Riapriamo le fiere locali! Salvaguardiamo l’Artigianato! Difendiamo il nostro saper fare!
Riapriamo le fiere locali! Salvaguardiamo l’Artigianato! Difendiamo il nostro saper fare!
Il problema
Salvaguardiamo l’Artigianato Artistico Italiano, riapriamo le fiere locali!
Nell’ambito delle misure adottate dall’autorità pubblica per far fronte all’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del COVID-19, sono stati introdotti specifici divieti e restrizioni che hanno interessato anche le attività economiche e commerciali. Gli ultimi decreti del presidente del consiglio, i DPCM 24 ottobre 2020, 3 novembre 2020, 3 dicembre 2020 e da ultimo il DPCM 14 gennaio 2021 hanno disposto che: sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi. Per effetto di tale disposizione, già a partire dal mese di Ottobre, è stato vietato lo svolgimento delle Mostre Mercato in programma, considerate equiparabili alle fiere e alle sagre; allo stesso tempo continuano invece a svolgersi le attività di mercato e di vendita al dettaglio, espressamente consentite dai provvedimenti emergenziali nel rispetto rigoroso dei protocolli e delle linee guida di prevenzione e sicurezza sanitaria.
Tuttavia, le attività delle Mostre Mercato presentano le medesime caratteristiche delle attività di vendita al dettaglio che si tengono nei mercati in sede fissa o saltuaria:
1) si svolgono in aree delimitate e circoscritte individuate dall’amministrazione comunale;
2) sono autorizzate dall’amministrazione comunale e sue articolazioni territoriali sulla base di apposite procedure ad evidenza pubblica e mediante il rilascio di un titolo;
3) si svolgono secondo giornate e orari definiti dall’amministrazione comunale secondo un calendario e quindi con una loro periodicità;
4) i partecipanti sono soggetti al pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico;
5) presentano strutture di vendita identiche o similari;
6) prevedono la presenza di operatori muniti dei titoli autorizzativi per la vendita al dettaglio;
7) si svolgono in settori merceologici similari o affini: generi alimentari, abbigliamento ed ARTIGIANATO ARTISTICO. (QUEST’ULTIMO COMPLETAMENTE DIMENTICATO ANCHE DA I VARI DECRETI RISTORI).
Risulta quindi evidente che le Mostre Mercato non possono essere analogicamente equiparate alle fiere e alle sagre, ma devono essere ricondotte, alla luce delle loro specifiche caratteristiche merceologiche strutturali e prestazionali, nell’ambito del CD commercio al dettaglio. Ciò renderebbe tali manifestazioni del tutto possibili e compatibili con i divieti imposti dalla normativa emergenziale COVID-19. La situazione attuale determina, invece, un’ingiustificata disparità di trattamento fondata unicamente sulla diversa denominazione attribuita alle suddette attività, che sono però, nei fatti, equiparabili.
Non possono neanche essere ignorate le conseguenze che l’estensione del divieto sta determinando per gli organizzatori e gli operatori del settore in questione ed in particolare:
1) dopo aver subito gli effetti delle restrizioni del lockdown generalizzato si sono trovati ad affrontare una difficile situazione di ripartenza;
2) hanno dovuto gestire la riorganizzazione delle attività per dare esecuzione alle disposizioni impartite dall’amministrazione e per rispettare i calendari prestabiliti;
3) hanno regolarmente adempiuto a tutti gli oneri previste dai provvedimenti concessori rilasciati dall’amministrazione;
4)hanno sostenuto costi e investimenti per gestire la fase di ripartenza o per assicurare il rispetto dei protocolli e delle linee guida specificamente indicate per il settore di riferimento;
5) devono far fronte a costi fissi legati all’attività di impresa a fronte di alcun ricavo;
Non sono da dimenticare neppure le minori entrate per l’amministrazione comunale a fronte del divieto delle Mostre Mercato, in quanto gli organizzatori devono in esecuzione dei rispettivi Avvisi Pubblici corrispondere le somme a titolo di occupazione suolo pubblico; risorse, queste ultime, che l’amministrazione comunale non sta più ricevendo.
