Difendiamo il "Vialone" e la Lecciona dalle incognite della Ciclovia Tirrenica


Difendiamo il "Vialone" e la Lecciona dalle incognite della Ciclovia Tirrenica
Il problema
Ancora una volta siamo obbligati a mobilitarci, per difendere l’integrità della Pineta e del Parco di Migliarino… Questa volta in ballo c’è il progetto, già tante volte sentito, di far passare la cosiddetta “Ciclovia Tirrenica” dal viale sterrato che collega la Darsena di Viareggio con Marina di Torre del Lago: un progetto che il Comune di Viareggio ha recentemente riproposto con grande risalto, e sul quale vorrebbe votare quanto prima un atto di indirizzo.
Sembrerebbe una cosa da nulla… Anzi, non è forse cosa buona e giusta incentivare la mobilità e il turismo in bicicletta?
D'altronde, la Ciclovia Tirrenica non è una pista ciclabile come tutte le altre, ma un’opera di respiro internazionale, finanziata e promossa dall’Unione Europea, che, se svolge sicuramente un ruolo importante nella promozione del turismo ciclistico, d’altronde farebbe gravare sul fragile ecosistema della Lecciona un flusso di frequentatori incompatibile con la conservazione delle sue caratteristiche: ricordiamo che la spiaggia e le dune della Lecciona, oltre a trovarsi nel Parco Regionale, sono riserva naturale e Sito di Interesse Comunitario, importanti ad esempio per la nidificazione del raro fratino.
Chiediamo quindi che la ciclovia sia fatta passare altrove: per esempio dal Viale dei Tigli, già dall’inizio proposto come il più logico tracciato per la Tirrenica, e che in tal modo potrebbe finalmente essere trasformato in pista ciclopedonale e chiuso interamente al traffico.
Chiediamo inoltre con forza che tutta la zona del Parco rimanga esente da opere di asfaltatura e in genere di urbanizzazione, in aggiunta a quelle (già troppe) che la premono da ogni lato. Sebbene di recente il Comune abbia assicurato che la Tirrenica, nel tratto di Viareggio sud, non ne prevederà, sussistono dei dubbi sulla compatibilità tra queste promesse e le caratteristiche obbligatorie proposte dal progetto della Tirrenica. Non vorremmo che il pretesto della promozione della bicicletta divenisse occasione per “riqualificazioni” e “valorizzazioni” a cui fin troppi, in quell'area fortunosamente sopravvissuta agli anni ruggenti della speculazione edilizia, sono interessati.
Noi invitiamo il Parco a svolgere la sua funzione di tutela della zona che gli è affidata, senza cedere a pressioni e condizionamenti. Invitiamo Comune e Regione a recedere da progetti discutibili. Invitiamo infine il Ministero dell’Ambiente e l’Europa e tenere sott’occhio la questione, perché l’area interessata, la cui protezione è considerata da qualcuno un fastidioso impaccio per lo “sviluppo del territorio”, è un patrimonio di importanza nazionale e sovranazionale, che non può venir sacrificato per interessi locali, comunque, ottusi e di corto raggio.

Il problema
Ancora una volta siamo obbligati a mobilitarci, per difendere l’integrità della Pineta e del Parco di Migliarino… Questa volta in ballo c’è il progetto, già tante volte sentito, di far passare la cosiddetta “Ciclovia Tirrenica” dal viale sterrato che collega la Darsena di Viareggio con Marina di Torre del Lago: un progetto che il Comune di Viareggio ha recentemente riproposto con grande risalto, e sul quale vorrebbe votare quanto prima un atto di indirizzo.
Sembrerebbe una cosa da nulla… Anzi, non è forse cosa buona e giusta incentivare la mobilità e il turismo in bicicletta?
D'altronde, la Ciclovia Tirrenica non è una pista ciclabile come tutte le altre, ma un’opera di respiro internazionale, finanziata e promossa dall’Unione Europea, che, se svolge sicuramente un ruolo importante nella promozione del turismo ciclistico, d’altronde farebbe gravare sul fragile ecosistema della Lecciona un flusso di frequentatori incompatibile con la conservazione delle sue caratteristiche: ricordiamo che la spiaggia e le dune della Lecciona, oltre a trovarsi nel Parco Regionale, sono riserva naturale e Sito di Interesse Comunitario, importanti ad esempio per la nidificazione del raro fratino.
Chiediamo quindi che la ciclovia sia fatta passare altrove: per esempio dal Viale dei Tigli, già dall’inizio proposto come il più logico tracciato per la Tirrenica, e che in tal modo potrebbe finalmente essere trasformato in pista ciclopedonale e chiuso interamente al traffico.
Chiediamo inoltre con forza che tutta la zona del Parco rimanga esente da opere di asfaltatura e in genere di urbanizzazione, in aggiunta a quelle (già troppe) che la premono da ogni lato. Sebbene di recente il Comune abbia assicurato che la Tirrenica, nel tratto di Viareggio sud, non ne prevederà, sussistono dei dubbi sulla compatibilità tra queste promesse e le caratteristiche obbligatorie proposte dal progetto della Tirrenica. Non vorremmo che il pretesto della promozione della bicicletta divenisse occasione per “riqualificazioni” e “valorizzazioni” a cui fin troppi, in quell'area fortunosamente sopravvissuta agli anni ruggenti della speculazione edilizia, sono interessati.
Noi invitiamo il Parco a svolgere la sua funzione di tutela della zona che gli è affidata, senza cedere a pressioni e condizionamenti. Invitiamo Comune e Regione a recedere da progetti discutibili. Invitiamo infine il Ministero dell’Ambiente e l’Europa e tenere sott’occhio la questione, perché l’area interessata, la cui protezione è considerata da qualcuno un fastidioso impaccio per lo “sviluppo del territorio”, è un patrimonio di importanza nazionale e sovranazionale, che non può venir sacrificato per interessi locali, comunque, ottusi e di corto raggio.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 28 aprile 2019