Riapertura parrucchieri e barbieri della Regione Piemonte in data 4 maggio 2020

Riapertura parrucchieri e barbieri della Regione Piemonte in data 4 maggio 2020

Il problema

Noi sottoscritti parrucchieri e barbieri della Regione Piemonte ci rivolgiamo doverosamente a lei, Presidente della nostra Regione, Dott. Alberto Cirio, per chiederle di valutare concretamente la possibilità di riapertura dei nostri saloni in data 4 maggio 2020.
Considerato il dilatarsi delle tempistiche di riapertura dei nostri esercizi, in virtù delle nuove indicazioni rinvenibili che ipotizzano la nostra riapertura in data 25 maggio 2020, ci sentiamo rispettosamente di sottolinearle che:
� la nostra attività è stata sospesa in data 12 marzo 2020;
� tale imposizione ha comportato per tutti noi un fatturato pari a zero dovuto anche alla natura del nostro lavoro che non è esportabile nè diversamente praticabile;
� ad ogni attività chiusa corrisponde, oltre la mancanza di reddito per il titolare e dei suoi componenti familiari, quella per i dipendenti e le relative famiglie, nonché la possibilità di onorare gli impegni assunti con fornitori di beni e servizi, banche, locatari, spese condominiali e settori connessi;
� che il contributo mensile di € 600,00 è del tutto irrisorio a fronte degli impegni assunti e del gettito fiscale che apportiamo allo Stato ogni anno;
� alla luce di questi presupposti, si sta facendo strada in molti parrucchieri il legittimo timore di non avere la forza economica di ripartire e quindi di chiudere la propria attività.
Per quanto sopra esposto, Le chiediamo di poter essere inseriti in quelle attività che potranno riaprire in data 4 maggio 2020, certamente con le dovute prescrizioni dettate dall’emergenza in atto.
Ecco le nostre proposte:
- ingresso clienti contingentati e a dovuta distanza di sicurezza;
- uso di mascherine, guanti monouso, occhiali;
- igienizzazione dei locali, delle postazioni di lavoro e delle attrezzature; precauzioni che peraltro venivano già abitualmente adottate;
- oltre a quanto lei vorrà indicare nel suo decreto regionale.
Chiediamo solo di poter lavorare e cercare di risollevare l’economia che ruota intorno alla nostra categoria, al fine di superare questo momento di disagio ed incertezza economica e professionale che ci sta mettendo a dura prova.

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Parrucchieri PiemontePromotore della petizione
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Il problema

Noi sottoscritti parrucchieri e barbieri della Regione Piemonte ci rivolgiamo doverosamente a lei, Presidente della nostra Regione, Dott. Alberto Cirio, per chiederle di valutare concretamente la possibilità di riapertura dei nostri saloni in data 4 maggio 2020.
Considerato il dilatarsi delle tempistiche di riapertura dei nostri esercizi, in virtù delle nuove indicazioni rinvenibili che ipotizzano la nostra riapertura in data 25 maggio 2020, ci sentiamo rispettosamente di sottolinearle che:
� la nostra attività è stata sospesa in data 12 marzo 2020;
� tale imposizione ha comportato per tutti noi un fatturato pari a zero dovuto anche alla natura del nostro lavoro che non è esportabile nè diversamente praticabile;
� ad ogni attività chiusa corrisponde, oltre la mancanza di reddito per il titolare e dei suoi componenti familiari, quella per i dipendenti e le relative famiglie, nonché la possibilità di onorare gli impegni assunti con fornitori di beni e servizi, banche, locatari, spese condominiali e settori connessi;
� che il contributo mensile di € 600,00 è del tutto irrisorio a fronte degli impegni assunti e del gettito fiscale che apportiamo allo Stato ogni anno;
� alla luce di questi presupposti, si sta facendo strada in molti parrucchieri il legittimo timore di non avere la forza economica di ripartire e quindi di chiudere la propria attività.
Per quanto sopra esposto, Le chiediamo di poter essere inseriti in quelle attività che potranno riaprire in data 4 maggio 2020, certamente con le dovute prescrizioni dettate dall’emergenza in atto.
Ecco le nostre proposte:
- ingresso clienti contingentati e a dovuta distanza di sicurezza;
- uso di mascherine, guanti monouso, occhiali;
- igienizzazione dei locali, delle postazioni di lavoro e delle attrezzature; precauzioni che peraltro venivano già abitualmente adottate;
- oltre a quanto lei vorrà indicare nel suo decreto regionale.
Chiediamo solo di poter lavorare e cercare di risollevare l’economia che ruota intorno alla nostra categoria, al fine di superare questo momento di disagio ed incertezza economica e professionale che ci sta mettendo a dura prova.

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Petizione creata in data 14 aprile 2020