Salviamo le Pinete grossetane

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SALVIAMO LE PINETE GROSSETANE

Il GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane, Onlus che riunisce cittadini e associazioni che si battono in difesa del nostro patrimonio boschivo, chiede che il Piano AIB previsto dalla Regione Toscana per le Pinete litoranee grossetane venga bloccato con effetto immediato e non riproposto prima di una radicale revisione, e chiede ai cittadini di inviare una mail di protesta agli indirizzi sotto riportati per fermare l’imminente devastazione delle Pinete.

Il Pinete grossetane sono un patrimonio naturale e culturale importantissimo, riconosciuto dalla UE che le ha dichiarate Sito di interesse comunitario, e la loro devastazione mediante un Piano AIB che prevede - come se fossimo nell’Ottocento - il taglio esteso dei pini e di quasi tutto il sottobosco è inaccettabile, tanto più se avviene con i fondi pubblici destinati alla protezione del nostro patrimonio boschivo.
Chiediamo inoltre quale sarebbe il destino previsto per il legname che risulterebbe dagli estesi tagli previsti, nella speranza che non vi sia alcun collegamento con la vertiginosa crescita della domanda di legname per alimentare le centrali a biomasse: una forma di produzione energetica altamente inquinante.

Le foreste sono un bene comune, fondamentale per la salute umana, sia fisica che psicologica, e per la sicurezza idrogeologica del territorio italiano. Foreste come le Pinete grossetane, in particolare, sono ancora più preziose perché costituiscono un ecosistema ricco di biodiversità, protetto da leggi europee, italiane e regionali e sono habitat di diverse specie vegetali e animali, alcune delle quali parimenti protette.

Questo patrimonio appartiene di diritto a tutti i cittadini italiani e del mondo e in particolare alle giovani generazioni, il cui futuro è già stato messo sufficientemente a repentaglio.

Protestiamo quindi a nome di quelli che non hanno voce: gli alberi e gli arbusti, i cuculi e le ghiandaie; e in particolare a nome dei nostri giovani, che invadono le piazze chiedendoci di cambiare direzione, inascoltati da chi come voi avrebbe il potere di cambiare le cose.

Vi chiediamo quindi di ascoltarli, e di fermare immediatamente il Piano AIB, che in ogni caso non può essere messo in atto ora perché la legge vieta nei periodi primaverili ed estivi qualunque intervento che possa disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica.

Chiediamo che il piano venga rivisto radicalmente e che i fondi pubblici disponibili vengano utilizzati per la protezione e la sorveglianza attiva, con dispiego di mezzi e uomini, formando e pagando migliaia di giovani disoccupati, così come usando telecamere, droni e quant’altro permette la moderna tecnologia, e analizzando a fondo le cause reali degli incendi, al 99% di origine antropica, la maggioranza dei quali dolosi; un piano che prevenga gli atti criminali di innesco; un piano che tenga conto dell’attuale destinazione d’uso delle Pinete, cioè quella turistica, e crei lavoro valorizzando davvero il nostro straordinario patrimonio naturale, e cioè proteggendolo, e non devastandolo.

Chiediamo che Piano AIB venga rivisto basandosi sulla moderna letteratura scientifica e sui più moderni metodi di lotta agli incendi, abbandonando tecniche del passato che non sono più appropriate sia perché la destinazione d’uso delle Pinete è cambiata, passando dalla produzione al turismo, sia perché storicamente non si è rivelata efficace in chiave di protezione antincendio. Auspichiamo che nel fare questo venga coinvolta la società civile, perché piani di questa natura vanno costruiti attraverso modalità volte a garantire il più ampio coinvolgimento possibile, con strumenti di democrazia partecipativa e diretta.

GUFI – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane

MAIL DI PROTESTA
Preghiamo i cittadini di far sentire la propria voce mandando una mail di protesta (se desiderate potete utilizzare il testo di questa petizione, sottoscrivendolo con il vostro nome) ai seguenti indirizzi mail istituzionali, con oggetto No alla devastazione delle Pinete.

enrico.rossi@regione.toscana.it; vittorio.bugli@regione.toscana.it; alberto.fluvi@regione.toscana.it; marco.remaschi@regione.toscana.it; stefania.saccardi@regione.toscana.it; vincenzo.ceccarelli@regione.toscana.it; federica.fratoni@regione.toscana.it; giani@consiglio.regione.toscana.it; consiglioregionale@postacert.toscana.it; presidente@pec.governo.it; procedimenti@beniculturali.it; ministro@politicheagricole.it; urp@minambiente.iturp@minambiente.it; dva@minambiente.it; m.ramazzotti@comune.castiglionedellapescaia.gr.it; v.tamburini@comune.castiglionedellapescaia.gr.it; mc.monaca@comune.castiglionedellapescaia.gr.it; m.fanti@comune.castiglionedellapescaia.gr.it; comune.grosseto@postacert.toscana.it; sindaco@comune.grosseto.it; luca.agresti@comune.grosseto.it; riccardo.megale@comune.grosseto.it; simona.petrucci@comune.grosseto.it; fabrizio.rossi@comune.grosseto.it; fausto.turbanti@comune.grosseto.it; info@unionecomunicollinemetallifere.it; fgr43516@pec.carabinieri.it

 


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