ma che non va dimenticata proprio in vista della prossime possibilità di investimento e riprogettazione offerta dal PNR.
Gli ambulatori medici nei piccoli comuni montani piemontesi stanno chiudendo. . Ne è un esempio a me noto la chiusura dell'ambulatorio nel Comune di Argentera (CN), e ora si ipotizza di chiudere anche quelli dei Comuni confinanti di Pietraporzio e Sambuco. Mi chiedo come sia possibile in questo modo essere tempestivi nelle cure, incentivare la prevenzione e garantire la salute psicofisica di cittadini spesso anziani, che attendono il giorno dell'apertura dell'ambulatorio anche solo per essere rassicurati e scambiare qualche parola perché "altrimenti non si vede nessuno", e che ora devono affrontare chilometri, quasi sempre con mezzi propri data la limitatissima presenza di mezzi pubblici. Siamo sicuri che queste chiusure siano compatibili con i livelli essenziali di assistenza dovuti a tutti i cittadini?
In questo modo i territori montani si sentono abbandonati dallo Stato. Le politiche di supporto alla montagna messe in atto dai vari enti ed istituzioni stridono con la continua riduzione della presenza dei servizi dello Stato: ambulatori che chiudono, ma anche Poste, scuole, presidi delle forze dell'ordine. Il supporto e la presenza della Stato sono fondamentali ovunque, ma lo sono ancora di più per chi presidia territori difficili da abitare tutto l'anno, che tuttavia si possono rivelare attrattivi per nuovi residenti e turisti se, e solo se, i servizi essenziali sono garantiti, se non addirittura rafforzati proprio a compensazione e riconoscimento del disagio che comporta vivere quei territori. Chi vive in montagna offre di fatto un servizio alla collettività non abbandonando queste terre impervie dove diventa difficile anche trovare un medico disposto a farvi servizio. E questa è sicuramente una difficoltà oggettiva. È difficile trovare medici disposti a trasferirsi in valle o almeno prestarvi servizio quando la cronica carenza di medici di base permette loro una scelta di maggiore comodità. Noi cittadini non possiamo altro che ringraziare con tutto il cuore quelli che in questi anni non hanno fatto mancare la loro presenza e professionalità nelle vallate piemontesi e nutriamo la speranza che la Regione sappia incentivare le nuove leve a fare altrettanto. Pertanto Vi chiediamo di affrontare con impellenza il problema, con provvedimenti che permettano di riaprire gli ambulatori medici già chiusi sul territorio piemontese e non se ne consenta la chiusura di ulteriori.
Con la presente raccolta firme si intende richiamare la Vostra attenzione sulla criticità dell'assistenza distrettuale e chiediamo che, ovunque ci sia un Comune, sia anche presente un servizio ambulatoriale di medicina di base, aperto con regolarità e frequenza almeno settimanale.
Grazie per l'attenzione.
Cordialmente
Enrica Carmagnola
Il problema
30 settembre 2021
Alla cortese attenzione:
Del Presidente della Regione Piemonte
Della III Commissione del Consiglio della Regione Piemonte
Della IV Commissione del Consiglio della Regione Piemonte
Egregi,
Mi permetto di portare alla Vostra attenzione una "piccola problematica di valle" di cui certamente siete consapevoli, ma che non va dimenticata proprio in vista della prossime possibilità di investimento e riprogettazione offerta dal PNR.
Gli ambulatori medici nei piccoli comuni montani piemontesi stanno chiudendo. . Ne è un esempio a me noto la chiusura dell'ambulatorio nel Comune di Argentera (CN), e ora si ipotizza di chiudere anche quelli dei Comuni confinanti di Pietraporzio e Sambuco. Mi chiedo come sia possibile in questo modo essere tempestivi nelle cure, incentivare la prevenzione e garantire la salute psicofisica di cittadini spesso anziani, che attendono il giorno dell'apertura dell'ambulatorio anche solo per essere rassicurati e scambiare qualche parola perché "altrimenti non si vede nessuno", e che ora devono affrontare chilometri, quasi sempre con mezzi propri data la limitatissima presenza di mezzi pubblici. Siamo sicuri che queste chiusure siano compatibili con i livelli essenziali di assistenza dovuti a tutti i cittadini?
In questo modo i territori montani si sentono abbandonati dallo Stato. Le politiche di supporto alla montagna messe in atto dai vari enti ed istituzioni stridono con la continua riduzione della presenza dei servizi dello Stato: ambulatori che chiudono, ma anche Poste, scuole, presidi delle forze dell'ordine. Il supporto e la presenza della Stato sono fondamentali ovunque, ma lo sono ancora di più per chi presidia territori difficili da abitare tutto l'anno, che tuttavia si possono rivelare attrattivi per nuovi residenti e turisti se, e solo se, i servizi essenziali sono garantiti, se non addirittura rafforzati proprio a compensazione e riconoscimento del disagio che comporta vivere quei territori. Chi vive in montagna offre di fatto un servizio alla collettività non abbandonando queste terre impervie dove diventa difficile anche trovare un medico disposto a farvi servizio. E questa è sicuramente una difficoltà oggettiva. È difficile trovare medici disposti a trasferirsi in valle o almeno prestarvi servizio quando la cronica carenza di medici di base permette loro una scelta di maggiore comodità. Noi cittadini non possiamo altro che ringraziare con tutto il cuore quelli che in questi anni non hanno fatto mancare la loro presenza e professionalità nelle vallate piemontesi e nutriamo la speranza che la Regione sappia incentivare le nuove leve a fare altrettanto. Pertanto Vi chiediamo di affrontare con impellenza il problema, con provvedimenti che permettano di riaprire gli ambulatori medici già chiusi sul territorio piemontese e non se ne consenta la chiusura di ulteriori.
Con la presente raccolta firme si intende richiamare la Vostra attenzione sulla criticità dell'assistenza distrettuale e chiediamo che, ovunque ci sia un Comune, sia anche presente un servizio ambulatoriale di medicina di base, aperto con regolarità e frequenza almeno settimanale.
Grazie per l'attenzione.
Cordialmente
Enrica Carmagnola
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 30 settembre 2021