SIAMO PIÙ DELLA METÀ: GLI AIUTI UE DEVONO ARRIVARE PER IL 50% ALLE DONNE ANCHE IN ITALIA

Questa petizione aveva 236 sostenitori

Il problema

Siamo più della metà: gli aiuti europei devono arrivare alle donne anche in Italia. Seguiamo l’esempio dell’appello HALFOFIT inviato alla Presidente della Commissione Europea Von der Leyen da europarlamentari e firmato da migliaia di donne:

CHIEDIAMO che il Governo e le Regioni stanzino PER LE DONNE LA METÀ DEI FONDI COVID-19 MESSI A DISPOSIZIONE DALL’EU

Questo è il momento di trasformare la crisi in opportunità e smettere di essere invisibili: opportunità sociale, economica, politica e culturale. Questo è proprio il momento di dare più potere alle donne, per far emergere le loro capacità perché ormai si è capito che senza le nostre competenze e la sensibilità che ogni giorno abbiamo messo in atto per affrontare malattia, morti, crisi climatica e povertà crescente non si va da nessuna parte.

La pandemia covid-19 in Italia, soprattutto in alcune regioni, è stata devastante. La priorità assoluta è salvaguardare la salute dei cittadini ma i dati e l’esperienza di tutte e tutti noi parlano chiaro: il nostro sistema sanitario, tagliato in modo irresponsabile in nome di un debito che non si poteva superare e che adesso è incredibilmente lievitato, insieme ad una incompetenza politica e tecnica affiorata ad ogni livello della catena di comando, non è stato adeguato. Ci sono stati troppi contagi e morti, troppi danni all’economia insieme ad una grave crisi per il reddito e le condizioni di vita e di lavoro delle donne e dei loro figli. Non solo la sanità ha subito drastici tagli ma anche i servizi a sostegno di anziani, bambini, disabili per sgravare le donne dal lavoro gratuito di cura. Inoltre le attività produttive sono state tutte aperte e le scuole no, mettendo in grave difficoltà le lavoratrici che saranno le prime a perdere il posto di lavoro. Non bisogna dimenticare la situazione delle troppe donne che subiscono ricatti, che sono senza un lavoro regolare, che non hanno vie di uscita dalla violenza domestica e dalla violenza del sistema della prostituzione, la cui situazione è peggiorata con la crisi e l’aumento della povertà.

Le donne non curano solo in casa ma sono le più attente all’alimentazione e all’ambiente. Il virus si trasmette alla nostra specie e negli allevamenti intensivi dagli animali selvatici cacciati dal loro habitat a causa della deforestazione e viene diffuso dall’inquinamento atmosferico che surriscalda il pianeta: noi siamo responsabili verso le generazioni future e attente a contrastarlo ogni giorno.

Chiediamo che nel quadro del piano Next Generation Eu ci sia un forte impegno nei nostri confronti, sia a livello europeo che a livello nazionale con la valutazione di impatto e bilancio di genere e con una attenzione a fare arrivare aiuti in mani femminili, più sicure perché non coinvolte e compromesse con lobby e business non affidabili. Ricordiamo che nella carta dei diritti della UE la parità di genere è garantita in tutti i settori. Riteniamo aperta la contrattazione col nostro governo.

Laura Cima – Governo di lei

Eliana Rasera – IF Iniziativa Femmista

Ilaria Baldini – IF Iniziativa Femmista

Graziella Proto – direttrice di Le Siciliane

Monica Lanfranco - Marea

Donatella Martini – DonneinQuota

Daniela Colombo – Rivista Femminista EFFE

Tullia Todros – Università di Torino

Lorella Marini – Scrittrice e insegnante

Simona Secco – Editor

Lia D'Urso - Attivista per i Diritti Civili

Lara Elia – Giornalista

Elisabetta Granieri Galilei – IF Iniziativa Femmista

Giusi Milazzo

Rita Barbera - Associazione Potere alle Donne

Alessandra Contino - Associazione Potere alle Donne

Beatrice D’Amico - Associazione Potere alle Donne

Maria Grazia Lo Cicero - Associazione Potere alle Donne

Pina Mandolfo -  - Associazione Potere alle Donne, regista

Antonella Monastra - Associazione Potere alle Donne

Maria Grazia Pignataro - Associazione Potere alle Donne

Elvira Rosa - Associazione Potere alle Donne

Loredana Rosa - Associazione Potere alle Donne

Anna Di Salvo - Città Felice

Sara Crescimone Messina - Femministorie

Heidi Aschacher - Associazione Onde donneinmovimento

Milena Avenia - Associazione Onde donneinmovimento

Marina Dell'Utri - Associazione Onde donneinmovimento

Fernanda Fiandaca - Associazione Onde donneinmovimento

Francesca Grasta - Associazione Onde donneinmovimento

Maria Grazia Pignataro - Associazione Onde donneinmovimento

Loredana Rosa - Associazione Onde donneinmovimento

Lidia Trobia portavoce dell' - Associazione Onde donneinmovimento

Ester Vitale - Associazione Onde donneinmovimento

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governodilei e laura cimaPromotore della petizioneSono nata a Torino e ho partecipato al movimento degli studenti e al femminismo dall’inizio degli anni ‘70. Ho poi preso parte al movimento antinucleare e all’esperienza delle liste dei Verdi Sole che ride, venendo eletta alla Camera nel 1987 e diventando, primo caso in Italia, Presidente di un direttivo composto da sole donne. Nominata nella Commissione per la Parità tra uomo e donna presso la Presidenza del Consiglio all’inizio degli anni ‘90, sono stata riconfermata fino alla mia seconda elezione in Parlamento nel 2001. Ho presentato una proposta di legge dal titolo “Modifiche al codice civile in materia di cognome dei coniugi e dei figli” perchè il cognome maschile è uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che non ha più senso. Sono stata anche Consigliera e amministratrice nel Comune di Moncalieri dal 1993 e poi Consigliera di parità presso la Provincia di Torino. Ho fondato il Laboratorio politico delle donne. Ho pubblicato il libro Il complesso di Penelope.

I decisori

Ministra P.O. Bonetti
Ministra P.O. Bonetti
Presidente del Senato Casellati
Presidente del Senato Casellati
Presidente della Camera Fico
Presidente della Camera Fico

Aggiornamenti sulla petizione