

Libertà e benessere dei cittadini al tempo del Covid-19


Libertà e benessere dei cittadini al tempo del Covid-19
Il problema
Il benessere delle persone non è proporzionale al numero dei posti disponibili nelle rianimazioni degli ospedali. Il benessere e la tutela della salute pubblica si traducono anche nella possibilità di lavorare, di mantenere con uno stipendio se stessi e la propria famiglia, nel condurre una vita all aria aperta e relazionale, una normale attività fisica che sono garanzia della salute psicologica e mentale, in particolare per i bambini e per tutti coloro che ne sentono la necessità.
E' ormai certo che con il virus Covid-19 e la sua diffusione ci dovremo convivere a lungo, per questa ragione non è possibile né immaginabile, se non in uno scenario catastrofico da tutti i punti di vista, perseguire e proseguire questo lockdown e segregazione dei cittadini come unica soluzione al problema. Vogliamo fare appello alla responsabilità di ciascuno di noi, in quanto gli italiani non sono un popolo unicamente di irresponsabili e incivili, ma al pari degli altri cittadini europei, possono gestire diversamente questa emergenza e garantire a tutti nonostante la situazione, un livello basilare di benessere sia fisico, che economico e psicologico.
Non è con la coercizione repressiva delle persone che ci salveremo da questo flagello, ma al contrario facendo appello al senso di responsabilità di ciascuno che potrà essere attivato solo con misure e provvedimenti più accettabili e ragionevoli per il proseguimento della nostra vita individuale e del nostro stato sociale. Non è articolando come unico discorso, da parte dei nostri amministratori, il monito “state tutti a casa” che risolveremo la situazione , ma vogliamo un piano dettagliato che ci consenta di programmare una ripartenza immediata a partire dal prossimo mese.
Pertanto, quali cittadini italiani firmatari del presente appello, chiediamo con urgenza, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai Presidenti delle Regioni, alla stregua di quanto sta accadendo in altri paesi europei, che:
1. vengano effettuati i tamponi a tutti coloro che si ammalano a domicilio fin dai primi sintomi anche senza che i pazienti debbano ricorrere alle terapie intensive in ospedale. Per far questo, è necessario che vengano coinvolte e venga allargato il supporto anche delle cliniche, dei laboratori e del personale degli ospedali privati.
2. Vengano riaperte e riavviate a partire dal 3 di maggio le attività lavorative che consentano di garantire i controlli per il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza e distanziamento previste e che soltanto le persone che non risultano positive al virus possano recarsi sui luoghi di lavoro, al fine di non trasformare i luoghi di lavoro nei centri di maggior diffusione del contagio.
3. Sia data la possibilità di spostarsi all’interno del proprio Comune e della propria Regione (per le diverse esigenze), incentivando anche l’uso della bicicletta al fine di evitare l’affollamento dei mezzi pubblici e conseguenti maggiori possibilità di contagio
4. Di poter svolgere attività motoria all’aperto a patto di mantenere le distanze prescritte (2 metri la distanza di sicurezza) ma senza la limitazione dei 200 metri di distanza dalla propria abitazione!
5. Di poter uscire di casa con obbligo di mascherina e guanti (quest’ultimi nel caso di contatto con superfici o oggetti posti in locali pubblici, quali uffici, supermercati ecc )
6. Vengano eliminate le autocertificazioni che non hanno nessun fondamento e valore se non un inutile e ennesimo appesantimento e burocratizzazione del sistema.
7. Ci sia libertà di spostamento tra il proprio domicilio e la residenza (incluse le seconde case di proprietà) e ci sia restituita la libertà di riunire il proprio nucleo familiare se nessuno dei componenti risulta positivo (si veda punto 1)
8. Vengano adottati particolari provvedimenti per la protezione degli anziani in quanto il virus, è dimostrato ormai dalle statistiche attuali, colpisce nella stragrande maggioranza la popolazione anziana. Solo il 4 % della popolazione al di sotto dei 50 anni si ammala in modo grave. Quasi inesistenti i casi tra i giovani, di certo molto inferiori ad una normale influenza, e comunque molto raramente mortali.
9. Ci sia una ripresa immediata anche degli interventi e dell’attività di assistenza che riguardano la salute generale dei cittadini. Nel nostro paese non si muore e non si sta male solo per il COVID 19 e la sospensione di determinate terapie, cure, interventi necessari, indagini diagnostiche ecc. che si sta protraendo da più di due mesi sta causando altrettanti problemi alla salute pubblica dei cittadini.
10. I nostri medici di base, ospedalieri e tutto il personale sanitario siano tutelati e supportati al massimo senza ritardi e inadempienze, sia nel presente che nel futuro, in quanto è ormai noto che l’emergenza non si esaurirà in tempi brevi.