Risulta violato un corollario del principio di uguaglianza sancito nell’articolo 3 della Costituzione, ovvero quello di ragionevolezza nel momento in cui “situazioni sostanzialmente identiche siano disciplinate in modo ingiustificatamente diverso”, secondo la unanime giurisprudenza della Corte costituzionale, (si veda, Corte Cost. sentenza n. 340 del 2004). È possibile, quindi, pervenire alla conclusione per cui è irragionevole da un lato consentire lo svolgimento dei mercati in sede fissa o saltuari e al contempo precludere quelle attività che presentano le medesime caratteristiche ma rispondono ad una diversa denominazione, laddove ad essere dirimente dovrebbe essere l’attività svolta in concreto che, nel caso di specie, è la medesima in quanto si caratterizza pur sempre in una attività commerciale al dettaglio; inoltre, tali attività possono svolgersi nel pieno rispetto delle misure di sicurezza sanitaria prescritte. Infine, si richiama l’attenzione sul pregiudizio che gli organizzatori e gli espositori stanno subendo e le gravi difficoltà per un settore fortemente colpito ma che ha già dimostrato in passato di poter operare nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria previste dai protocolli adottati dall’autorità pubblica.
Questa petizione interroga il Presidente del Consiglio per sapere:
1) Se intenda attivarsi per ristabilire la corretta applicazione delle norme emergenziali con specifico riferimento allo svolgimento delle Mostre Mercato rivedendo la scelta assunta, volta all’estensione del divieto previsto per le Fiere e le Sagre anche alle suddette attività;
2) Se intendano, pertanto, ricondurre correttamente le medesime attività nell’ambito del commercio al dettaglio, le cui attività sono espressamente consentito dalla normativa emergenziale;
3) Se a tal fine sia possibile formulare specifici atti di indirizzo affinché gli uffici preposti provvedano al rilascio delle autorizzazioni per le Mostre Mercato che si svolgono in esecuzione di avvisi pubblici indetti dall’Amministrazione e secondo gli appositi calendari;
4) Quali provvedimenti intendano adottare riguardo tale specifica categoria e quali misure assumere per consentire la ripresa della loro attività nel rispetto dei protocolli e delle linee guida espressamente individuate per il settore di riferimento
Abbiamo estremo bisogno di vendere i nostri prodotti: è sparita la committenza turistica, le Fiere internazionali sono chiuse da oltre un anno, lo stesso le fiere nazionali, con le fiere locali veniva intercettato il pubblico italiano. Per riuscire a non scomparire! Siamo certi che vi renderete conto che il problema è di denominazione, non certo di maggiore pericolosità sanitaria, svolgendosi all'aperto.
Sostenete la nostra causa!!!

Il problema
Salvaguardiamo l’Artigianato Artistico Italiano, riapriamo le fiere locali!
Nell’ambito delle misure adottate dall’autorità pubblica per far fronte all’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del COVID-19, sono stati introdotti specifici divieti e restrizioni che hanno interessato anche le attività economiche e commerciali. Gli ultimi decreti del presidente del consiglio, i DPCM 24 ottobre 2020, 3 novembre 2020, 3 dicembre 2020 e da ultimo il DPCM 14 gennaio 2021 hanno disposto che: sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi. Per effetto di tale disposizione, già a partire dal mese di Ottobre, è stato vietato lo svolgimento delle Mostre Mercato in programma, considerate equiparabili alle fiere e alle sagre; allo stesso tempo continuano invece a svolgersi le attività di mercato e di vendita al dettaglio, espressamente consentite dai provvedimenti emergenziali nel rispetto rigoroso dei protocolli e delle linee guida di prevenzione e sicurezza sanitaria.
Tuttavia, le attività delle Mostre Mercato presentano le medesime caratteristiche delle attività di vendita al dettaglio che si tengono nei mercati in sede fissa o saltuaria:
1) si svolgono in aree delimitate e circoscritte individuate dall’amministrazione comunale;
2) sono autorizzate dall’amministrazione comunale e sue articolazioni territoriali sulla base di apposite procedure ad evidenza pubblica e mediante il rilascio di un titolo;
3) si svolgono secondo giornate e orari definiti dall’amministrazione comunale secondo un calendario e quindi con una loro periodicità;
4) i partecipanti sono soggetti al pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico;
5) presentano strutture di vendita identiche o similari;
6) prevedono la presenza di operatori muniti dei titoli autorizzativi per la vendita al dettaglio;
7) si svolgono in settori merceologici similari o affini: generi alimentari, abbigliamento ed ARTIGIANATO ARTISTICO. (QUEST’ULTIMO COMPLETAMENTE DIMENTICATO ANCHE DA I VARI DECRETI RISTORI).
