Riorganizzazione della Rete Regionale per le Demenze in Basilicata

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I sottoscritti cittadini e l’Associazione Alzheimer Basilicata

CHIEDONO, CON LA MASSIMA URGENZA,

che la Regione Basilicata, tutti i soggetti istituzionali che, a diverso titolo, hanno il dovere e/o la facoltà di operare per affrontare con atti concreti l’assistenza agli ammalati di Alzheimer e ai loro familiari e a quanti sono interessati da patologie relative alle demenze, mettano in campo tutte le forze politiche disponibili ad adoperarsi per l’attivazione di servizi di assistenza e cura,

IN PARTICOLARE SI SOLLECITA:

- Applicazione della DGR numero 1113 del 28 luglio 2011, “Riorganizzazione della Rete Regionale per le demenze”;

- Stesura del PDTA regionale con lo scopo di definire il percorso assistenziale di presa in carico ed accompagnamento della persona con demenza e dei suoi caregiver, con particolare attenzione alla domiciliarità ed all’attivazione dei vari servizi presenti sul territorio, prendendo in considerazione l’offerta complessiva sanitaria, sociale e socio-sanitaria erogata dalle Aziende USL, dai Comuni, dalle Asp, dalle cooperative sociali, dal privato profit e non profit, dal volontariato e dagli enti/servizi del terzo settore. Esso costituisce uno degli obiettivi del Piano Nazionale per le Demenze (pubblicato in GU nel 2015);

- Potenziamento ed aumento del numero dei centri CDCD (Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze) ex centri UVA. Attualmente sono presenti nella Regione Basilicata solo tre centri (Ospedale San Carlo di Potenza, Venosa e Matera), che risultano insufficienti a garantire le attività di diagnosi e cura della malattia. Nel corso degli anni le visite dedicate ai malati di Alzheimer hanno registrato un netto aumento delle richieste. Trattandosi di prestazioni poco differibili il CDCD deve essere articolato in uno o più ambulatori a seconda della popolazione di riferimento o afferente, della domanda e delle caratteristiche geografiche e sociali del territorio. Per tali motivi risulta inderogabile l’aumento del numero di tali strutture ad almeno 6 centri in ambito regionale. In tali centri andrebbe assicurata la presenza di spazi dedicati e adeguati alle esigenze dei pazienti e dei loro familiari, aumento del personale competente addetto, previsione dell’orario per le singole visite programmate, etc.);

- Attivazione del Sistema di Cure Domiciliari che rappresenta una delle risposte ai bisogni delle persone con demenza in cui le prestazioni sanitarie si integrano con le prestazioni sociosanitarie, sociali e di supporto alla famiglia; in tal modo vengono garantiti percorsi assistenziali costituiti dall’insieme organizzato di prestazioni fornite da più figure della rete formale e informale, necessari alla cura e all’assistenza della persona al proprio domicilio;

- Attivazione e un’idonea distribuzione sui territori della Basilicata dei Centri Diurni Integrati, in aggiunta a quanto già esistente (1 solo centro presente nella nostra regione a Venosa) assolutamente insufficiente alle necessità e alle dimensioni del fenomeno. Tali strutture forniscono un complesso integrato di interventi, procedure e attività sanitarie e socio-sanitarie compresi interventi di sollievo, erogate a soggetti non autosufficienti, in strutture che accolgono i pazienti durante le ore diurne e che permettono di mantenere la persona ancora al proprio domicilio;

- Attivazione di Strutture Residenziali che forniscono un complesso integrato di interventi, procedure e attività sanitarie e socio-sanitarie, compresi i ricoveri di sollievo, erogati a soggetti non autosufficienti, non assistibili a domicilio;

- Costruzione di una rete assistenziale in grado di raccordare e mettere in rete le strutture deputate e le figure professionali e sanitarie competenti;

- Attivazione di iniziative e spazi finalizzati a promuovere momenti di incontro, di informazione, di socializzazione per chi è affetto dalle patologie in oggetto, per i loro familiari e per quanti si prendono cura delle persone ammalate;

- Revisione dei criteri per l’attribuzione dell’indennità di accompagnamento che, nella patologia dell’Alzheimer, è indispensabile sin dalle prime fasi in cui compare la malattia: realtà che attualmente - a differenza di quanto accade in altri contesti - in Basilicata non è riconosciuta dalle commissioni valutative deputate;

- Implementazione dei sistemi informatici al fine di realizzare linee di comunicazione e trasmissione di dati con il personale sanitario, limitando allo stretto necessario la necessità degli spostamenti fisici che costituiscono ulteriori sofferenze e disagio per ammalati e loro familiari.
 
I sottoscritti cittadini aderiscono contestualmente, con questa stessa petizione, all’iniziativa promossa dalla Federazione Alzheimer Italia con la sollecitazione rivolta al Governo nazionale affinché venga attivato e finanziato il Piano Nazionale Demenze (PND) approvato il 30 Ottobre 2014 e ancora inattuato. L’obiettivo di fondo riguarda il miglioramento delle condizioni della cura per chi è afflitto da tali patologie, sempre più diffuse in un Paese la cui età media va crescendo: in Basilicata vivono oltre 120.000 anziani ultra65enni, con una prevalenza stimata di circa 12.000 demenze di cui almeno 6000 con malattia di Alzheimer. Ma anche l’attivazione di ogni azione utile a riconoscere la dignità della persona, i diritti di cittadinanza e il miglioramento della qualità della vita delle persone malate e di chi li assiste, sottraendo il dolore vissuto, a causa di una malattia devastante, alla dimenticanza sociale e alla solitudine familiare aggravata dalla carenza (se non alla inesistenza) di servizi appropriati.