Il problema
Il benessere delle persone non è proporzionale al numero dei posti disponibili nelle rianimazioni degli ospedali. Il benessere e la tutela della salute pubblica si traducono anche nella possibilità di lavorare, di mantenere con uno stipendio se stessi e la propria famiglia, nel condurre una vita all aria aperta e relazionale, una normale attività fisica che sono garanzia della salute psicologica e mentale, in particolare per i bambini e per tutti coloro che ne sentono la necessità.
E' ormai certo che con il virus Covid-19 e la sua diffusione ci dovremo convivere a lungo, per questa ragione non è possibile né immaginabile, se non in uno scenario catastrofico da tutti i punti di vista, perseguire e proseguire questo lockdown e segregazione dei cittadini come unica soluzione al problema. Vogliamo fare appello alla responsabilità di ciascuno di noi, in quanto gli italiani non sono un popolo unicamente di irresponsabili e incivili, ma al pari degli altri cittadini europei, possono gestire diversamente questa emergenza e garantire a tutti nonostante la situazione, un livello basilare di benessere sia fisico, che economico e psicologico.
Non è con la coercizione repressiva delle persone che ci salveremo da questo flagello, ma al contrario facendo appello al senso di responsabilità di ciascuno che potrà essere attivato solo con misure e provvedimenti più accettabili e ragionevoli per il proseguimento della nostra vita individuale e del nostro stato sociale. Non è articolando come unico discorso, da parte dei nostri amministratori, il monito “state tutti a casa” che risolveremo la situazione , ma vogliamo un piano dettagliato che ci consenta di programmare una ripartenza immediata a partire dal prossimo mese.
Pertanto, quali cittadini italiani firmatari del presente appello, chiediamo con urgenza, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai Presidenti delle Regioni, alla stregua di quanto sta accadendo in altri paesi europei, che:
1. vengano effettuati i tamponi a tutti coloro che si ammalano a domicilio fin dai primi sintomi anche senza che i pazienti debbano ricorrere alle terapie intensive in ospedale. Per far questo, è necessario che vengano coinvolte e venga allargato il supporto anche delle cliniche, dei laboratori e del personale degli ospedali privati.
2. Vengano riaperte e riavviate a partire dal 3 di maggio le attività lavorative che consentano di garantire i controlli per il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza e distanziamento previste e che soltanto le persone che non risultano positive al virus possano recarsi sui luoghi di lavoro, al fine di non trasformare i luoghi di lavoro nei centri di maggior diffusione del contagio.
3. Sia data la possibilità di spostarsi all’interno del proprio Comune e della propria Regione (per le diverse esigenze), incentivando anche l’uso della bicicletta al fine di evitare l’affollamento dei mezzi pubblici e conseguenti maggiori possibilità di contagio
4. Di poter svolgere attività motoria all’aperto a patto di mantenere le distanze prescritte (2 metri la distanza di sicurezza) ma senza la limitazione dei 200 metri di distanza dalla propria abitazione!
5. Di poter uscire di casa con obbligo di mascherina e guanti (quest’ultimi nel caso di contatto con superfici o oggetti posti in locali pubblici, quali uffici, supermercati ecc )
6. Vengano eliminate le autocertificazioni che non hanno nessun fondamento e valore se non un inutile e ennesimo appesantimento e burocratizzazione del sistema.
7. Ci sia libertà di spostamento tra il proprio domicilio e la residenza (incluse le seconde case di proprietà) e ci sia restituita la libertà di riunire il proprio nucleo familiare se nessuno dei componenti risulta positivo (si veda punto 1)
8. Vengano adottati particolari provvedimenti per la protezione degli anziani in quanto il virus, è dimostrato ormai dalle statistiche attuali, colpisce nella stragrande maggioranza la popolazione anziana. Solo il 4 % della popolazione al di sotto dei 50 anni si ammala in modo grave. Quasi inesistenti i casi tra i giovani, di certo molto inferiori ad una normale influenza, e comunque molto raramente mortali.
9. Ci sia una ripresa immediata anche degli interventi e dell’attività di assistenza che riguardano la salute generale dei cittadini. Nel nostro paese non si muore e non si sta male solo per il COVID 19 e la sospensione di determinate terapie, cure, interventi necessari, indagini diagnostiche ecc. che si sta protraendo da più di due mesi sta causando altrettanti problemi alla salute pubblica dei cittadini.
10. I nostri medici di base, ospedalieri e tutto il personale sanitario siano tutelati e supportati al massimo senza ritardi e inadempienze, sia nel presente che nel futuro, in quanto è ormai noto che l’emergenza non si esaurirà in tempi brevi.
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 17 aprile 2020