L'UE prenda posizione sulla decisione polacca di recedere dalla Convenzione di Istanbul

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Siamo molto preoccupate per la decisione del Governo polacco di voler intraprendere il procedimento di recesso dalla Convenzione di Istanbul sia per le ripercussioni sul piano concreto per le donne polacche, sia per la sua motivazione in quanto la stessa contiene “concetti ideologici” non condivisi dall’attuale esecutivo polacco, fra cui quello del sesso “socio-culturale” in opposizione al sesso “biologico”. Questa motivazione, assai pericolosa e insidiosa, però non stupisce, in quanto già da tempo siamo consapevoli che la Polonia e gli altri Paesi sovranisti stanno portando avanti una politica per cui le donne continuano a subire numerose violazioni dei loro diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva e assistiamo al perdurare di normative, politiche e prassi che limitano e compromettono seriamente la salute sessuale e riproduttiva delle donne, la loro autonomia, dignità, integrità e il loro potere decisionale.

Per questo è molto pericoloso, anche per tutta l’Unione Europea, che si affermino concetti di ostilità al genere e all’identità di genere che rischiano di riportare l’Europa indietro rispetto ai diritti umani fondamentali legati alla sessualità e alla riproduzione e che nascondono il vero obiettivo: mantenere il controllo sulle donne e sulla loro autodeterminazione.

L’Europa con la Risoluzione 2019/2855(RSP), Résolution sur l’adhésion de l’UE à la Convention d’Istanbul et autres mesures de lutte contre la violence à caractère sexiste del Parlamento europeo ha votato l’adesione dell’UE alla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne.

E con numerose risoluzioni ha invitato le Istituzioni europee a procedere senza indugio alla ratifica della Convenzione di Istanbul, il primo strumento internazionale vincolante riguardante la lotta alla violenza contro le donne, adottata dal Consiglio d’Europa nel 2011.

Marija Pejčinović Burić, Segretaria generale del Consiglio d’Europa (la principale organizzazione del continente per la difesa dei diritti umani), afferma: “La Convenzione di Istanbul è il principale trattato internazionale del Consiglio d’Europa per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica”. A novembre 2019 il Parlamento europeo manifestava la propria preoccupazione verso “gli attacchi e le campagne contro la Convenzione in alcuni paesi, che si basano su un’interpretazione errata e su una presentazione non corretta del suo contenuto al pubblico”; invitava nuovamente tutti gli Stati membri che non l’avessero ancora fatto a ratificarla (Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lituania, Lettonia, Slovacchia e Regno Unito) e ribadiva al contempo che “tutti gli Stati membri dovrebbero garantire che la Convenzione sia attuata e applicata correttamente, assegnando finanziamenti adeguati e risorse umane ai servizi predisposti” [https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20191121IPR67113/convenzione-di-istanbul-tutti-gli-stati-membri-devono-ratificarla-senza-indugio]: l’Italia, per esempio, ha ratificato nel 2013 la Convenzione ma concretamente persistono carenze e leggi inadeguate e, a volte, in contrasto con la Convenzione (così come certificato dal rapporto del GREVIO, gruppo di monitoraggio presso il Consiglio d'Europa).

È evidente che in molti Paesi europei, la violenza di genere non è ancora considerata un problema urgente e prioritario.

Il 27 luglio 2020, la Polonia (stato membro dell’Europa dal 2004) ha iniziato le procedure per uscire dalla Convenzione di Istanbul. È il primo Stato del Consiglio a prendere una simile decisione. Il governo polacco in passato aveva già presentato due disegni di legge per eliminare l’educazione sessuale dalle scuole e per rendere illegale l’aborto (pur essendo quest’ultimo già “concesso” solo in casi estremi: per stupro, incesto o gravi motivi di salute): disegni di legge bloccati a seguito di numerose proteste popolari. Le azioni del PiS rientrano pienamente nel programma di “Agenda Europa”[https://www.epfweb.org/sites/default/files/2020-05/online_epf_italiano_definitivo_compressed_0.pdf contro i diritti umani in materia di sessualità e riproduzione.