Risulta quindi evidente che le Mostre Mercato non possono essere analogicamente equiparate alle fiere e alle sagre, ma devono essere ricondotte, alla luce delle loro specifiche caratteristiche merceologiche strutturali e prestazionali, nell’ambito del CD commercio al dettaglio. Ciò renderebbe tali manifestazioni del tutto possibili e compatibili con i divieti imposti dalla normativa emergenziale COVID-19. La situazione attuale determina, invece, un’ingiustificata disparità di trattamento fondata unicamente sulla diversa denominazione attribuita alle suddette attività, che sono però, nei fatti, equiparabili.
Non possono neanche essere ignorate le conseguenze che l’estensione del divieto sta determinando per gli organizzatori e gli operatori del settore in questione ed in particolare:
1) dopo aver subito gli effetti delle restrizioni del lockdown generalizzato si sono trovati ad affrontare una difficile situazione di ripartenza;
2) hanno dovuto gestire la riorganizzazione delle attività per dare esecuzione alle disposizioni impartite dall’amministrazione e per rispettare i calendari prestabiliti;
3) hanno regolarmente adempiuto a tutti gli oneri previste dai provvedimenti concessori rilasciati dall’amministrazione;
4)hanno sostenuto costi e investimenti per gestire la fase di ripartenza o per assicurare il rispetto dei protocolli e delle linee guida specificamente indicate per il settore di riferimento;
5) devono far fronte a costi fissi legati all’attività di impresa a fronte di alcun ricavo;
Non sono da dimenticare neppure le minori entrate per l’amministrazione comunale a fronte del divieto delle Mostre Mercato, in quanto gli organizzatori devono in esecuzione dei rispettivi Avvisi Pubblici corrispondere le somme a titolo di occupazione suolo pubblico; risorse, queste ultime, che l’amministrazione comunale non sta più ricevendo.
Risulta violato un corollario del principio di uguaglianza sancito nell’articolo 3 della Costituzione, ovvero quello di ragionevolezza nel momento in cui “situazioni sostanzialmente identiche siano disciplinate in modo ingiustificatamente diverso”, secondo la unanime giurisprudenza della Corte costituzionale, (si veda, Corte Cost. sentenza n. 340 del 2004). È possibile, quindi, pervenire alla conclusione per cui è irragionevole da un lato consentire lo svolgimento dei mercati in sede fissa o saltuari e al contempo precludere quelle attività che presentano le medesime caratteristiche ma rispondono ad una diversa denominazione, laddove ad essere dirimente dovrebbe essere l’attività svolta in concreto che, nel caso di specie, è la medesima in quanto si caratterizza pur sempre in una attività commerciale al dettaglio; inoltre, tali attività possono svolgersi nel pieno rispetto delle misure di sicurezza sanitaria prescritte. Infine, si richiama l’attenzione sul pregiudizio che gli organizzatori e gli espositori stanno subendo e le gravi difficoltà per un settore fortemente colpito ma che ha già dimostrato in passato di poter operare nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria previste dai protocolli adottati dall’autorità pubblica.
Questa petizione interroga il Presidente del Consiglio per sapere:
1) Se intenda attivarsi per ristabilire la corretta applicazione delle norme emergenziali con specifico riferimento allo svolgimento delle Mostre Mercato rivedendo la scelta assunta, volta all’estensione del divieto previsto per le Fiere e le Sagre anche alle suddette attività;
2) Se intendano, pertanto, ricondurre correttamente le medesime attività nell’ambito del commercio al dettaglio, le cui attività sono espressamente consentito dalla normativa emergenziale;
3) Se a tal fine sia possibile formulare specifici atti di indirizzo affinché gli uffici preposti provvedano al rilascio delle autorizzazioni per le Mostre Mercato che si svolgono in esecuzione di avvisi pubblici indetti dall’Amministrazione e secondo gli appositi calendari;
4) Quali provvedimenti intendano adottare riguardo tale specifica categoria e quali misure assumere per consentire la ripresa della loro attività nel rispetto dei protocolli e delle linee guida espressamente individuate per il settore di riferimento
Abbiamo estremo bisogno di vendere i nostri prodotti: è sparita la committenza turistica, le Fiere internazionali sono chiuse da oltre un anno, lo stesso le fiere nazionali, con le fiere locali veniva intercettato il pubblico italiano. Per riuscire a non scomparire! Siamo certi che vi renderete conto che il problema è di denominazione, non certo di maggiore pericolosità sanitaria, svolgendosi all'aperto.
Sostenete la nostra causa!!!

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 16 febbraio 2021
