Sospendere l’implementazione del 5G

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Nel corso dell’attuale pandemia da Covid 19 assistiamo al richiamo continuo da parte dei decisori politici che “prima viene la salute e poi l’economia”!

Questo dovrebbe valere ogniqualvolta si è in presenza di una attività rischiosa; purtroppo, per l’implementazione della tecnologia 5G questo principio non vale.

La tecnologia 5G viene presentata come necessaria e sicura. Per contro essa ha impatti sulla salute, sull’ambiente, sulla privacy e sulle rilevazioni meteo.

Per quanto riguarda la salute, le evidenze scientifiche non sono tante, ma quelle già disponibili sono più che sufficienti per farci essere molto preoccupati. Si riscontrano effetti nocivi a livello locale, specie a carico di cute e degli occhi, ma anche generale per liberazione di mediatori dell’infiammazione, alterazione della funzionalità neuro muscolare, dell’espressione genica, delle membrane cellulari e stimolazione della proliferazione.

Non essendo stata svolta alcuna preventiva e diffusa sperimentazione, le cavie siamo noi!

Eppure esistono già diversi documenti che imporrebbero una riflessione:

-         l’Appello degli Scienziati per la Moratoria del 5G alla Commissione Europea, sottoscritta inizialmente da 164 esperti e medici (ad oggi vi hanno aderito in 372) e da 95 organizzazioni non governative, secondo i quali il 5G aumenterà l’esposizione a radiazioni da radiofrequenza oltre a quelle già in uso del 2G, 3G, 4G, Wi-Fi, con un conseguente rischio per la salute umana e per l’ambiente;

-         la petizione “EMF Call”, sostenuta da 247 scienziati il 30 Ottobre 2018,  secondo la quale servono nuove linee guida più stringenti sui campi elettromagnetici;

-         lo studio sul 5G del Dott. Agostino Di Ciaula, Presidente del CTS di ISDE Italia, inserito fra le 6 più importanti referenze del recente Documento del Parlamento Europeo al riguardo;

-         il parere del Comitato Scientifico sui Rischi Sanitari Ambientali ed Emergenti (SCHEER) della Comunità Europea del 14 Gennaio 2019, che inserisce il 5 G fra i “rischi emergenti”;

-         migliaia di studi scientifici pubblicati su riviste sottoposte a revisione sia di tipo sperimentale - quali gli studi dell’Istituto Ramazzini di Bologna e del National Toxicology Programme degli Stati Uniti - che epidemiologico attestano che gli effetti biologici avversi  delle radiofrequenze già in essere (2, 3. 4 G) sono consistenti e riguardano non solo l’insorgenza di cancro, ma anche quella di patologie a carico dell’apparato riproduttivo, del sistema metabolico e del sistema nervoso;

-         la petizione promossa dall’Alleanza Italiana Stop 5G supportata da 340.000 firme di cittadini e già consegnata al Ministro della Salute, con sui si chiede una moratoria nazionale in difesa della salute pubblica, fermando la pericolosa sperimentazione 5G.  

Per come delineato, il quadro complessivo in cui la tecnologia 5G si va ad inserire viola diversi principi normativi sia nazionali (fra cui segnaliamo la L. 36/01 finalizzata, come dal nome stesso della norma, alla “protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”), sia comunitari, a partire dal principio di precauzione (in base al quale, se vi è anche solo il dubbio che un’attività sia pericolosa per salute o ambiente, è necessario bloccarla).

Così come viene implementata, la tecnologia 5G lede gli articoli 1, 2, 3, 21, 32, 33 della Costituzione, perché vengono lese sfere fondamentali della persona, quali quelle relative a salute, diritto all’informazione e consenso informato.

Ricordiamo inoltre che qualsiasi sperimentazione sull’Uomo senza preventivo consenso rappresenta una violazione del Codice di Norimberga.

La tecnologia inoltre apre un varco oscuro sulla gestione dei dati raccolti dai milioni di antenne e dispositivi disseminati e sull’interferenza che ha con la fauna (di recente sono stati registrati morie in massa di uccelli e di api in corrispondenza con tratti aerei coperti da segnali 5G) e con la flora, visto che gli alberi, soprattutto all'interno delle città, costituiscono un ostacolo alla trasmissione del segnale e per questo vengono quotidianamente abbattuti in molti centri urbani.

Ancora una volta, non essendoci stata alcuna valutazione preliminare sugli impatti ambientali, si è autorizzata questa tecnologia senza sapere quali rischi comporta.

In ultimo, rileviamo che da più parti si segnala che la tecnologia 5G interferisce con i satelliti meteo mettendo a rischio le previsioni. Lo sostiene l’Organizzazione Metereologica Mondiale, dopo che l’Istituto americano NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha dichiarato che l’interferenza potrebbe causare fino al 77% della perdita di dati utili. Cioè, probabilmente potremmo non essere più in grado di prevedere il formarsi e l’arrivo dei cicloni.

Per queste motivazioni chiediamo al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri competenti, ai Governatori delle Regioni ed ai Sindaci dei comuni italiani, ciascuno nell'ambito delle reciproche competenze, di non autorizzare l’attivazione dei dispositivi relativi alla tecnologia 5G e di sospendere l’implementazione della suddetta tecnologia, almeno fino a quando non saranno eseguite le valutazioni e le sperimentazioni del caso, con esiti tranquillizzanti in merito agli impatti sulla salute, sull’ambiente, sulla privacy e sulle previsioni meteo.

1)    ISDE Italia, Associazione Medici per l’Ambiente, con sede in Arezzo alla Via XXV Aprile 34, C.F. 92006460510

2)    Alleanza Italiana Stop 5G

3)    Pro Rights, Professionisti per la Promozione e Protezione dei Diritti Fondamentali, con sede in Napoli al C.so Umberto I 7, C.F. 95271110637

4)    Diritto Diretto Onlus, con sede in Napoli al C.so Umberto I 7, C.F. 95246620637

5)    Comitato Vivibilità Cittadina

6)    Stati Generali delle Donne, con sede in Pavia al Palazzo della Dogana, C.F. 93056890697

7)    La Voce del Cane SSD, con sede in Pozzuoli alla Via Prol. Pisciarelli 101/A, C.F. 06517271216

8)    Associazione Culturale Antiche Terrazze Leggendarie, con sede in Formia alla Via Vitruvio 338

9)    La Città della Gioia Onlus, con sede in Napoli alla Via Atri 33, C.F. 95120510631

10)    Taking Up From Here Onlus, con sede in Napoli alla Via del Duomo 19, C.F. 97448010583

11)    Comitato Salute Ambiente Quarto, con sede in Quarto al Corso Italia 166

12)    Gruppo Consiliare Un’altra Città, presso il comune di Quarto

13)    Comitato Fuorigrotta No 5G

14)    Associazione L’Orto Consapevole, con sede in Napoli alla Via S. Giacomo dei Capri, C.F. 07184241219

15)    Rete delle Donne In Nero di Napoli, con sede in Napoli alla Via M. Stanzione

16)    Associazione Riprendiamoci Napoletani Onlus, con sede in Napoli alla Via Cervantes 55, C.F. 95115080632

17)    Comitato Bagnoli

18)    Ide&Azioni Associate A.p.s, C.F. 95255710634