Le donne polacche stanno cercando di contrastare queste politiche con lo sciopero indetto dal “Poland Women Strike” che, ci ricorda Klementyna Suchanow, leader del movimento, è stato indetto per “chiedere all’Unione Europea che i fondi europei siano erogati tenendo conto dell’effettivo rispetto dei diritti umani e per questo invita tutti i cittadini europei a tenere alta l’attenzione su questo caso facendo pressione sui propri parlamentari”.

Abbandonare la Convenzione di Istanbul, ci ricorda Suchanow, è un modo per legalizzare la violenza domestica.

La presa di posizione dell’attuale Governo polacco, inoltre, crea un precedente pericoloso, soprattutto per le motivazioni presentate dal ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro. Inutile ribadire la strumentalizzazione che Ziobro fa del concetto di “genere” (d’altra parte la narrazione tossica dell’“ideologia gender” è il cavallo di battaglia dei partiti reazionari e ha oramai una storia quasi ventennale); inutile evidenziare come utilizzi una pericolosa contrapposizione tra, da un lato, le tradizioni e le leggi polacche e, dall’altro, la “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”; inutile sottolineare che è in atto il più sfrontato e pericoloso attacco alla libertà, all’autonomia, all’autodeterminazione, alla salute delle donne in Europa; inutile ancora marcare il fatto che le istanze delle comunità LGBTQIA+ sono usate come grimaldello per scardinare il primo e più basilare dei diritti che deve essere riconosciuto a ogni persona: il diritto ad avere diritti.

Il governo polacco è riuscito dove altri Stati ancora non sono arrivati, pur facendo di tanto in tanto vari tentativi per limitare diritti oramai acquisiti dalle donne (per esempio in Italia con il ddl Pillon, ancora quiescente, che rientra a pieno titolo nel progetto “Ristabilire l’ordine naturale” di “Agenda Europa”): una mossa ispiratrice, quella polacca, per coloro che considerano la Convenzione di Istanbul un pericolo per l’assetto sociale. Ma di quale assetto sociale stiamo parlando? Se la società di riferimento è una società basata sulla supremazia del maschio e sul patriarcato non c’è che dire: la Convenzione di Istanbul è molto pericolosa perché punta a migliorare le condizioni di vita delle donne, mettendo in atto azioni che possano prevenire la violenza, favorire la protezione delle vittime e impedire l’impunità dei colpevoli.

Questa volta, non sta solo a noi reagire. Certo, faremo l’ennesima petizione online, scenderemo in piazza, commenteremo sui social con veemenza e preoccupazione, scriveremo articoli, organizzeremo presidi e manifestazioni contro una decisione che, con un colpo di spugna, cancella anni di lotte faticose e diritti conquistati. Ma oggi queste azioni non bastano più.

Chiediamo che il Parlamento europeo si schieri al nostro fianco e prenda una posizione chiara e netta, rimarcando con fermezza il fatto che esistono – per riconoscersi a pieno titolo come Stato membro dell’Unione europea – diritti universali che non devono più essere messi in discussione. Perché, se le uniche voci a levarsi saranno quelle dalle piazze e dalle strade, se le uniche dichiarazioni saranno quelle rilasciate alle conferenze stampa, se si ignorerà che l’Europa tutta è coinvolta in questa grave decisione del Governo di Andrzej Duda, allora il 27 luglio 2020 passerà alla storia come il giorno in cui non solo la Convenzione di Istanbul diventerà carta straccia, ma anche come il giorno in cui si dirà esplicitamente che in Europa le donne non hanno valore.

