L'Emilia Romagna si faccia promotrice del referendum nazionale per la modifica dell'art. 35 del Decreto Sviluppo. Fermiamo le trivellazioni petrolifere in Adriatico!


L'Emilia Romagna si faccia promotrice del referendum nazionale per la modifica dell'art. 35 del Decreto Sviluppo. Fermiamo le trivellazioni petrolifere in Adriatico!
Il problema
Pochi giorni per salvare il nostro mare
Il 2015 è l’anno in cui capiremo in che mondo vivremo in futuro.
A Dicembre la conferenza mondiale sul clima di Parigi, a Giugno la potente enciclica sull’ecologia di Papa Francesco, anno dopo anno la progressione implacabile delle rinnovabili e il declino inesorabile delle fossili, sempre meno convenienti.
Eppure la direzione intrapresa dagli ultimi Governi italiani non tiene conto di tutto questo.
A partire dal decreto “sviluppo” (Decreto Legge n. 83 del 22 giugno 2012), che col suo articolo 35 da una parte sancisce l’impossibilità futura di cercare ed estrarre idrocarburi entro le 12 miglia marine (acque territoriali italiane), dall’altra permette il riavvio dei procedimenti precedentemente bloccati dal D. Lgs. n. 128 del 2010, proprio per via della loro prossimità alle coste. Sono proprio questi procedimenti riavviati che, in questo momento, minacciano i nostri mari.
L’Adriatico è uno dei mari più colpiti, sia per via del numero di operazioni previste sia per via del rischio che esse comportano per un mare dal basso fondale e chiuso, laddove gli impatti ambientali si faranno sentire con maggior forza.
In data 1/7/2015 un gruppo di privati cittadini riminesi, raccogliendo l’adesione di numerose organizzazioni del territorio, invia alla Regione Emilia-Romagna una lettera formale in cui chiede di opporsi urgentemente e con tutti i mezzi a disposizione alla strategia di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Adriatico portata avanti dal Governo. Nella lettera si manifestano le tante ragioni per di opporsi a piani che privatizzano gli utili, socializzando i danni. Nasce così la campagna “SOS Adriatico”, attraverso la quale chiediamo ai nostri amministratori di tutelare nell’interesse di tutti una delle maggiori risorse del nostro territorio dal punto di vista ambientale, turistico, economico.
In data 28/8/2015 abbiamo invitato formalmente la giunta della regione Emilia-Romagna a deliberare in favore di un quesito referendario che abroghi l’articolo 35 del suddetto decreto sviluppo.
Simile richiesta sta venendo inoltrata in questi giorni a tutti i consigli regionali da un ampio raggruppamento di organizzazioni, raccolte a livello nazionale attorno alla stessa causa.
E’ necessario che almeno 5 giunte regionali deliberino a favore del quesito referendario entro il 25/9/2015 in modo da poter effettuare il referendum entro l’estate 2016, in tempo utile per fermare le operazioni che minacciano i nostri mari.
Come già dimostrato dall’esperienza referendaria del 2011, quando si parla di tutela dell’ambiente e dei beni comuni, i cittadini rispondono. Il mare è un bene di tutti, che va tutelato e valorizzato attraverso una lungimirante strategia di sviluppo sostenibile.
Le trivelle e il petrolio appartengono al passato, è ora di voltare pagina. Non siamo quindi solo CONTRO le trivelle: siamo PER un diverso tipo di sviluppo.
Per questo chiediamo il tuo supporto.
Firmando questa petizione aderisci alla richiesta formale alla regione Emilia-Romagna di appoggiare il referendum.
Raccoglieremo firme fino al 25/9/2015, il tempo è poco ma sappiamo già come riusciremo a farci ascoltare: abbiamo pochi giorni a disposizione, se ognuno dei firmatari si prende l’impegno di far firmare ogni giorno 1 o 2 nuove persone, chiedendo loro di fare altrettanto, il numero di firme aumenterà in maniera esponenziale, consentendoci di raggiungere centinaia di migliaia di firme in pochissimo tempo.
