Reti cablate nelle scuole colpite da terremoto. No wifi nelle scuole italiane

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Promuoviamo l’installazione di reti cablate nelle scuole colpite dal terremoto in Abruzzo. Disattiviamo le reti wifi nelle scuole italiane

In seguito alla diffusione della tecnologia wireless, la popolazione mondiale è oggi esposta in modo massiccio e crescente ai campi elettromagnetici ad alta frequenza (RF-CEM) emessi da cellulari, cordless, tablet, wifi, ripetitori, smart meter, etc. L’inquinamento elettromagnetico colpisce soprattutto i bambini che, a parità di esposizione, assorbono maggiormente le RF rispetto agli adulti.

Nel 2011 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), afferente all’OMS, classifica le radiofrequenze (RF) come “possibile cancerogeno per l’uomo” (gruppo 2B).

Questa classificazione tiene conto solo degli effetti termici acuti (cioè correlati al riscaldamento dei tessuti) e non di quelli non termici, sia acuti sia cronici, che si verificano a livelli di esposizione nettamente inferiori ai limiti di legge e che sono stati evidenziati da centinaia di pubblicazioni scientifiche internazionali su riviste prestigiose. Tali effetti comprendono: disturbi neurologici, cambiamenti ormonali, sintomi di elettrosensibilità, danni al Dna, alterazioni cardiache, modifiche funzionali e strutturali del sistema riproduttivo, deficit di apprendimento e memoria, disturbi del comportamento (iperattività) e autismo nei bambini, e perfino tumori.

Scienziati e ricercatori di tutto il mondo hanno più volte chiesto con forza l’adozione di linee guida più protettive per la salute, che tengano conto degli effetti non termici e dell’esposizione a lungo termine e a bassa intensità.

L’allarme lanciato dalla comunità scientifica è stato recepito da diversi organismi internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa che, con la Risoluzione 1815 del 27 maggio 2011, raccomanda agli Stati membri di:

·         intervenire urgentemente per diminuire l’esposizione umana all’inquinamento elettromagnetico prestando particolare attenzione a bambini e ragazzi;

·         evitare l’uso di reti wireless nelle scuole, come pure l’utilizzo di telefoni cellulari da parte di bambini e ragazzi;

·         applicare il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE  quando la valutazione scientifica non consente di stabilire con sufficiente certezza il rischio per la salute, specialmente considerando la crescente esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche e, in particolar modo, l’esposizione dei gruppi vulnerabili come bambini e ragazzi.

Studi recenti condotti su animali rafforzano la necessità di adottare misure precauzionali per tutelare la salute pubblica.

I primi risultati di uno studio sperimentale condotto dal National Toxicology Program (ente governativo statunitense), costato fino ad oggi 25 milioni di dollari, evidenziano un incremento significativo, nei ratti esposti alle RF, di due tipi di cancro: glioma (tumore delle cellule gliali del cervello) e schwannoma maligno del cuore. È stato anche osservato un peso inferiore nei neonati la cui madre era esposta a radiofrequenze durante la gravidanza, indicando una sofferenza fetale. Questi ultimi risultati sono stati confermati dalla dott. Fiorella Belpoggi, dell’Istituto Ramazzini di Bologna, che sta conducendo un esperimento molto simile sulle radiofrequenze. Ulteriori risultati sulle RF saranno pubblicati a fine anno.

Considerato che:

-          Il wifi è un dispositivo a RF che, pur essendo di bassa intensità, è potenzialmente in grado di provocare  danni alla salute;

-          l’esposizione al wifi è troppo recente per effettuare studi epidemiologici a lungo termine;

-          studi di laboratorio in vitro e in vivo evidenziano alterazioni potenzialmente dannose per la salute;

-          aspettare prove universalmente condivise sui rischi e i danni per la salute potrebbe comportare gravi conseguenze per tutti, come è successo in passato per l’amianto, il fumo di sigaretta ed il piombo tetraetile nella benzina;

-          esistono tecnologie sicure che consentono di intervenire con dispositivi alternativi al wireless: reti locali su cavo all’interno di abitazioni, plessi scolastici, biblioteche;

Chiediamo che:

·         sia applicato il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE nelle scuole come auspicato dal Consiglio d’Europa non implementando o disattivando i dispositivi wireless;

·         siano previste negli edifici scolastici di nuova costruzione, soprattutto quelli colpiti da eventi sismici ora in fase di progetto, reti cablate per la connessione internet.



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