primi firmatari

SeNonOraQuando? Coordinamento nazionale Comitati

Casa Internazionale delle Donne

Associazione D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza

Differenza Donna Ong

Rete Nazionale dei Centri del Telefono Rosa

Magistratura Democratica

Federazione Donne Evangeliche in Italia

Rete per la Parità

CGIL Politiche di genere

Rete Lenford Avvocatura per i Diritti LGBTI

Dallastessaparte

ARCI nazionale

Action Aid Italia

Rebel Network

Noi Donne

Osservatorio  interreligioso  sulle violenze contro le  donne

One Billion Rising

Toponomastica femminile

ANPI Coordinamento nazionale donne

CPO Federazione nazionale Stampa Italiana

CPO USIGRAI  Unione Sindacale Giornalisti Rai

GiULiA Giornaliste

Assist Associazione Nazionale Atlete

Osservatorio P.O. Politiche di genere Auser Nazionale

DonneinQuota

DonneXDiritti

Pro choice Rete   Italiana Contraccezione e Aborto

Ass. GIUdT Giuriste d’Italia

AGEDO nazionale

Ladynomics

Donne in nero in Italia

Manden diritti civili e legalità 

FISH Federazione Italiana superamento Handicap

AGEMI - Advancing gender Equality in Media Industries.

 

 

Susanna Camusso, CGIL politiche di genere

Michela Marzano, Scrittrice, Professoressa ordinaria di filosofia morale all’Université Paris Descartes (SHS – Sorbonne)

Gustavo Zagrebelsky, già Presidente della Corte Costituzionale

Anna Rossomando, Senatrice, Vice Presidente del Senato

Valeria Valente, Senatrice, Presidente Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere

Laura Boldrini Deputata, già Presidente della Camera

Monica Cirinnà, Senatrice

Daniela Colombo, Past President AIDOS (Women in Development), EFFE Rivista Femminista

Sonia Ostrica, Coordinatrice nazionale Pari Opportunità UIL

Lea Melandri, Intellettuale femminista

Livia Turco, Presidente Fondazione Nilde Iotti

Laura Onofri, Presidente SenonOraQuando? Torino

Ottavia Piccolo, Attrice

Alessia Mosca, già Parlamentare europea

Elisabetta Camussi, Professoressa associata di Psicologia sociale Università di Milano Bicocca

Marina Calloni,  Professoressa di filosofia politica e sociale, Direttrice del Centro ADV – Against Domestic Violence, Università di Milano-Bicocca

Elisabetta Tarquini, Magistrata – Firenze

Maura Nardin, Corte di Cassazione

Giulia Marzia Locati, Magistrata – Torino

Francesca Romana Guarnieri, Avvocata

Anna Terzi, Magistrata - Trento

Carla Ponterio, Magistrata Corte di Cassazione

Maura Nardin, Magistrata Corte di Cassazione

Nicola Tritta, Magistrato - Torino

Emilio Sirianni, Magistrato - Cosenza

Fabrizio Filice, Magistrato - Vercelli

Manuela Manera, linguista

Pia Locatelli, già Parlamentare italiana ed europea

Cecilia D’Elia, Portavoce nazionale Donne Democratiche

Giorgia Serughetti, Ricercatrice Università di Milano Bicocca

Chiara Gribaudo, Deputata

Susanna Cenni,  Deputata

Norma De Piccoli, Professoressa ordinaria di Psicologia sociale, Università degli Studi di Torino

Eva Desana, Professoressa ordinaria Dipartimento di Giurisprudenza Università degli Studi di Torino

Barbara Pezzini, Professoressa ordinaria di Diritto costituzionale Università di Bergamo

Francesco Palermo, Professore di diritto pubblico comparato e già Presidente del Comitato consultivo della convenzione quadro per la tutela delle minoranze nazionali del Consiglio d'Europa

Laura Cavatorta,  Socia EWDM – European Women’s Development Management

Francesca Chiavacci, Presidente ARCI nazionale

Joëlle Long, Professoressa associata Dipartimento di Giurisprudenza Università degli Studi di Torino

Mia Caielli, Professoressa associata Dipartimento di Giurisprudenza Università degli Studi di Torino

Beatrice Manetti, Ricercatrice Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli Studi di Torino

Elettra Stradella, Professoressa di Diritto pubblico comparato, Università di Pisa

