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Petitioning Presidente del Consiglio

Sono russo. E sono gay. L'Italia mi accolga

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Sono Vladimir, anche se questo non è il mio vero nome: ho paura di rivelare la mia vera identità. Una paura che mi porto dietro dopo varie forme di violenza che ho subito nel mio Paese, la Russia. Violenze e discriminazioni che hanno una sola ragione: sono gay.

In Russia non si può essere gay ed essere liberi. Oggi si rischia anche la vita.

C'è un doppio filo, quello delle leggi anti gay volute da Putin che di fatto mette al bando gli omosessuali e la mentalità diffusa dei russi che discrimina gli omosessuali. Ho dovuto cambiare quattro lavori, ogni volta mi hanno costretto a licenziarmi. Sono stato vittima di violente aggressioni da parte di gruppi organizzati, ormai presenti in tutta la Russia. Qui ne avete avuto una qualche notizia attraverso i terribili video postati su Internet. In Russia questi gruppi, molti neo nazisti danno la caccia ai gay e la polizia non fa praticamente nulla.

Quando sono andato a sporgere denuncia mi hanno detto che potevo anche morire. Le discriminazioni iniziano a scuola, poi all'università, in famiglia. Per esempio con i miei genitori non ho mai parlato della mia omosessualità, è impossibile farlo.

Ho scelto di venire in Italia e di chiedere qui asilo. Mi stanno aiutando gli amici dell'associazione Gay Center e altri amici mi stanno ospitando. Tra le difficoltà che sto affrontando anche quella, grave, di essermi visto bloccare i conti bancari una volta presentata la domanda d'asilo.

Ma non voglio e non posso fermarmi. Ci sono gay che stanno chiedendo asilo in vari Paesi europei. Io credo di essere il primo in Italia. E' qui che voglio vivere. In Russia non voglio più tornare. Credo che l'Italia dovrebbe darmi lo status di rifugiato, in nome del rispetto dei diritti umani, in nome della dignità che spetta a ciascuno di vivere libero e sicuro. E chiedo di incontrare il Presidente del Consiglio per domandare che anche l'Italia come altri Paesi offra la sua protezione a chi come me in Russia è vittima di violenza omofoba. Serve dare una speranza a quei cittadini russi che sono privati dei propri diritti. 

Spero che mi sosteniate. Spero che sarete in tanti.

Vladimir

Letter to
Presidente del Consiglio
Sono Vladimir, anche se questo non è il mio vero nome: ho paura di rivelare la mia vera identità. Una paura che mi porto dietro dopo varie forme di violenza che ho subito nel mio Paese, la Russia. Violenze e discriminazioni che hanno una sola ragione: sono gay.

In Russia non si può essere gay ed essere liberi. Oggi si rischia anche la vita.

C'è un doppio filo, quello delle leggi anti gay volute da Putin che di fatto mette al bando gli omosessuali e la mentalità diffusa dei russi che discrimina gli omosessuali. Ho dovuto cambiare quattro lavori, ogni volta mi hanno costretto a licenziarmi. Sono stato vittima di violente aggressioni da parte di gruppi organizzati, ormai presenti in tutta la Russia. Qui ne avete avuto una qualche notizia attraverso i terribili video postati su Internet. In Russia questi gruppi, molti neo nazisti danno la caccia ai gay e la polizia non fa praticamente nulla.

Quando sono andato a sporgere denuncia mi hanno detto che potevo anche morire. Le discriminazioni iniziano a scuola, poi all'università, in famiglia. Per esempio con i miei genitori non ho mai parlato della mia omosessualità, è impossibile farlo.

Ho scelto di venire in Italia e di chiedere qui asilo. Mi stanno aiutando gli amici dell'associazione Gay Center e altri amici mi stanno ospitando. Tra le difficoltà che sto affrontando anche quella, grave, di essermi visto bloccare i conti bancari una volta presentata la domanda d'asilo.

Ma non voglio e non posso fermarmi. Ci sono gay che stanno chiedendo asilo in vari Paesi europei. Io credo di essere il primo in Italia. E' qui che voglio vivere. In Russia non voglio più tornare. Credo che l'Italia dovrebbe darmi lo status di rifugiato, in nome del rispetto dei diritti umani, in nome della dignità che spetta a ciascuno di vivere libero e sicuro. E chiedo di incontrare il presidente del Consiglio.

Spero che mi sosteniate. Spero che sarete in tanti.

Vladimir