In questi giorni, ti chiediamo quindi un impegno del tutto ragionevole, costante.
Firma e passa parola, non possiamo far finta di niente!
SOS Adriatico, Rimini per un mare senza trivelle
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Il problema
Pochi giorni per salvare il nostro mare
Il 2015 è l’anno in cui capiremo in che mondo vivremo in futuro.
A Dicembre la conferenza mondiale sul clima di Parigi, a Giugno la potente enciclica sull’ecologia di Papa Francesco, anno dopo anno la progressione implacabile delle rinnovabili e il declino inesorabile delle fossili, sempre meno convenienti.
Eppure la direzione intrapresa dagli ultimi Governi italiani non tiene conto di tutto questo.
A partire dal decreto “sviluppo” (Decreto Legge n. 83 del 22 giugno 2012), che col suo articolo 35 da una parte sancisce l’impossibilità futura di cercare ed estrarre idrocarburi entro le 12 miglia marine (acque territoriali italiane), dall’altra permette il riavvio dei procedimenti precedentemente bloccati dal D. Lgs. n. 128 del 2010, proprio per via della loro prossimità alle coste. Sono proprio questi procedimenti riavviati che, in questo momento, minacciano i nostri mari.
L’Adriatico è uno dei mari più colpiti, sia per via del numero di operazioni previste sia per via del rischio che esse comportano per un mare dal basso fondale e chiuso, laddove gli impatti ambientali si faranno sentire con maggior forza.
In data 1/7/2015 un gruppo di privati cittadini riminesi, raccogliendo l’adesione di numerose organizzazioni del territorio, invia alla Regione Emilia-Romagna una lettera formale in cui chiede di opporsi urgentemente e con tutti i mezzi a disposizione alla strategia di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Adriatico portata avanti dal Governo. Nella lettera si manifestano le tante ragioni per di opporsi a piani che privatizzano gli utili, socializzando i danni. Nasce così la campagna “SOS Adriatico”, attraverso la quale chiediamo ai nostri amministratori di tutelare nell’interesse di tutti una delle maggiori risorse del nostro territorio dal punto di vista ambientale, turistico, economico.
In data 28/8/2015 abbiamo invitato formalmente la giunta della regione Emilia-Romagna a deliberare in favore di un quesito referendario che abroghi l’articolo 35 del suddetto decreto sviluppo.
Simile richiesta sta venendo inoltrata in questi giorni a tutti i consigli regionali da un ampio raggruppamento di organizzazioni, raccolte a livello nazionale attorno alla stessa causa.
E’ necessario che almeno 5 giunte regionali deliberino a favore del quesito referendario entro il 25/9/2015 in modo da poter effettuare il referendum entro l’estate 2016, in tempo utile per fermare le operazioni che minacciano i nostri mari.
Come già dimostrato dall’esperienza referendaria del 2011, quando si parla di tutela dell’ambiente e dei beni comuni, i cittadini rispondono. Il mare è un bene di tutti, che va tutelato e valorizzato attraverso una lungimirante strategia di sviluppo sostenibile.
Le trivelle e il petrolio appartengono al passato, è ora di voltare pagina. Non siamo quindi solo CONTRO le trivelle: siamo PER un diverso tipo di sviluppo.
Per questo chiediamo il tuo supporto.
Firmando questa petizione aderisci alla richiesta formale alla regione Emilia-Romagna di appoggiare il referendum.
Raccoglieremo firme fino al 25/9/2015, il tempo è poco ma sappiamo già come riusciremo a farci ascoltare: abbiamo pochi giorni a disposizione, se ognuno dei firmatari si prende l’impegno di far firmare ogni giorno 1 o 2 nuove persone, chiedendo loro di fare altrettanto, il numero di firme aumenterà in maniera esponenziale, consentendoci di raggiungere centinaia di migliaia di firme in pochissimo tempo.
In questi giorni, ti chiediamo quindi un impegno del tutto ragionevole, costante.
Firma e passa parola, non possiamo far finta di niente!
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PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 28 agosto 2015