Marilù Chiofalo, Professoressa di Fisica, Università di Pisa

Enza Pellecchia, Professoressa di diritto privato, Università di Pisa

Federica Turco, Università degli Studi di Torino

Monia Azzalini , Osservatorio di Pavia e Università Cà Foscari

Angelo Schillaci, Professore associato di Diritto pubblico comparato, Università Roma Sapienza

Anna Lorenzetti Ricercatrice Università di Bergamo

Chiara Donat Cattin, Avvocata

Michela Quagliano, Avvocata

Assunta Confente, Avvocata

Cristina Rossello, Deputata

Giovanna Martelli, già Parlamentare italiana

Marcella Corsi, Economista

Cecilia Robustelli,  Linguista Professoressa ordinaria Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Agnese Canevari

Stefania Cavagnoli, Professoressa Associata Università di Roma Tor Vergata

Franca Giansoldati, Giornalista

Mimma Calligaris, CPO Federazione nazionale Stampa Italiana

Monica Pietrangeli, CPO USIGRAI  Unione Sindacale Giornalisti Rai

Silvia Garambois, Presidente GiULiA Giornaliste

Stefanella Campana, Giornalista

Alessandra Bocchetti,  Scrittrice femminista

Elisa Ercoli, Presidente Differenza Donna Ong

Giovanna Badalassi, Esperta di Economia di genere

Cristina Trucco, Scrittrice

Paola Sdao, Docente Università della Calabria, Campus di Arcavacata

Claudia Padovani, Docente Università di Padova

Azzurra Rinaldi, Economista

Giulia Barbucci, CGIL politiche internazionali

Silvana Cappuccio CGIL politiche internazionali

Rosanna Oliva De Conciliis,  Presidente Rete per la parità

Luisa Betti, Giornalista esperta diritti umani

Laura Cima già Parlamentare

Letizia Lambertini, Ricercatrice e formatrice su prevenzione della violenza di genere e empowerment delle donne in contesti migratori

 

Marcella Filippa, Storica

Enrica Guglielmotti, Medica

Maria Grazia Sangalli, Avvocata

Giulio Fornero, Medico

Rossella Zerbi, Direzione nazionale ANAAO

Marina Morpurgo, Scrittrice

Sissi Prader, Direttrice Museo delle Donne/Frauenmuseum

Cinzia Guido,  Assessora Cultura e Pari Opportunità Municipio I Roma

Francesco Lepore, Giornalista

Enrica Valfrè, Segretaria generale CGIL Torino

Elena Petrosino, Politiche di genere CGIL Torino

Maddalena Vianello, Femministerie

Sesa Amici,  attivista Roma

Marina Della Rocca, Ph.D, Antropologa

Mussi Bollini, già Presidente CPO Rai

Loredana Taddei, Giornalista

Fulvia Astolfi,  Avvocata

Marinella Perroni, Teologa

Fabiana Pierbattista, Giurista

Paola Guazzo, Giornalista

Licia Martella, Consulente di comunicazione

Teresa Manente, Avvocata

Luisa Rizzitelli,  Imprenditrice

Stefania Anarkikka, Artista

Anna Carabetta,  Artista

Roberta Mori, Consigliera regionale Emilia Romagna

Eleonora Mattia, Presidente IX Commissione  Consiglio Regionale Lazio

Cinzia Nava, Presidente CRPO Calabria

Natalia Sanna, Presidente CPO Campania

Margherita Perretti, Presidente CRPO Basilicata

Paola M.Taufer, Presidente CPO provincia di Trento

Luciana Sergiacomi, Avvocata Presidente CPO Comune di Padova

Angela Montemurro, componente CPO Comune di Padova

Ulrike Oberhammer, Presidente CPO Alto Adige

Patrizia Del Giudice, Presidente CRPO Puglia

Elena Rosa, Presidente Associazione LOFFICINA

Silvia Menecali, Sociologa

Nadia Mazzardis,  Imprenditrice Bolzano

Silvia Motroni, Susanna Motroni,  Attiviste  SeNonOraQuando? Livorno

Stefania Albis, Gabriella Congiu, Cinzia Ballesio, Luisella Zanin, Clara Bondesani, Maria Teresa Sorrentino, Miresi Fissore, Anna Sburlati, Stefania Graziani,  Silvana Appiano, Albertina Bollati, Sofia Massia, Maria Antonietta Macciocu, Elena Marchetti, Laura Recrosio,  Attiviste SeNonOraQuando?Torino

