Contro la Risoluzione U.E. che equipara Nazi-Fascismo e Comunismo

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All’On.le Presidente del Parlamento Europeo, Davide Maria Sassoli,
david.sassoli@europarl.europa.eu
All’On.le Presidente del gruppo Socialisti e Democratici Iratxe García Pérez,
iratxe.garcia-perez@europarl.europa.eu
All’On.le Rappresentante Italiano nel Bureau del gruppo S&D al Parlamento Europeo, Simona Bonafè,
simona.bonafe@europarl.europa.eu
Ai deputati del gruppo dei Socialisti & Democratici e alla delegazione italiana nel medesimo gruppo.
 
 
Il 19 settembre scorso, nell’indifferenza generale, è stata approvata, con il contributo determinante del gruppo dei Socialisti e Democratici (anche della delegazione dei deputati italiani) e adottata la Risoluzione che ha per titolo “Importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa”. Questa risoluzione, contenente veri e propri falsi storici e auto assoluzioni, è vergognosa e promuove non una memoria “condivisa” ma la memoria di una sola parte politica.
 
Il documento, approvato dal massimo consesso europeo, equipara il nazifascismo e il comunismo nella responsabilità dello scoppio della seconda guerra mondiale attribuendola al solo patto di non aggressione firmato dalla Germania nazista e dall’Unione Sovietica nel 1939, tacendo completamente sulle responsabilità della comunità internazionale e, in special modo, delle potenze europee che prestarono colpevole quiescenza all’ascesa del nazismo e del fascismo.
 
Riassumendo per date e fatti, che sono l’essenza della Storia: 1935-36: aggressione dell’Etiopia da parte dell’Italia fascista; 1936: Asse Roma-Berlino; nello stesso anno la Germania, infrangendo il Trattato di Versailles, invade la Renania; 1938: occupazione dell’Austria ed Anschluss (annessione alla Germania nazista); nello stesso anno la conferenza di Monaco dalla quale Hitler uscì assoluto vincitore con Francia ed Inghilterra in totale atteggiamento di servilismo anticomunista al punto che l’anno dopo le truppe naziste entrarono a Praga facendo della Cecoslovacchia un protettorato tedesco; ecco il 1939: la Germania denuncia il patto di non aggressione con la Polonia, sottoscrive il patto d’Acciaio con l’Italia e qui, nel tentativo di chiudere la stalla prima della fuga dei buoi, francesi ed inglesi si avvicinano a Stalin, che sottoscrive il patto di non aggressione con la Germania; in Spagna le truppe golpiste di Franco, appoggiate da Italia e Germania, portano a conclusione vittoriosa la guerra civile scoppiata nel 1936.
 
Capiamo perfettamente che l’equiparazione è più semplice della comparazione, ma è certo che nel primo caso tutti sono uguali a tutti senza individuare le differenze, proprio quelle differenze che già Primo Levi metteva bene in evidenza indicando quali fossero quelle tra nazismo e comunismo. Eppoi, voi che avete firmato la risoluzione avendo militato in Partiti che prima e dopo il 1989 portavano nel loro nome la parola comunista, vi siete un attimo soffermati a chiedervi il perché della vostra militanza? C’è una differenza di fondo fra il nazifascismo che predica l’odio razziale e la guerra come “sola igiene del mondo” e la militanza per “il cambiamento dello stato presente delle cose”. Sappiamo per primi noi, autori di questo appello, che cos’è l’eterogenesi dei fini. Ma sappiamo anche che “la storia ti (ci) piace, come piaceva a me (a noi) quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi non può non piacerti (piacerci) più di ogni altra cosa” (A. Gramsci al figlio Delio). Questa storia ci piace, quella dalla parte degli oppressi e contro gli oppressori, una storia che, senza per nulla rimpiangere lo scomparso regime stalinista e le tragedie che procurò, sappia, però, riconoscere il ruolo che il popolo dell’URSS e i comunisti di tutti i paesi hanno avuto nello sconfiggere i nazisti e i fascisti.
 
Noi, firmatari di questa petizione, chiediamo che, seguendo l’esempio dell’On.le Dott. Pietro Bartolo, i deputati del gruppo dei Socialisti e Democratici ritirino il loro voto favorevole, rivolgendoci in modo particolare ai componenti italiani del gruppo, che sono stati eletti con i voti di tanti di noi.
 
Chiediamo che il medesimo gruppo parlamentare si faccia promotore di una nuova risoluzione che ristabilisca la verità storica attraverso un metodo scientificamente comparativo e non equiparativo con evidenti finalità propagandistiche.
 
A nome del Gruppo di discussione “Parliamo di Socialismo”
Duilio De Montis, Lavoratore dipendente
Lelio La Porta, Pensionato
Roberto Bernardini, Artigiano
Roberto Del Fiacco, Professionista
Roberto Magara, Lavoratore dipendente
parliamodisocialismo@gmail.com