Donata Bertoletti, Elisabetta Cabrini ,Vera Castellani, Emanuela Ghinaglia, Maria Giulia Ghinaglia, Nicoletta Laurenti, Simona Mele, Tamara Messina, Maria Teresa Perin, Daniela Polenghi, Patrizia Politi, Chiara Rizzi, Franca Zucchetti, Giuseppina Zucchi, Attiviste Cremona

Donatella Gibbin, Laura Barozzi, Luisella Apra’, Maria Grazia Modolo,  Maria Teresa Sega,  Franca Fracasso, Palma Gasparrini,  Vilma Cappello,  Delia Murer,  Primarosa Perale,  Margherita Bugato, Gabriela Camozzi,  Simonetta Luciani, Attiviste SeNonOraQuando? Venezia

Giuliana Brega, Concetta Contini, Anna Olivucci,  Tamara Ferretti,  Maria Manganaro,  Suny Vecchi, Attiviste SeNonOraQuando? Ancona 13 febbraio

Andreina Baruffini Gardini, Roberta Corbellini, Rosalba Perini, Clara Orso, Liviana Calabrò, Chiara Zanetti, Maria Pia Tamburlini, Manuela Maieron, Chiara Gallo, Rita Martin, Paolo Gris, Attiviste/i SeNonoraquando? Udine

 

Claudine Escamez,  Gemma Macagno, Liliana Meinero, Ester Odella,  Fernanda Vertamy, Attiviste SeNonOraQuando? Cuneo

Bruna Biondo, Elisa Comparetti, Elisabetta Illario, Marina Mura, Diletta Mureddu, Rita Murgia

Laura Muscas, Agnese Onnis, Valentina Spanu, Attiviste SeNonOraQuando? Cagliari

 

Ekaterina Menchetti , Maria Francesca Fasano, Sylvie Isabelle Kaminski, Giulia Bortolini, Franchina Tresoldi, Danila Baldo, Emanuela Garibaldi, Eleonora Colnaghi  Attiviste SenonOraQuando? Lodi

 

Alice Vergnaghi, Daniela Fusari, Patrizia Berra, Sara Marsico, Maria Luisa Arduini, Marco Peccenati, Monica Rossi, Monica Orlando, Simona Belloni, Maria Laura Saccani, Giordana Pavesi, Federica Maccario, Daniela Anna De Carlo, Venera Tomarchio,  Maddalena Fiocchi  Attiviste Toponomastica femminile

 

Rossella Benedetti, Brunella Fraleone, Sabrina Frasca, Vanessa Doddi, Cristina Ercoli, Gianna Giovannangeli, Arianna Gentile, Giovanna Natali, Ilaria Boiano, Rosalba Taddeini, Marina Favaroni, Attiviste Differenza Donna ong

 

Laura Palma Vassalli, Angela Picchi, Eliana D’Ascoli, Maria Rosa Lora, Stella Della Seta, Maria Teresa Sileri, Volontarie Telefono Rosa

 

Laura Terraciano, Avvocata

 

Antonella Faieta, Avvocata

 

Alessandra La Padura, Avvocata

 

Angelica Pons, Counselor e Commissaria Pari Opportunità Pinerolo (Torino)

Mary Longano, Laura Seidita, Vanna Lorenzoni, Giuliana Manica, Nicoletta Favero, Rita De Lima, Mariacristina Mentigazzi, Ernesta Fusetti, Francesca Zoavo, Giovanna Prato, Elena Ferrara, Laura Pilato, Maria Grazia Mazza, Germana Lionello, Marina Ponzetto, Rosanna Martini, Tina Ciongoli, Nadia Conticelli, Rosita Serra, Serena Fasano, Rosaria Pagani, Caterina Romeo, Maria Ghisaura, Alice De Ambrogi, Sara Tomatis, Rosanna Cornetto, Emanuela Allegra, Anna Maria Barbero, Manuela Olia, Francesca Musacchia- Conferenza Democratiche del Piemonte

Fiornani Tiziana, Presidente di AIED Novara

Pipolo Rosina, Coordinamento Nazionale Pari Opportunità UIL

Antonietta Pipolo, Coordinamento Provinciale UIL Novara

Minuto Laura, VicePresidente Fondazione Lucrezia Tangorra

Adelina Talamonti , Operatrice  di un centro anti-violenza e antropologa.

Grazia Giancaterina, Differenza Donna ong

Serena Roveta, Differenza Donna Ong

Angela Grimaldi, Assessora Comunale Caselle (Torino)

Fabiola Grimaldi, Presidente “La Rete delle Donne”

Milena Gentile, Presidente Emily Palermo

Carla Ciccone, Ginecologa Avellino

Cristina Gamberi attivista

Maria Grazia Giammarinaro 

CIRSDe Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere Università degli Studi di Torino

Centro Elena Cornaro per i saperi, le culture e le politiche di genere dell’Università degli Studi di Padova.

Centro di Women’s Studies dell'Università della Calabria

Giuristi Democratici Torino

ANAO Donne regione Piemonte

Camera minorile di  Torino

ARCI Torino

APID Imprenditorialità Donna Torino

Associazione Telefono Rosa Roma

Associazione Telefono Rosa Piemonte

Centri antiviolenza Me.dea onlus - Alessandria e Casale

Mai+sole Savigliano

Associazione Punto a capo -  Chivasso

CAV Cosenza

Casa delle donne, Torino

Coordinamento Torino Pride

Associazione Prospettive Comuni

Associazione Radicale Certi Diritti 

Associazione LOFFICINA

International Help Onlus

AIDM Associazione italiana Donne Medico Torino

AIDM Associazione italiana Donne Medico Asti

Casa delle Donne e Centro Antiviolenza l’una per l’altra Viareggio

Associazione antiviolenza Demetra Donne in aiuto di Lugo (Ravenna)

Associazione Mai più violenza - Nevermind violence ODV. 

Associazione SCoSSE

Associazione VoceDonna 

Associazione Le Rose di Gertrude

Gruppo Marija Gimbutas di Sasso Marconi (Bologna)

MAIS  – Movimento per l’Autosviluppo, l’Interscambio e la Solidarietà Ong

I sentinelli di Milano 

Associazione Manden diritti civili e legalità 

Se Non Ora Quando?- S. Donà (Venezia)

Se Non Ora Quando? Vittorio Veneto (Treviso)

Associazione Coordinamento 3 -Donne di sardegna

Agedo Rimini Cesena per la Romagna 

Associazione Femminile Maschile Plurale di Ravenna

Polis Aperta 

Associazione Cassandra D

La Rete delle Donne, San Maurizio Canavese (Torino)

Forum delle donne di Forli

Donne in nero (Bologna)

Città per le donne, Cuneo

Associazione La Tenda della Luna Torino

Associazione Rose Rosse APS di Castel Maggiore (Bologna)

LeNove - Studi e ricerche sociali

Laboratorio politico donne per la città, Cuneo

Associazione di promozione sociale Donn.è

SeNonOraQuando? Cittadella (Padova)

L’8 sempre donne Mogliano Veneto

Associazione Banca del Tempo – Oleggio (NO)

Associazione Oleggio Grande (Novara)

Time For Equality

 ALFI - Associazione Lesbica Femminista Italiana

Associazione noiDonne 2005 Sassari

Terra Donna - Provincia Verbano Cusio Ossola

 Associazione " Il progetto Alice".